Dietro al successo notevole e apparentemente immortale di alcuni artisti della musica italiana (come i Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, Albano e Romina, e molti altri), celebrati dal popolo russo sia nell’era sovietica che post-sovietica, si cela una spiegazione che ha radici ben più profonde, che vanno oltre al semplice fascino mediterraneo che l’Italia da sempre ha suscitato nelle persone dell’est.
Sintesi del successo della musica italiana in Russia
| Artista / Evento | Periodo chiave | Motivo del successo |
|---|---|---|
| Robertino Loreti | Anni ’60 | Voce angelica, successo clandestino oltre cortina. |
| Adriano Celentano | Anni ’70 – ’80 | Carisma cinematografico e film trasmessi a Capodanno. |
| Festival di Sanremo | Dal 1984 | Simbolo di un’Italia prospera e romantica trasmesso dal Cremlino. |
| Al Bano e Romina | Anni ’80 | Melodie orecchiabili compatibili con la censura sovietica. |
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Le radici storiche dell’amore russo per l’Italia
Occorre fare alcune premesse storiche prima di affrontare più nel dettaglio la vera e propria ‘fissazione’ dei russi per la musica italiana. Il fascino che il popolo russo prova per l’Italia ha radici molto profonde, che va oltre i grandi artisti della musica italiana, radici risalenti addirittura alla fine del Medioevo.
Un esempio tangibile è rappresentato dallo Zar Ivan III, soprannominato “il Grande”, il quale contattò architetti e artisti italiani per la costruzione del Cremlino di Mosca. Nomi come Aristotele Fioravanti, pressoché sconosciuti per noi, contribuirono a conferire allo zar e alla sua corte uno status di grandezza e prestigio. Questo fenomeno si ripeté anche successivamente, ad esempio nel XVIII secolo, in particolare per la città di San Pietroburgo, voluta dallo zar Pietro il Grande, desideroso di aprire “una finestra sull’Europa”. In quest’occasione, l’architetto Bartolomeo Rastrelli progettò la maggior parte degli edifici imperiali dell’epoca.
L’Italia è da sempre sinonimo di bellezza per i russi, in tutte le sue forme. Anche gli scrittori che hanno caratterizzato il cosiddetto “Secolo d’Oro” della letteratura russa non sono stati immuni da questo fascino: Gogol’, ad esempio, era profondamente innamorato dell’Italia, mentre Tolstoj fece trascorrere nel Bel Paese una lunga vacanza ad Anna Karenina e al suo amante Aleksej Vronskij nel suo celebre romanzo. Il golfo di Napoli fu addirittura il luogo di una scuola rivoluzionaria fondata da Maksim Gor’kij all’inizio del Novecento.
Inoltre, i russi furono tra i primi ad intervenire quando Messina fu colpita dal terribile terremoto del 1908. Naturalmente, vi fu un periodo di crisi dovuto alla diffusione di un sentimento anticomunista, ma negli anni Sessanta l’Unione Sovietica riscoprì l’affetto per l’Italia: la Fiat stipulò un accordo per motorizzare il Paese, fondando la città di Togliatti (spesso chiamata Togliattigrad). Fu un’epoca di grandi cambiamenti, segnata dai processi di destalinizzazione e Perestrojka che avrebbero poi aperto le porte ai prodotti culturali occidentali.
L’incontro tra Jurij Gagarin e Gina Lollobrigida
Addentrandoci sempre di più nell’epoca della cultura pop, possiamo finalmente rispondere alla domanda iniziale sul perché i russi siano così affascinati da Sanremo. Mentre nel resto del mondo Elvis Presley viene acclamato come idolo, in URSS gli eroi sono diversi, e tra di essi spicca Jurij Gagarin, il primo uomo nello spazio. Tuttavia, a creare una piccola breccia nella Cortina di ferro, ci fu la “nostra” Gina Lollobrigida. In un rovesciamento di ruoli, fu lei a chiedere un autografo a Gagarin, creando un mito che ha entusiasmato l’URSS. La foto che mostrava l’attrice dare un bacio sulla guancia al cosmonauta divenne virale in tutto il mondo.
Robertino Loreti: la leggenda italiana dell’est
In URSS, ogni prodotto musicale occidentale era ovviamente soggetto a censura. I Beatles e i Rolling Stones circolavano solo attraverso il rischioso mercato nero. È in questo contesto che emerse Robertino Loreti. Questo cantante, assolutamente sconosciuto in Italia, finì col diventare una vera e propria leggenda in Unione Sovietica. Robertino nasce nel 1947 a Roma e viene notato da un regista danese a soli undici anni.
L’ingresso dei suoi dischi avvenne clandestinamente tramite un baratto al confine tra Russia e Finlandia: i soldati russi scambiarono sigarette per i suoi dischi. Si narra che persino la cosmonauta Valentina Tereškova, mentre era in orbita nel 1963, chiese di ascoltare le canzoni di Robertino. Erano anni in cui lo stile di vita sovietico iniziava a riflettersi anche nell’architettura delle chruščëvki, le case prefabbricate che ancora oggi costellano il paesaggio urbano post-sovietico.
Il Festival di Sanremo e il sogno italiano negli anni Ottanta
Il grande successo della musica italiana è collegato soprattutto all’immagine di un’Italia romantica. Una svolta significativa avvenne nel 1984, quando il Cremlino decise di trasmettere le repliche del Festival di Sanremo. Anche se censurate (come nel caso di Eros Ramazzotti), le canzoni italiane ebbero un impatto immenso. Artisti come i Ricchi e Poveri nel 1986 rafforzarono l’immagine dell’Italia all’estero. Adriano Celentano, soprannominato “il Molleggiato”, raggiunse lo status di divinità grazie ai film trasmessi a Capodanno, come Il bisbetico domato.
Per approfondire la portata di questo fenomeno, è utile consultare la classifica dei cantanti italiani famosi all’estero, che include leggende come Toto Cutugno e star contemporanee amate in tutto il mondo.
L’eredità della musica italiana oggi
Con il crollo dell’URSS nel 1991, l’adorazione per Sanremo si affievolì temporaneamente, ma le nuove generazioni non hanno dimenticato questa passione. L’interesse per la musica italiana degli anni Ottanta non fu una semplice fissazione, ma costituiva per tanti giovani un’opportunità per sfuggire alla grigia quotidianità sovietica e sognare un mondo più colorato. Ancora oggi, nomi come Al Bano e Pupo sono regolarmente invitati nei programmi televisivi russi, confermando un legame culturale che sembra non conoscere fine.
Fonte immagine: Wikimedia Commons
Articolo aggiornato il: 17 Febbraio 2026

