5 canzoni di Guè magnifiche ma sottovalutate

5 canzoni di Guè magnifiche ma sottovalutate

Guè, precedentemente noto come Guè Pequeno, nome d’arte di Cosimo Fini, è un rapper e produttore discografico italiano nato il 25 dicembre 1980 a Milano. Fa parte del collettivo Club Dogo, gruppo hip-hop attivo fra i primi anni duemila e la metà degli anni ‘10, recentemente riunitosi. A partire dal 2011 ha intrapreso una carriera solista fra le più proficue del settore, nel corso della quale ha pubblicato ben 9 dischi, fra i quali il celebre Santeria, interamente in collaborazione con Marracash. Il rapper di Loreto ha iniziato la propria carriera musicale attorno al 1996 sotto lo pseudonimo del Guercio, assieme al compagno di classe al liceo classico Giuseppe Parini, Dargen D’Amico. I due, dopo un primo demo autoprodotto, conoscono Jake La Furia e formano con lui il gruppo Sacre Scuole. Il trio pubblicherà soltanto il disco 3 MC’s al cubo, e si scioglierà a causa di contrasti fra Dargen e Jake. I due componenti rimasti, assieme al produttore Don Joe, che aveva realizzato alcune strumentali per 3 MC’s al cubo, formeranno successivamente il noto trio dei Club Dogo.

Vediamo ora assieme 5 canzoni magnifiche ma sottovalutate di Guè

1. In Orbita (feat. Fabri Fibra)

Apriamo la classifica delle canzoni più sottovalutate di Guè con la quinta traccia del album in studio da solista del rapper di Loreto, Bravo Ragazzo, uscito il 4 giugno 2013; in questo pezzo leggendario troviamo un’importantissima collaborazione con un altro peso massimo della scena rap italiana, cioè Fabri Fibra.

La strumentale, prodotta da Jo Ferliga degli Aucan, contiene nel ritornello un campionamento di Razzi Arpia Inferno E Fiamme dei Verdena, un collettivo bergamasco di cui gli Aucan avevano già remixato un brano nel 2011. Con un avvicinamento ai territori elettronici ed un sound alternativo che ricorda un po’ i Subsonica, questa collaborazione fra i due colossi del mainstream italiano era tanto attesa quanto inaspettata. Ben 3 strofe in cui i due artisti fanno numerosi riferimenti al concetto di orbita e di spazio, come per esempio nella strofa di Fibra:

« Fatemi spazio, shuttle, poeta
Ogni testo è un mondo, ogni artista nel suo pianeta
Il pezzo gira, è in orbita
»

Il rapper marchigiano qui vuole giocare sul duplice significato della parola gira, intesa sia nel senso più letterale di “girare” in orbita, sia in quello più astratto, tipico gergale, che sarebbe quello di “vendere” o “essere ascoltato”, ovvero che la canzone gira in radio e fra i giovani.

« Scrivo mentalmente, arte marziale
Metto piede sulla base, spaziale
»

Per base si intende sia quella musicale, cioè la produzione su cui sta rappando, che la Stazione Spaziale Internazionale, affermando quindi con questo gioco di parole che il suo rap risulta distante anni luce, come se fosse di un altro pianeta.

2. Miserabile

Unico brano pseudo-sentimentale di questa classifica delle canzoni più sottovalutate di Guè, Miserabile appartiene al album da solista del rapper milanese, Vero, pubblicato il 23 giugno 2015. Prodotta da DJ 2P, storico dj e produttore della vecchia etichetta del Guercio, Tanta Roba, la traccia racconta un’esperienza vissuta dal rapper di Loreto con una ragazza invitata nella sua camera d’hotel al 18° piano:

« Se non soffri di vertigini
Porta i tuoi tacchi e le tue lentiggini
Fino al diciottesimo piano
Pensavi che lo facessimo piano, no
 »

I due passano momenti intimi a letto ed il rapper condivide le sue sensazioni a riguardo, unite alla considerazione che la loro relazione rimarrà privata, poiché la ragazza in questione è già fidanzata.

« Ma niente foto sui social
O il tuo tipo come si prende
Se ci sgama tanto è divertente
Tanto cosa deve fare? Niente
 »

Nell’ultima strofa Guè si rende conto di essere succube della ragazza, tanto da prometterle viaggi e regali che non vuole farle veramente. Si sente un miserabile per tutti i soldi che ha già speso, e non avendo davvero intenzione di spenderne altri preferisce lasciarla andare.

« Tu questa notte mi fai sudare come un peyote
Le banconote volano in aria al rallentatore
Alligatore, rose e pistole
Anche se l’abbiamo fatto da Dio
Arriva il momento di dire addio
 »

3. Mimmo Flow

Questa mina colossale prodotta da 2nd Roof Music appartiene a Gentleman, il album da solista di Guè, rilasciato il 30 giugno 2017, ed è ritenuta una delle canzoni più rappresentative del rap. Il titolo vuole rimarcare lo spessore artistico e culturale dell’autore all’interno del genere, che è un po’ il padre della scena rap italiana:

« ‘Sti rapper taroccati come la roba su Ebay
Sono tutti figli miei, figli, figli, figli mie
i »

Infatti, con un’iperbole, il rapper milanese chiama il suo flow col suo stesso nome, come a specificare che gli appartenga proprio, e che il suo sound sia così originale ed unico da essere ineguagliabile, ben riconoscibile, esattamente come il suo nome (Mimmo infatti è l’abbreviazione di Cosimo, vero nome di Guè).

« La legge domanda ed offerta, il mercato risponde (il mercato risponde)
La merce mia è la più richiesta, tu provala e scaldala nel microonde
Le tiro gli schiaffi sul culo e poi guardo le chiappe che fanno le onde
Milano most wanted, Milano most wanted
 »

4. Doppio Whisky (feat. Mahmood)

Una fra le canzoni più sottovalutate di Guè, anche perché è stata aggiunta al disco dopo la sua pubblicazione, è la traccia con cui si chiude Sinatra, il album da solista del Guercio, uscito il 14 settembre 2018. Vede la collaborazione di un giovane Mahmood, da subito scoperto e spalleggiato dal rapper di Loreto, che in seguito gli ricambierà il favore facendolo salire per la prima volta al teatro Ariston di Sanremo. Guè accompagnò il cantante di origine egiziana sul palco per cantare una versione remixata della hit Soldi, con una seconda strofa inedita del rapper milanese, la cui versione normale portò poi il cantante pop alla vittoria del Festival l’anno successivo.

Questo brano, curato nella produzione dai grandi Marz & Zef, fu rilasciato sulle piattaforme di streaming il 29 novembre 2018, ed è stato utilizzato come colonna sonora del episodio della web-serie Sinatra, andato in onda il 28 novembre dello stesso anno su TIM Vision.

« Scusa
Se non sono perfetto come te
Scusa
L’ho fatto senza chiedermi perché
Scusa
Non è che sai per caso che ora è?
Scusa
La strada per l’uscita sai qual è?
 »

Questa quartina viene utilizzata come intro ad inizio e come outro a fine traccia, e probabilmente vuole riflettere quelli che sono le condizioni e lo stato d’animo del rapper dopo una sbronza in un locale. È intuibile che Guè abbia peccato bevendo dell’alcol e riducendosi male, a tal punto da scusarsi se appunto non è perfetto ma si lascia andare al vizio. Questa tesi è rafforzata dalle barre successive, nelle quali il rapper di Loreto, dopo essersi reso conto di avere una dipendenza a furia di bere « senza chiedersi il perché », perde la cognizione del tempo e deve chiedere l’ora. È esperienza comune, infatti, che l’alcol porti euforia e, di conseguenza, dia l’impressione che il tempo scorra più velocemente. Una volta finita la festa Guè ha bevuto così tanti whisky doppio malto che non si ricorda più dove si trovi l’uscita del locale.

5. Montenapo (feat Lazza)

Questo singolo anticipa di 2 settimane l’uscita del secondo EP di Guè chiamato Gelida Estate, ed pubblicato il 21 giugno 2019. Unico estratto dell’EP, Montenapo è un brano che cattura subito l’attenzione e fa sempre prendere bene. Il titolo sta per Monte Napoleone, ovvero la via centrale di Milano famosa per i negozi di firme importanti, nella quale anche i due rapper milanesi posso permettersi di fare acquisti senza badare al portafoglio. Sì, perché nella canzone entrambi raccontano di fare « Shop in Montenapo. Spendo, spendo come a Montecarlo », citando nelle strofe, ma soprattutto nel ritornello, tutti i marchi firmati che possono comprare, anche per le loro fidanzate:

« La mia tipa mi adora perché le ho preso più Chanel
Che la vecchia in Gomorra
 »

Per questa traccia il produttore 2nd Roof ha campionato la mitica base del brano Gipsy Woman di Crystal Waters del 1991. La frase « Io sono un 23 » potrebbe invece essere un riferimento al celebre cestista americano dei Chicago Bulls, Michael Jordan.

Fonte dell’immagine in evidenza: copertina ufficiale dell’album “Vero”

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