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Società romana nei libri di Alberto Angela

Quando oggi si sente parlare dell’antica Roma e di società romana le prime cose che vengono in mente sono i gladiatori ed i loro feroci combattimenti, le legioni conquistatrici, il grande Giulio Cesare ed  il divo Augusto, la Res Publica ed il Principato e le grandi imprese che hanno fatto dell’Urbe la più grande potenza del Mondo Antico.

Oltre queste cose c’è qualcosa che generalmente mai sovviene alla mente e cioè il fatto che oltre gladiatori, soldati e imperatori, la grande Roma era costituita da fiumi di uomini, di donne e di bambini che erano i cittadini di quella realtà, quella pulcherrima res cantata dal grande Virgilio nelle sue opere. Ma come vivevano gli antichi cittadini romani? Il naturalista e divulgatore televisivo Alberto Angela, studioso, tra l’altro, di storia, usi e costumi dell’antica Roma, nei suoi libri “Una giornata nell’antica Roma” (2007, edizioni Mondadori), “Impero” (2010, edizioni Mondadori) e “Amore e sesso nell’antica Roma” (2012, edizioni Mondadori), traccia i contorni, attraverso studi archeologici nei siti, soprattutto pompeiani, dove i reperti si sono conservati in condizioni migliori, paradossalmente, grazie all’eruzione del Vesuvio; ed attraverso studi filologici su classici latini tra i quali Plauto, Ovidio, Marziale e Giovenale, della vita quotidiana di un antico cittadino romano.

Il viaggio tra i Romani inizia con “Una giornata nell’antica Roma”, primo libro della triade che tratta della la società Romana nello specifico, con una descrizione della vita di un cittadino Romano scandita dallo scoccare delle ore cominciando dal risveglio all’alba, attraversando la coltivazione delle pubbliche relazioni, terminando alla sera fino a notte in cui tutto tace ma ardono gli animi. Quindi, analizza quelli che sono nello specifico gli usi e i costumi della Roma dell’epoca. Dalla descrizione della vita caotica della sola Urbe si passa alla dettagliata descrizione dell’intero Impero; e seguendo un viaggio ipotetico, ma più che possibile, di un sesterzio, dal luogo dalla sua creazione tra fiamme ed incudini, attraverso il passaggio di mano in mano, si visita l’Impero del I-II secolo d.C. all’epoca dell’imperatore Traiano, un periodo di massimo splendore e massima espansione. Ed infine, con “Amore e sesso nell’antica Roma” si assiste all’esplorazione della vita amorosa e sessuale di cittadini Romani che, nell’immaginarli in una piazza e seguendoli con discrezione e spiandoli nei loro incontri erotici, mostrano, nonostante i secoli che ci separano, un modo di amare simile a quello moderno sempre però osservando ed intercalandoci con il giusto distacco si scorge una società prettamente maschilista.

Lo stile fluido dei libri, inoltre, rende scorrevoli i testi, i quali proiettano il lettore in un mondo che, nonostante la lontananza temporale e le contraddizioni dell’ideologia del tempo, risulta per usi e costumi simile al nostro. Non a caso tutto ciò che ci circonda nasce proprio da quel Mondo.

-ocietà Romana nei libri di Alberto Angela-

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A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

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