Bury Me at Makeout Creek di Mitski: 3 canzoni da ascoltare

Bury Me at Makeout Creek di Mitski

Bury Me at Makeout Creek è il terzo album della musicista indie rock Mitski, composto da 10 tracce. Una curiosità divertente sull’album è che, per il titolo, l’autrice prende come ispirazione questa stessa frase citata in un episodio dei Simpson da Millhouse Van Houten. Tuttavia, Bury Me at Makeout Creek di Mitski non ha un carattere allegro o divertente, come si potrebbe pensare, una volta conosciute le origini del titolo. Al contrario, l’album ha come tema centrale le problematiche connesse alle relazioni amorose e ne cattura la forza e l’asprezza tramite i testi, le basi musicali e il modo in cui la cantante modula la voce, registrando vere e proprie urla in specifici brani.

In questo articolo, vi consigliamo 3 canzoni di Bury Me at Makeout Creek di Mitski.

1. First Love/Late Spring

Il brano esplora l’intensità e la vulnerabilità di un amore giovane. La base musicale è forte, potente, volta a cogliere quel senso di urgenza e di tumulto. Chi ama è completamente vulnerabile, al punto di sentirsi così spaventato da fuggire ma, allo stesso tempo, al punto di fare qualsiasi cosa per la persona amata. Per quanto chiunque possa ritrovarsi e riconoscersi in questo brano, la canzone sembra essere diretta soprattutto a chi ha sperimentato e vissuto il primo amore in ritardo, più avanti nella vita e si trova, quindi, impreparato, immaturo e incerto: tutta la forza che si era certi di avere crolla come un castello di carte e ci si sente piccoli come bambini davanti ad un sentimento così imponente, che sembra quasi far esplodere il petto.

2. Francis Forever

La cantante riflette sui sentimenti di isolamento e di inadeguatezza, conseguenza della perdita della persona amata, dalla quale necessita approvazione. Sono proprio il bisogno e la mancanza di approvazione che suscitano nell’autrice un forte sentimento di sconforto; non è l’apprezzamento da parte di terzi o del mondo che interessa a Mitski, ma da parte di quella persona specifica. La sua mancanza è talmente intollerabile che l’autrice sente di aver perso la propria identità, che ritiene essere valida e viva solo se vista, riconosciuta e apprezzata dagli occhi giusti.

3. I Don’t Smoke

Il brano pone sullo stesso piano la dipendenza da nicotina e la dipendenza affettiva data dall’inarrestabile ciclo di piacere e distruzione di una relazione disfunzionale. Ancora una volta, come in moltissimi altri brani della musicista, riscontriamo due aspetti ricorrenti: la forte autoconsapevolezza, che non è comunque sufficiente per farsi forza e scappare da una condizione negativa, e la vulnerabilità, la volontà di mettersi a nudo. Mitski accetta le cattiverie compiute dal partner e si dice capace di sopportarne il carico emotivo: lo giustifica e, anzi, lo invita ad appoggiarsi a lei mentre le spezza il cuore.

Fonte immagine: Spotify

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