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Ammore miserabile di Dario Cuomo | Intervista

Ammore miserabile di Dario Cuomo | Intervista

C’è un modo di raccontare l’amore che rinuncia alle idealizzazioni e sceglie, invece, di restare dentro le sue crepe. Ammore miserabile di Dario Cuomo si muove proprio in questa direzione: un brano che attraversa relazioni sbilanciate, distanze emotive e disincanti, senza mai addolcirne i contorni. Nell’intervista, l’artista ripercorre la nascita del pezzo e il percorso che lo accompagna, tra scrittura istintiva, riferimenti letterari e una ricerca sonora che mescola influenze diverse. Ne emerge uno sguardo lucido, a tratti crudo, ma sempre profondamente umano, capace di restituire tutta la complessità dei legami contemporanei.

Dettagli del brano Ammore miserabile Informazioni
Artista Dario Cuomo
Tematiche principali Relazioni sbilanciate, differenze d’età, dinamiche tossiche
Riferimenti letterari Lamartine, Victor Hugo, Charles Baudelaire
Etichetta discografica Troppo Records

Intervista all’artista Dario Cuomo

In “Ammore miserabile” racconti un legame che si consuma nel tempo: da dove nasce l’urgenza di affrontare un tema così delicato?

L’amore è pieno di sfaccettature incredibili e tanto complesse. Amo scrivere e cantare le dinamiche tossiche e maniacali che si sviluppano attraverso questo incredibile sentimento. L’idea iniziale era quella di raccontare un amore che si spegne perché i due amanti, distanti d’età, si ritrovano a vivere momenti troppo diversi della loro vita, purtroppo non combacianti e distanti. Poi, da come si può facilmente dedurre, anche altre dinamiche sono entrate in gioco, rendendo il tutto molto più complesso e articolato. Diciamo che, in un mondo di Lamartine e Hugo, ho deciso di cantare di quel che rimane, della bellezza del marcio, del fascino impetuoso della decadenza, come il buon Baudelaire. A ciascuno il suo.

Il brano mette in luce anche la responsabilità di chi resta dentro una relazione sbilanciata: quanto è stato difficile raccontare questa consapevolezza senza filtri?


In realtà, gran parte della mia discografia è trattata senza filtri, anzi credo sia la priorità massima della mia scrittura. Quando si tende a favoleggiare, si tende anche facilmente a perdere il focus di ciò che si vuole raccontare, o comunque si finisce per vezzeggiare il tutto e renderlo barocco, o persino frivolo. Quindi si, prima di tutto vado a spulciare nella mia vita, o perché no, anche nelle vite degli altri, poi mi focalizzo su ciò che può essere più “aulico” o più “viscerale”, e a seconda anche dell’arrangiamento musicale, opera questa commistione di immagini, più alte o più basse, ma sempre potentemente relazionate alla realtà quotidiana di ognuno di noi.

Il doppio punto di vista, tra amante e amato, dà profondità al racconto: quando hai capito che questa sarebbe stata la chiave giusta per Ammore miserabile?

Mi sono lasciato andare, mi sono lasciato trasportare dalla corrente emozionale che fluiva dalla storia che stavo scrivendo. È sempre tutto molto istintivo. Sentivo l’urgenza, nella fase clou del brano, di intessere la visione dell’amante con quella dell’amato, anche solo con poche parole, ma che dessero quello “schiaffo” emozionale, quel brivido da plot twist a cui tanto sono caro, da buon cinefilo quale sono. Ti sconquassano, spostano tutti gli equilibri, esaltano il senso e ti trasportano in una visione totale della realtà raccontata.

Questo singolo segna un nuovo percorso, anche grazie alla collaborazione con Troppo Records: cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto?

Stiamo ragionando singolo per singolo, ma nulla esclude che, per fine anno, ci possa essere una sorpresa. Troppo Records è una realtà indipendente, forse unica in Italia per la qualità degli artisti che ha in roaster, ed è per me un onore immenso essere entrato a far parte di questa famiglia. Stiamo già lavorando ai prossimi brani, c’è tanto entusiasmo, tanta passione, e tutti i propositi per continuare, con lavoro e dedizione ardente, ad alzare l’asticella della nostra musica.

fonte immagine: ufficio stampa

 

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