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Shantaram: la vera storia dietro il romanzo

Shantaram

Shantaram è un romanzo autobiografico del 2003 dello scrittore australiano Gregory David Roberts, da cui hanno tratto l’omonima serie nel 2022 con attore protagonista Charlie Hunnam. La storia racconta della vera storia dello scrittore, al tempo latitante rifugiato in India.

Chi è Gregory David Roberts?

Gregory David Roberts, il cui vero nome è Gregory John Peter Smith, è nato a Melbourne in Australia, nel 1952. Negli anni Settanta, con già una figlia, divorzia dalla moglie e perde la custodia della bambina, portandolo a sfogare la sua tristezza sull’eroina. Da quel momento la sua vita prende una piega sempre più criminale: inizia con le rapine a mano armata in uffici postali e nelle banche. Nel 1978, tuttavia, viene arrestato e condannato a ventitré anni di prigione nel carcere di Pentridge, uno dei carceri più violenti dell’Australia. Nei primi e unici due anni che passa rinchiuso, escogita un piano per evadere e riesce a scappare scavalcando il muro principale mentre le guardie erano distratte. Con un passaporto falso riesce a fuggire all’estero, passando un periodo di tempo in Nuova Zelanda, in Asia e infine stabilendosi a Bombay per circa otto anni.

La trama di Shantaram tra India e Afghanistan

Fu il periodo che passò qui che lo ispirò a scrivere Shantaram. Fa amicizia con una persona locale, di cui non usa il vero nome nel libro, e si trasferisce in uno slum (nonché un quartiere urbano molto povero), dove stringe amicizie e dove inizia anche a occuparsi dei poveri, curandoli con le conoscenze mediche di base e con i farmaci. A Bombay gli viene dato l’appellativo di Shantaram che significa letteralmente Uomo della pace di Dio. Per un certo periodo però ritorna in giri sporchi e collabora con un cartello della mafia locale, per il quale lavorava come contrabbandiere di oro e nel campo della contraffazione di documenti falsi.

Dopo otto anni a Bombay, parte per la guerra in Afghanistan al fianco dei mujaheddin contro le truppe sovietiche.

Rientrato in India dopo diversi anni viene arrestato dalla polizia indiana perché viene beccato per il traffico di passaporti e viene rinchiuso nuovamente in carcere, questa volta in quello di Arthur Road e anche in questo caso, uno dei più violenti e duri dell’India. Ha raccontato di essere stato torturato e picchiato, tanto da spingerlo nuovamente verso la disperazione e fuggire immediatamente. Dopo due mesi ci riesce, grazie ai contatti che aveva con la mafia locale.

Si sposta poi tra Bombay, l’Europa e l’Africa per poi essere catturato in Germania negli anni Novanta; viene estradato in Australia e passa sei anni in carcere senza scappare. Durante la detenzione scrive Shantaram, distrutto due volte dalle guardie ma riuscendo sempre a riscriverlo, tanto da farlo pubblicare, una volta uscito di prigione, nel 2003 diventando un successo mondiale.

Quanto c’è di vero nel romanzo Shantaram?

Elemento narrativo Veridicità
Fuga dal carcere australiano Reale e documentata
Vita nello slum di Bombay Basata su esperienze reali
Missioni in Afghanistan Non confermate da prove certe
Personaggi incontrati Nomi di fantasia ispirati a persone reali

Come ha detto lo scrittore, circa il 60-70% del romanzo è vero, il resto è romanzato a scopi narrativi. Sono documentate alcune delle cose che racconta come la fuga a Bombay, la vita condotta lì e i diversi arresti; tuttavia, delle missioni in Afghanistan non vi sono prove certe. Gregory ha inserito nel romanzo fatti e luoghi reali, ma per le persone con cui ha interagito ha utilizzato nomi di fantasia.
L’autore ha anche scritto un seguito a Shantaram ma significativamente meno autobiografico e più narrativo e filosofico, riscuotendo comunque successo.

Shantaram è un capolavoro letterario e ha impressionato i lettori che si sono immaginati e hanno letto cosa ha vissuto (o circa) l’autore. Nonostante sia un libro molto grande, è una lettura assolutamente consigliata.

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Articolo aggiornato il: 22/4/2025

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