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Addio a Mani, il cuore pulsante degli Stone Roses

Mani Stone Roses

Un ricordo di Mani, il bassista degli Stone Roses che per oltre 30 anni ha fatto ballare i rockettari del Regno Unito e non solo, e ha ispirato intere generazioni di musicisti.

Si è spento lo scorso 20 novembre a 63 anni Gary Mounfield, meglio noto come “Mani”, storico bassista britannico dei Primal Scream e soprattutto degli Stone Roses. L’annuncio è stato dato dal fratello Greg tramite un post di Facebook: “è con grande dolore che devo annunciare la triste scomparsa di mio fratello”. Mani lascia due figli, i gemelli Gene Clark e George Christopher nati nel 2012, mentre la moglie, Imelda, è deceduta nel 2023. Soprattutto, però, il musicista di Manchester lascia una grandissima eredità al mondo dell’indie e dell’arte in generale.

Mani, il successo di “The Stone Roses”

Unitosi agli Stone Roses, gruppo mancuniano composto da Ian Brown alla voce, John Squire alla chitarra elettrica e Alan Wren “Reni” alla batteria, nel 1987, la carriera di Mani ha un prima e un dopo “The Stone Roses”, il disco d’esordio della band pubblicato nell’89 e diventato un’opera di culto per gli appassionati di rock e musica inglese e non soltanto. L’album si inserisce in una scena, quella di Manchester al tramonto degli anni ’80, dominata dall’acid house e dalla cultura dei rave che gravita soprattutto attorno all’Haçienda, il celebre locale fondato dal manager e discografico Tony Wilson. Da quelle sonorità gli Stone Roses sono partiti per riadattarle con un tocco di psichedelia e soprattutto la consistenza e la sporcizia dell’indie rock, dando vita insieme a gruppi come gli Inspiral Carpets e gli Happy Mondays a un genere, e una sottocultura, diventate note come Madchester.

Fondamentale in questo processo fu il produttore del disco, John Leckie, che fu suggerito agli altri membri della band proprio da Mani, il quale era un grande fan di alcuni suoi lavori precedenti. Le linee di basso del disco, ricche di groove e grande ritmo ma anche molto massicce, spesso quasi protagoniste nei singoli pezzi, sono diventate iconiche a loro volta. La trascinante ispirazione funk che Mani sfoga sulle sue quattro corde è la colonna portante di pezzi come “Waterfall”, “I Am The Resurrection” e soprattutto “She Bangs The Drums” e “I Wanna Be Adored”, forse le linee più amate e rinomate.

Dopo gli anni ottanta

Negli anni successivi, gli Stone Roses, dopo il culmine raggiunto con il successo del concerto tenuto a Spike Island il 27 maggio del 1990, hanno avuto una serie di problemi con la casa discografica Silvertone Records che hanno rallentato il processo di scrittura e registrazione del secondo album. Alla fine, “Second Coming” è uscito nel ’94 e, in uno scenario musicale profondamente cambiato, non ha conosciuto il successo del precedente, portando allo scioglimento della band.

Il gruppo si è riunito nel 2011 per alcuni concerti, mentre le voci di un nuovo album non si sono mai concretizzate, ma nel periodo di lontananza è stato proprio Mani a mantenere i contatti con gli altri membri. Nel mentre, la sua carriera ha continuato a essere costellata di successi. Dopo lo scioglimento degli Stone Roses si è unito infatti ai Primal Scream, partecipando a tutti i loro lavori dal 1997 al 2011. In particolare, cruciale è stato il suo contributo sul disco “XTRMNTR“, considerato il migliore della band dopo il grande classico “Screamadelica” del 1991. Proprio “XTRMNTR” contiene forse una delle sue linee di basso più apprezzate, nella canzone “Swastika Eyes”.

Nel 2010 ha avuto anche una breve esperienza con il supergruppo Freebass, costituito da altri due alfieri mancuniani del basso, Peter Hook dei Joy Division e New Order e Andy Rourke degli Smiths. Il suo essere parte della royalty della Manchester musicale si è manifestato anche nel cameo all’interno del film “24-hour party people” di Michael Winterbottom, biopic incentrato sulla figura di Tony Wilson interpretato da Steve Coogan. Del resto, Mani e gli Stone Roses sono stati di ispirazione per tante delle grandi band che hanno fatto irruzione sulla scena britannica successivamente, influenzando la nuova ondata Britpop e gli Oasis in particolare.

Il saluto

Non a caso, proprio i fratelli Gallagher, che erano anche amici stretti del bassista, hanno utilizzato i propri social per un ultimo saluto. “RIP Fratello. È stato un piacere conoscerti.” ha scritto Noel su Instagram, mentre Liam ha scritto su X: “in completo shock e assolutamente devastato dal sentire la notizia riguardante Mani, il mio eroe, RIP RKID LG“. Inevitabile anche il ricordo dei suoi compagni di viaggio, tra cui Ian Brown (“Amici dal 1980. Che tipo. Riposa in pace Mani“), i Primal Scream che hanno semplicemente condiviso un vecchio scatto sui loro profili e anche Paul Weller, che ha ricordato Mounfield con un lungo post dopo aver condiviso con lui la musica su vari palchi negli anni. Insieme a loro, anche il tributo dei tantissimi fan.

Soltanto una settimana fa, Mani aveva annunciato un tour di Q&A con numerosissime date in giro per il Regno Unito dal nome “The Stone Roses, Primal Scream & Me” che lo avrebbe dovuto tenere impegnato fino a giugno 2027.

Fonte immagini: Wikimedia Commons By Athyarchieve // Youtube // Instagram

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