Tanto Nessuno Mi Crede è il primo romanzo di Maurizio Di Martino, un romanzo all’interno del quale l’autore mescola il fantasy con il giallo, inserendo anche elementi comici, ai fini di creare un’opera interessante ed ingegnosa.
Indice dei contenuti
Scheda tecnica del romanzo
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Autore | Maurizio Di Martino |
| Titolo | Tanto Nessuno Mi Crede |
| Genere | Fantasy, giallo e fantascienza |
| Casa editrice | Bookabook |
Tanto Nessuno Mi Crede: conosciamo Maurizio Di Martino
Maurizio Di Martino, autore di Tanto Nessuno Mi Crede, è da sempre stato interessato al mondo dell’arte: nasce infatti come illustratore, curando di conseguenza anche la copertina e le immagini presenti all’interno del romanzo, rendendolo ancor più immersivo e coinvolgente.
La genesi del romanzo e la pubblicazione
Maurizio, Tanto Nessuno Mi Crede è il tuo primo romanzo. Com’è stato per te dedicarti alla stesura del testo e cosa hai provato una volta pubblicato?
È stato avvincente e mi sono divertito tantissimo. Tutto è nato da un paio di illustrazioni, apparentemente senza senso, che stavo abbozzando un pomeriggio a tempo perso. Sul foglio avevano preso forma due personaggi bislacchi: un capoinfermiere e un paziente. Sembravano volermi raccontare una storia e, quando succede, non perdo mai l’occasione di provare a trascriverla.
La faccenda si è fatta interessante il giorno dopo quando, riprendendo matita e pastelli, sono apparse altre figure, ognuna con il proprio vissuto. Quando ho capito che stavano iniziando a interagire tra loro, è nata l’idea del romanzo. È stata una vera avventura: sono riuscito a trasformare quell’ispirazione in qualcosa di tangibile, racchiudendo tutto in ‘Tanto nessuno mi crede‘.
Dopo alcune porte chiuse e risposte mai arrivate, la casa editrice Bookabook ha selezionato il manoscritto e ha scommesso su di me. Per arrivare alla pubblicazione dovevo raggiungere l’obiettivo dei 200 pre-ordini in 100 giorni: grazie alla fiducia di amici, conoscenti e perfetti sconosciuti, ho superato ampiamente il traguardo.
Vederlo pubblicato è meraviglioso per due motivi: il primo è l’appagamento nel poter sfogliare qualcosa nato dalla propria mente; il secondo è la gratitudine verso chi ha creduto in me, inondando il mio cuore di affetto e stima.
La passione per l’arte e l’illustrazione
Sappiamo che ancor prima di essere uno scrittore, tu sia anzitutto un illustratore. Da dove deriva la tua passione verso il mondo dell’arte?
Ci sono cose che, a raccontarle, rischiano di sembrare banali o autoreferenziali. Fin da bambino ho sempre preferito usare matite, pennelli e colori per esprimere fatti, stati d’animo ed emozioni. Per riuscirci, si impara a ‘divorare’ le opere dei grandi maestri del passato: si cerca di copiarli e imitarli, per poi trovare la propria strada e uno stile personale. In fondo, è ciò che facciamo nella vita: plasmiamo il nostro carattere guardando ai nostri miti di riferimento.
La particolarità dell’Arte è che non ha limiti; è un mondo in cui le regole possono essere trasgredite o ignorate con il solo rischio, del tutto inoffensivo, di restare incompresi.
E poi, cosa c’è di più terapeutico oggi delle forme d’arte? Dalle arti figurative alla musica, dalla danza alla scrittura: tutte possono aiutare a migliorare la nostra condizione esistenziale e, soprattutto, quella collettiva, in un mondo che sembra aver perso la bussola. Sono convinto che se l’approccio all’Arte fosse più consapevole e in ‘buona fede’ — privo di quella componente puramente narcisista ed esibizionista — l’intero genere umano ne gioverebbe.
Ispirazioni letterarie e ironia
Il romanzo è un mix tra il giallo e il fantasy, con uno spiccato senso di ironia. C’è un autore nello specifico al quale tu ti sia ispirato?
Sì, il romanzo è un mix di generi: oltre al giallo e al fantasy, a tratti potremmo inserirlo anche nel filone della fantascienza (sci-fi). In realtà, l’elemento che volevo dominasse il racconto è proprio la componente ironica e surreale. Ho sempre avuto un debole per Stefano Benni e per Douglas Adams, ma non credo di essermi ispirato a un autore nello specifico, anche perché non ho cercato di emularne lo stile.
Se però c’è qualcuno che ha certamente influenzato il mio senso dell’umorismo, posso affermare con sicurezza che la mia visione delle cose è segnata dai Monty Python. Anche se non sono propriamente degli scrittori di romanzi, sono i miei idoli assoluti e il loro genio ha plasmato il mio modo di ridere del mondo.
Il legame con i personaggi
Tra i diversi personaggi presenti nel romanzo, ce n’è uno in particolare con il quale tu senta una maggiore connessione?
Sono tutti figli miei. Per un motivo o per l’altro, che sia per una loro mania o per un tratto del carattere, non riesco a sceglierne uno in particolare. Anzi, per come sono nati nella mia mente e cresciuti durante la stesura, mi è sembrato che fossero una comitiva di amici immaginari che già popolava i miei pensieri da tempo.
Ognuno di loro, in effetti, forse inconsciamente, rappresenta simbolicamente un qualche mio pregio o un mio difetto, quindi sento una connessione profonda con ognuno di essi. Ma non voglio aggiungere altro per non fare spoiler: piuttosto lascerò che sia il lettore a sceglierne uno che gli somigli di più.
Il futuro della trilogia
Prevedi un sequel per “Tanto Nessuno Mi Crede”?
In realtà, nei miei progetti questo è il primo capitolo di una trilogia. Non appena conclusa la stesura di ‘Tanto nessuno mi crede‘, la mia mente era già al lavoro sul seguito. Probabilmente inizierò a scriverlo molto presto, ma come autore esordiente preferisco procedere un passo alla volta: ora voglio concentrarmi sulla promozione di questo primo romanzo e ascoltare il riscontro dei lettori. Voglio capire se avranno voglia di tuffarsi di nuovo in questo mondo anche se, dai primi feedback molto positivi, ho già la sensazione che la storia abbia ancora molto da dire.
Profilo Instagram di Maurizio Di Martino: https://www.instagram.com/maudi75/
Foto Immagine in evidenza: Ufficio Stampa
Articolo aggiornato il: 24/12/2025

