Se i gatti scomparissero dal mondo di Kawamura Genki I Recensione

Se i gatti scomparissero dal mondo di Genki Kawamura I Recensione

Arriva in Italia nel 2019 pubblicato da Einaudi e tradotto da Anna Specchio, Se i gatti scomparissero dal mondo ha la capacità di inglobare argomenti che possono sembrare inizialmente banali – morte, felicità, amore – ma estremamente personali, e lo fa intraprendendo un viaggio nei ricordi, come se fosse una sorta di memoriale biografico redatto più dal protagonista che da Genki Kawamura, l’autore.

 L’autore 

Genki Kawamura nasce il 12 marzo 1979 a Yokahoma, in Giappone.  

Debutterà come scrittore solo nell’ottobre del 2012, periodo della stesura de Se i gatti scomparissero dal mondo, dopo anni di attività nel settore cinematografico, partecipando anche alla produzione del famosissimo film in stile anime Your Name. 

La grandissima fama in Asia Orientale ottenuta da Se i gatti scomparissero dal mondo permette la produzione di un adattamento cinematografico dell’opera dopo soli quattro anni, nel 2016.  Più recenti sono invece Non dimenticare i fiori e Stanze parlanti, entrambi pubblicati da Einaudi corrispettivamente nel 2021 e il secondo proprio quest’anno.  

 
Una trama fatta di ricordi e malinconia  

Quando un postino apprende dal proprio medico che i giorni rimastigli da vivere equivalgono ad una misera settimana, a causa di una malattia ormai all’ultimo stadio, al protagonista capita qualcosa di incredibile, ma ben lontano dal miracoloso: dinanzi ai suoi occhi si palesa il Diavolo in persona, che arriva con l’intento, apparente, di aiutarlo. 

Gli propone quindi di stipulare una sorta di patto, e cioè un giorno di vita in più in cambio di qualcosa che verrà fatto sparire dal mondo, e non solo per il protagonista ma anche per tutti gli altri esseri umani.  

Quindi gli toccherà decidere se vale davvero la pena fare a meno di telefonini, film, orologi e così via, in cambio di 24 ore da aggiungere al tempo che gli resta sulla terra. Ma cosa succederebbe se il Diavolo gli proponesse di far scomparire i gatti dal mondo? Il protagonista sarà pronto a rinunciare al suo unico migliore amico, un gatto di nome Cavolfiore, che rappresenta i ricordi e i legami più profondi del ragazzo, o agirà in maniera fredda ed egoistica per salvarsi la pelle? 

Evitando qualsiasi tipo di Spoiler, riportiamo qui un passo significativo dell’opera Se i gatti scomparissero dal mondo:

<<L’amore finisce sempre. Lo sappiamo tutti, ma ci innamoriamo lo stesso. È la stessa cosa che accade con la vita. Sappiamo tutti che prima o poi finisce, ma viviamo lo stesso. Forse è proprio perché sono destinati a finire che l’amore e la vita sono meravigliosi>>.

Con un tono tragicomico, tipico della narrativa giapponese, il romanzo Se i gatti scomparissero dal mondo restituisce ai lettori immagini sempre più reali dell’esperienza di questo sfortunato protagonista tramite le memorie legate ad ogni singolo oggetto citato nell’opera, con il fine ultimo di mettere ognuno di noi dinanzi a dei quesiti fondamentali ed estremamente personali: cosa è davvero importante?  E quali ricordi e preoccupazioni passano invece in secondo piano dinanzi al destino, talvolta crudele?

 

Fonte immagine di copertina : Einaudi 

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