Bardomagno: sdoganiamo questo BardFolk

Si intitola “Valvassori del BardFolk” il nuovo disco (disponibile anche questo in vinile) proveniente dalla follia medievale dei Bardomagno, follia ma anche acume ironico con cui inchiodare la vile abitudine dell’uomo quotidiano alle sue responsabilità. E come sempre non possiamo prescindere da un suono di grande rock internazionale, epico e di massicce soluzioni chitarristiche, non possiamo prescindere da strumenti “della tradizione” antica come spinette e whistle (almeno credo eh)… non possiamo prescindere dai personaggi omaggiati e questa volta tocca al buon Luca Giurato, il famoso petoomane del XII secolo chiamato Roland The Farter, dalla Fiorenzuola alla discesa verso Roma del “Re Dei Romani”… ma anche balli del clero in stile latino americani, ma anche video eccezionali che come sempre meritano da soli il tempo affidatogli… e poi le featuring: il cameo di Valerio Lundini e la voce di Lorenzo Baglioni. Insomma: la salsa è sempre quella, ben rimestata a dovere, sempre potente e ottimamente prodotta. Mettetevi comodi…

Dettaglio dell’album Informazione
Nome della band Bardomagno
Titolo del disco Valvassori del BardFolk
Formati disponibili Vinile
Ospiti (Featuring) Valerio Lundini, Lorenzo Baglioni
Progetto associato Feudalesimo e Libertà

Cosa avete raccolto con Feudalesimo e Libertà?

Da sempre, da quando è vivo “Feudalesimo e Libertà” avete sempre scoccato frecce velenose al perbenismo di questo bel paese. Poi i dischi e tantissimo altro… se vi chiedessi ad oggi cosa avete raccolto? Ci sono stati piccoli o grandi eventi che vi hanno dato un senso a tanta critica?

A nome di BardoMagno sicuramente possiamo dire di aver raccolto tanto affetto e calore da parte del nostro pubblico: abbiamo appena concluso con la prima parte del nostro club tour (la seconda sta per partire), che ci ha regalato delle emozioni splendide, con diverse date soldout (doppio a Milano, a Roma e a San Donà di Piave); che si aggiunge all’ormai annuale appuntamento dell’Adunata di Feudalesimo e Libertà, che ogni anno cresce in offerta pubblico e qualità.
Dal punto di vista della società, probabilmente non è cambiato nulla da quando siamo partiti, ma del resto il nostro ruolo non è quello di cambiare il mondo, ma di farlo semplicemente sorridere (o nei casi più riusciti, riflettere).

Il pubblico usa la vostra musica per scendere in piazza?

E specificatamente parlando dei dischi? Il pubblico secondo voi si avvicina ai Bardomagno più per ridere e dribblare la responsabilità di ogni giorno, o davvero “usa” la vostra musica per “scendere in piazza”?

Pensiamo e speriamo che il pubblico si avvicini a noi principalmente per ridere e passare del tempo piacevole, magari appassionandosi alle tematiche storiche che trattiamo (con diversi strafalcioni). Come dicevamo prima, noi non abbiamo altre mire oltre a quelle di svolgere il nostro ruolo di menestrelli e bardi. Anche perché, detto in tutta onestà, se qualcuno decidesse di scendere in piazza armato con una cotta di maglia ed uno scudo pensando di esser preso sul serio, vuol dire che c’è qualche problema di fondo.

Il medioevo suona solo rock o sperimentate altri stili?

Ormai al terzo disco e a parte qualche ricamo, sostanzialmente il linguaggio resta inalterato. Posso chiedervi perché? Nel senso: non avete mai pensato di usare altro tipo di stili musicali per fare critica al nostro bel paese? Oppure il medioevo suona solo rock?

Ben su questo devo umilmente contraddirvi. I nostri dischi hanno sì un’anima molto rock, che deriva anche dalle nostre esperienze musicali (non mi riferisco ai Nanowar Of Steel, ma i Nanowar Of Steel sono un ottimo esempio), ma in ognuno dei nostri dischi abbiamo comunque cercato di sperimentare con generi diversi. In quest’ultimo, ad esempio, si possono trovare sonorità che richiamano le sigle per cartoni animati in “Indovina l’Eresia”, o addirittura i balli latino americani (o meglio “in latino domenicani”) in “Clero Mania Dance”. Ovviamente il tutto è stato opportunamente “feudalizzato”, come sempre.

Rispetto al disco precedente l’approccio è meno diretto all’attualità?

Ha senso dirvi che rispetto al disco precedenti, questo è meno diretto al vivere quotidiano di tutti? Come dire: al mio ascolto ci sono meno brani come “Magister Barbero”… non so se ho chiarito il mio punto di vista. Cosa ne pensate?

Sì, beh, sicuramente il brano “Magister Barbero” è uno di quei brani fortunati che è difficile da eguagliare in generale per potenza espressiva e mediatica. In questo nuovo disco, quel ruolo è parzialmente svolto da “Chiedo Scudo”, che purtroppo per tristi ragioni storiche è diventato un brano meno attuale nel mentre che lo registravamo. Per quanto riguarda gli altri brani, devo dire che le tematiche e l’approccio in generale sono rimasti sostanzialmente invariati, se non per alcuni brani un po’ più ricercati come “Terre D’Arda”, che sperimentano sia dal punto di vista musicale che di approccio al testo, in questo caso leggermente a scapito dell’immediatezza. Ci sta, a nostro modo di vedere, chiedere all’ascoltatore un po’ di sforzo in più: la nostra speranza è che ne giovi la longevità del brano nel tempo.

Cura e atmosfere dei concerti dal vivo

Dal vivo? In scena anche quel certo modo di vestire? Un concerto dei Bardomagno è curato anche da altri punti di vista oltre che quello musicale?

Sì, ovviamente dal vivo noi ci presentiamo così come ci si può vedere nei nostri videoclip musicali (armature a parte, per ovvi motivi). In questo tour in particolare abbiamo posto un po’ di cura in più al nostro allestimento, cercando di ricreare un’atmosfera intima e familiare con il nostro pubblico: l’idea è ricreare l’atmosfera di una locanda medievale in cui il pubblico ascolta e partecipa esso stesso alla nostra esibizione, in una sorta di sospensione spazio temporale. Abbiamo curato ulteriormente anche le nostre gag, ed addirittura i nostri balletti dal vivo. Insomma, un’esperienza a tutto tondo che invitiamo tutti i lettori a provare nei nostri prossimi spettacoli!

Ascolta l’album su Spotify

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