Senza riserve di Paolo Valerio Bellotti | Recensione

Senza riserve di Paolo Valerio Bellotti | Recensione

Senza riserve di Paolo Valerio Bellotti (titolo completo: Senza Riserve, storie di Nativi Americani) è un libro intenso e significativo che raccoglie quattordici racconti tutti incentrati sulle vicende, le memorie e le lotte spirituali dei Nativi Americani.  Le storie narrano di persone in cerca di futuro, desiderose di emanciparsi dal tragico destino che grava sulle loro comunità da generazioni. Nel testo, Paolo Valerio Bellotti mischia fatti storici e finzione narrativa, regalando così una serie di metafore che dicono tanto sul passato ma che trovano eco nel presente. Il messaggio è chiaro: il conflitto tra Nativi Americani e bianchi non è mai davvero finito, le ferite culturali sono ancora vive nonostante vengano nascoste. 

Un accenno storico: le Riserve

Nell’anno 1851 il Congresso degli USA approvò l’Indian Approviations Act il quale legittimò la nascita delle Riserve, territori in cui le popolazioni native venivano spostate forzatamente e sottoposte a un rigido controllo istituzionale e culturale da parte dei bianchi. Questo spostamento non era casuale: le Riserve servivano soprattutto a liberare il passaggio per i coloni che migravano verso ovest, creando così delle “aree di sicurezza” per facilitare l’espansione coloniale. Le Riserve servivano per annientare le identità e le tradizioni dei Nativi Americani: ad esempio pratiche come dipingersi il corpo o le danze rituali vennero proibite dalla legge. Nel corso degli anni, nelle Riserve vennero istituite anche le scuole con l’obbiettivo non solo di civilizzare i bambini ma anche i genitori stessi, dato che quest’ultimi entravano in contatto con i loro figli ormai educati alla cultura bianca. 

Temi

Il libro è un tributo alle popolazioni Native Americane che si sono viste strappare i propri territori e i propri familiari dai bianchi durante l’era della colonizzazione ad ovest di quelli che oggi sono diventati gli Stati Uniti e che, ancora oggi, cercano di mantenere viva la propria identità. Le storie affrontano la lotta per l’identità, il tentativo della sopravvivenza culturale, il dolore della perdita e la memoria delle origini e sono scritte con uno stile contemplativo e intimo, una narrazione a tratti poetica ma mai eccessiva, con descrizioni colme di simbolismo e momenti onirici e visionari, tipici della spiritualità dei popoli nativi. 

La storia toccante di Caroline, fuorilegge del deserto

Tra le quattordici storie che compongono il libro dedicato al popolo nativo, quella di Caroline, giovane del villaggio di Shoshone, si distingue per la delicatezza e forza narrativa. Suddivisa in tre momenti distinti, la vicenda segue il percorso di una ragazza alla ricerca della propria identità di giovane nativa, in un mondo che sembra volerla assimilare o dimenticare. Caroline cresce all’ombra del nonno Bo, una figura saggia e carismatica, radicata nella tradizione ma ormai relegata ai margini di una società che non intende ascoltare le voci delle tribù native e delle loro tradizioni. Quando Caroline incontra Greg Walker, un giovane uomo bianco proveniente dalla città di Pahrump, si crea un rapporto basato sul rispetto, sull’ascolto e sulla comprensione reciproca. Nel testo, Greg non è il “salvatore esterno” ma un alleato che accompagna Caroline nel compimento di un gesto simbolico: restituire Bo alla sua terra. La storia è un messaggio chiaro e forte all’apertura con l’Altro, al rispetto per l’Altro, e fare delle differenze il proprio punto di forza: le differenze non sono qualcosa da nascondere ma da mostrare con orgoglio. Un tema tanto vero quanto attuale, che merita ancora oggi di essere scritto, raccontato, mostrato. 

Considerazioni finali 

Il libro invita il lettore a riflettere sull’importanza del rispetto, della memoria e della valorizzazione della diversità, suggerendo che solo attraverso il dialogo con l’Altro si può costruire una società inclusiva e giusta. In un momento storico in cui l’incontro con l’Altro è di fondamentale importanza, le quattordici storie di Paolo Valerio Bellotti si rivelano un prezioso alleato nel tenere viva la memoria dei Nativi Americani, un popolo che ha subito fin troppe ingiustizie nel corso della storia. 

Fonte immagine: copertina del libro 

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