Pelléas et Mélisande di Maeterlinck | Recensione

Pelléas et Mélisande di Maeterlinck | Recensione

Pelléas et Mélisande di Maeterlinck è un classico del Simbolismo francese rappresentato per la prima volta nel 1902 all’Opéra-Comique di Parigi.

Pelléas et Mélisande di Maeterlinck: influenze e trama

Attenzione: contiene spoiler!

Ad influenzare Pelléas et Mélisande di Maeterlinck è il Simbolismo, una corrente letteraria basata su un linguaggio allusivo, caratterizzato dall’uso della connotazione, un linguaggio multisensoriale fatto di sinestesie (una figura retorica che consiste nell’accostamento di più sensi) e sul rimando al mistero e ad altre realtà. Non a caso, l’intera opera contiene riferimenti letterari e biblici: la storia si ispira alla tradizione trobadorica, i protagonisti ricordano Tristano e Isotta, si fa riferimento a personaggi di Shakespeare come Marcello e Ofelia, ma anche a figure religiose, come Assalonne, un traditore. Tutti questi rinvii fanno sì che l’opera sia un continuo rimando ad altre dimensioni.

L’opera di Maeterlinck si apre in modo molto particolare, nel primo atto sono presenti delle domestiche che gridano: “Aprite la porta”, frase che viene ripetuta talmente tante volte da perdere il suo significato; non a caso, gli intellettuali simbolisti utilizzano le parole non per il loro significato, bensì per la loro musicalità. Successivamente, troviamo un uomo, Golaud, che incontra una ragazza in una foresta, Mélisande. La protagonista femminile di Pelléas et Mélisande di Maeterlinck è totalmente persa, non sa dove si trova, non sa chi sia e le sue risposte non hanno senso, anche qui troviamo la continua ripetizione di frasi, come “Non mi toccate”. Golaud e Mélisande, in seguito, si sposano, ma la donna conduce una vita infelice, fatta di confusione e tristezza. Per questo, la madre di Golaud, Geneviève, le chiede di prendersi cura di Yniold, figlio di Golaud (frutto di un matrimonio precedente), insieme a Pelléas, il fratello dello stesso. Da questo momento in poi, i Pelléas e Mélisande iniziano ad incontrarsi presso una fontana, in delle grotte, in riva al mare e in altri posti dall’aura misteriosa, dove affiorano dei sentimenti reciproci.

Negli ultimi due atti di Pelléas et Mélisande di Maeterlinck, Golaud, preso dalla gelosia e della rabbia, uccide a colpi di spada suo fratello Pelléas, ferendo anche Mélisande. L’uomo vuole sapere la verità sulla loro relazione, ma la fanciulla è in fin di vita e non capisce cosa stia succedendo. La vicenda  si conclude con la morte di Mélisande, che costringerà Golaud a vivere nella cecità e nell’inconsapevolezza di ciò che è successo. Quest’opera dal finale tragico lascia il lettore col fiato sospeso in ogni pagina, inconsapevole di cosa accadrà da lì a pochi istanti.

 

Fonte immagine: Wikicommons

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