Seguici e condividi:

Eroica Fenice

The Help - L'aiuto di Kathryn Stockett

The Help – L’aiuto, di Kathryn Stockett

Kathryn Stockett è nata e cresciuta a Jackson, nello stato del Mississippi e ha deciso di ambientare The Help, edito da Mondadori, proprio nella sua città natale. La storia si colloca all’inizio degli anni ’60 ed è narrata in prima persona al presente storico da tre novelli “moschettieri” al femminile.

La prima a parlare è Aibileen Clark, governante di colore al servizio di Elizabeth Leefolt, una donna debole e facilmente influenzabile dalla sua cerchia di amiche, per la quale accudisce la figlia, la piccola Mae Mobley. Aibileen, come si vedrà più avanti nel libro, è dotata di una solida tempra morale che poggia su sani principi e valori cristiani, e si occupa di tirare su i bambini bianchi sostituendo, non soltanto in questo caso ma nella maggior parte, le loro madri. Per un crudele scherzo del destino il suo Treelore è morto a soli 24 anni, a causa di un incidente sul lavoro, nell’indifferenza generale. Una madre “orfana” del figlio che cresce delle creature rese affettivamente “orfane” dai loro troppo impegnati e disinteressati genitori.

“A un anno Mae Mobley mi seguiva dappertutto per casa. Al pomeriggio, quando stavo per andarmene, si trascinava sul pavimento piangendo aggrappata ai miei zoccoli Dr. Scholl’s per paura che io non tornassi mai più. Miss Leefolt mi guardava storto come se avessi fatto qualcosa di sbagliato e strappava la bambina dai miei piedi. Io penso che questo è il rischio che corri quando fai crescere i tuoi figli da qualcun altro.”  (Aibileen)

A fare in seguito la sua comparsa è Minny Jackson, migliore amica di Aibileen, come lei domestica oltre che cuoca provetta, anzi, “la migliore del Mississippi”. Tuttavia il suo carattere insolente insieme alla “linguaccia” che difficilmente riesce a tenere a freno, le procurano molti problemi, non solo sul lavoro ma anche a casa dove il marito non esita a minacciarla e picchiarla quando viene a sapere che ha perso il lavoro dall’insopportabile, nonché profondamente e apertamente razzista, Hilly Holbrook. Quest’ultima, dopo la “terribile porcata” che le ha fatto la sua ex domestica, è decisa a vendicarsi di lei impegnandosi a lasciarla disoccupata cosa che, per fortuna, non accadrà grazie alla giovane ed emarginata Celia Foote nella quale Minny troverà non soltanto una datrice di lavoro quanto, e soprattutto, un’amica e un’alleata contro le altre signore benestanti ma niente affatto perbene della città.

Infine conosciamo Eugenia Phelan, detta “Skeeter“, una ragazza bianca, cresciuta anche lei da una domestica di colore alla quale era molto affezionata, Constantine, che torna dalla sua famiglia dopo aver terminato l’università con l’intenzione di realizzare il suo sogno di diventare una scrittrice.

The Help di Kathryn Stockett, oltre la razza e il colore per la verità

Sarà proprio lei a fare da collante e da miccia per unire e far esplodere non soltanto Aibileen e Minny, ma tante altre donne di colore stanche di dover sopportare in silenzio, anche dai datori di lavoro, le angherie che il resto della società bianca riserva loro quotidianamente.

“(…) non sa cosa succede se diciamo la verità, che abbiamo troppa paura per chiedere la paga minima, che a nessuno danno i contributi, che non ha idea di come ti senti quando la padrona ti chiama… (…) come vogliamo bene ai loro bambini quando sono piccoli (…) E poi, da grandi diventano proprio uguali alle loro madri (…)” (Aibileen a Minny)

Le tre protagoniste, unite, inizieranno un cammino che le condurrà a svelare le reali condizioni, sorprendentemente non tutte spiacevoli, della servitù di colore:

“(…) La verità. Sa di fresco, come uno spruzzo d’acqua sul corpo caldo e appiccicoso che spegne un calore che mi brucia da sempre.” (Minny)

Insieme affronteranno rischi e rinunce pur di lasciarsi trasportare dal “vento della libertà che inizia a soffiare” e che sarà alimentato dal desiderio di cambiamento proprio in quel periodo della storia americana.

I turbolenti anni ’60 secondo Kathryn Stockett

Gli anni ’60 sono ricchi di avvenimenti soprattutto dal punto di vista dei diritti civili cui faceva capo, come leader del movimento, il pastore battista e Premio Nobel per la Pace poi assassinato, Martin Luther King. Sono gli anni della segregazione razziale, del Ku Klux Klan che, specialmente negli stati del sud del Paese tra cui il Mississippi, applica la politica del terrore e della persecuzione contro le persone di colore rese sottomesse e impotenti dalla paura, dall’indifferenza e dalla mancanza di tutela da parte della legge. È in questa realtà sociale che l’autrice, una bianca, leva alta la penna e la voce attraverso Skeeter, un’altra bianca, e Aibileen e Minny, due nere, servendosi di uno stile fluido, generoso di metafore, che arriva dritto al cuore del lettore il quale viene coinvolto al punto tale da sentirsi parte di questo piccolo, grande capolavoro di preziosa, sana e rara umanità che è The Help.