I Meshuggah sono una band djent svedese nata nel 1987, considerata tra le più influenti per il progressive metal; le canzoni dei Meshuggah possono essere considerate delle vere e proprie sfide mentali per chiunque volesse provare a suonarle, grazie all’utilizzo di poliritmi sovrapposti (come ad esempio 5/16 o 17/16) che però vengono inseriti in una cornice di 4/4 che aiuta la percezione ritmica dell’ascoltatore medio. Il loro suono mischia quella che è la natura mistica e spirituale dell’estetica della band con un alto senso di percussione che viene trasmesso da tutti gli strumenti, un po’ come un continuo ritmo tribale accompagnato dalla voce rauca del cantante Jens Kidman.
Indice dei contenuti
Canzoni dei Meshuggah da ascoltare assolutamente?
| Brano | Caratteristica principale |
|---|---|
| Bleed | Ritmo galoppante e complessità ritmica. |
| Demiurge | Focalizzata sul groove e semplicità strutturale. |
| Rational Gaze | Suoni pesanti e ritmo ipnotico. |
| Combustion | Illusione ritmica e disallineamento strumentale. |
| Future Breed Machine | Meccanicità dei ritmi e suono primordiale. |
Curiosità sulla band e sul termine djent
Il loro nome proviene dallo yiddish, dialetto ebreo molto diffuso (circa 600.000 parlanti), e la traduzione è pazzo/folle, aggettivo che hanno ritenuto più che adatto per il loro tipo di musica.
Il termine djent che definisce il loro stile è stato coniato proprio dal chitarrista Fredrik Thordendal, e la questione ha creato una grande divisione nella comunità metal; molti gruppi come i Periphery e Animals As Leaders hanno ritenuto il termine come perfetto per definire il genere, mentre altri artisti, come il chitarrista dei Deftones Stephen Carpenter, hanno negato l’esistenza del concetto di djent, affermando che la musica relativa a questo genere finto è semplicemente progressive metal. Nonostante questo contrasto, il djent ha assunto delle proprie caratteristiche che lo distinguono dal classico progressive metal (come, ad esempio, quello dei TOOL).
Durante gli anni 90, Thordendal ha quasi perso il dito medio della mano sinistra sul posto di lavoro; fortunatamente, perse solo la punta del dito, cosa che però rallentò il processo creativo con i Meshuggah, poiché ci volle circa un anno prima che Thordendal riuscisse a recuperare completamente la manualità. Per approfondire la loro discografia, è possibile visitare il sito della loro etichetta discografica storica, la Nuclear Blast.
Le canzoni dei Meshuggah sono state così influenti e importanti da dare vita ad un genere completamente nuovo, ecco 5 canzoni da ascoltare assolutamente:
Quali sono le 5 canzoni dei Meshuggah da ascoltare?
1. Bleed, una delle canzoni dei Meshuggah che ha definito il djent
Parte dell’album obZen (2008), Bleed è uno dei cavalli di battaglia dei Meshuggah: con un ritmo galoppante e frettoloso, Bleed comprende tutto ciò che è il djent, ovvero complessità ritmica, chitarra e basso percussive quasi quanto la chitarra e un’aggressività coesa e melodica. Malgrado sia una delle canzoni djent più importanti di sempre, la troppa esposizione della canzone nella scena mainstream ha diviso i fan, molti dei quali ritengono che sia estremamente sopravvalutata rispetto al resto della discografia dei Meshuggah.
2. Demiurge, la semplicità come sinonimo di eccezionalità
Molto diversa dal resto della discografia, Demiurge presenta una struttura molto più semplice e focalizzata sul groove piuttosto che sulla tecnicalità musicale che caratterizza i Meshuggah, ed è proprio questa caratteristica che ha fatto spopolare la canzone. Come suggerisce il termine, il tema della canzone è il demiurgo, entità divina appartenente alla religione gnostica che si occupa del mondo materiale, che però è anche sinonimo dei limiti che impone sull’umanità, la quale vuole andare oltre questa forza superiore per avere maggior controllo sulla realtà.
3. Rational Gaze, una delle canzoni dei Meshuggah più accessibili
Con suoni più pesanti e una ritmica diversificata, Rational Gaze, dell’album Nothing (2002), è tra le prime hit dei Meshuggah che ha definito quelle che sono le caratteristiche del djent, rappresentando così una delle tracce più innovative del tempo. Ancora una volta, lo spiritualismo dei Meshuggah viene trasmesso in un testo che incoraggia l’ascoltatore a uscire dalla propria prigione mentale e a dare meno priorità al mondo materiale, tutto ciò attraverso un ritmo intenso e ipnotico.
4. Combustion, un inferno per i musicisti
Combustion è una canzone con l’intento di illudere l’ascoltatore che essa sia in 4/4; già dall’inizio, il charleston di Haake persuade l’ascoltatore nel non notare il disallineamento con la chitarra e il basso, e nel resto della canzone il rullante che dovrebbe seguire il ritmo di 4/4 in realtà viene colpito sul 3, quindi off-beat. L’energia della traccia è continua, trasmettendo perfettamente il senso di <awakening> e di cambiamento del testo.
5. Future Breed Machine, il suono dei Meshuggah nelle sue prime fasi
Direttamente dal secondo album Destroy Erase Improve (1995), i Meshuggah presentano una delle versioni primordiali di quello che poi sarà il loro suono distintivo: la meccanicità dei ritmi complessi viene eseguita perfettamente, e ciò riflette anche il significato della canzone, ovvero la sterilizzazione dell’individuo, e di come l’umanità in un possibile futuro diventerà una semplice macchina riproduttiva senza una propria identità.
La grandiosità musicale dei Meshuggah ha permesso loro di rompere le basi del metal per poi ricostruirle e riformarle a proprio piacimento fino a creare uno stile totalmente nuovo e unico, rendendoli così una delle band più all’avanguardia degli ultimi anni; nonostante la relativa anzianità dei membri fondatori della band, i fan considerano i Meshuggah tra i gruppi più resilienti di sempre, capaci di essere impeccabili durante le esibizioni dal vivo.
Fonte Immagine: Wikipedia (foto di Andreas Lawen)
Articolo aggiornato il: 26/12/2025

