Tedua annuncia “Ryan Ted Mixtape”, a un mese dal suo debutto a San Siro
L’attesa è finita, il rapper di Cogoleto ha ufficializzato l’uscita del suo nuovo progetto, che vedrà la luce il prossimo 22 maggio. Il disco si posiziona come l’ultimo tassello prima del grande evento del 24 giugno 2026, ovvero il concerto a San Siro. Un annuncio che accende i riflettori su un artista capace di evolversi costantemente, senza mai perdere la propria identità stilistica.
Ryan Ted Mixtape: data di uscita e dettagli principali
| Progetto discografico | Data di uscita | Singolo principale | Evento San Siro |
|---|---|---|---|
| Ryan Ted Mixtape | 22 maggio | Chuniri | 24 giugno 2026 |
Indice dei contenuti
Il ritorno alle origini: dieci anni da “Aspettando Orange County”
Sviluppare un nuovo mixtape non è stata una scelta casuale, ma sembra di voler chiudere un cerchio perfetto. Infatti sono passati 10 anni dalla pubblicazione del suo primo mixtape intitolato “Aspettando Orange County”, pubblicato il 15 ottobre del 2015, che diede ufficialmente inizio alla sua carriera. Composto da 20 tracce, dove Mario Molinari raccontava con fame e urgenza la vita delle strade che hanno formato la sua adolescenza. Era un racconto crudo, dove già emergevano quel desiderio di rivalsa e quella visione artistica che avrebbero poi definito la sua intera discografia.
Successivamente pubblicò “Orange County mixtape” (30 giugno del 2016), e il suo primo album, “Orange County California” (13 gennaio 2017). A un decennio di distanza, l’aspettativa è quella di ritrovare quelle “vecchie vibes” degli esordi, ma filtrate attraverso una nuova consapevolezza e la maturità di chi ha ormai raggiunto il vertice del gioco.
Il singolo “Chuniri” e l’orizzonte di San Siro
Il primo segnale che ha annunciato questo nuovo capitolo della carriera del rapper è stato il singolo “Chuniri” prodotto da Shune. Il videoclip del brano mostra l’artista nel deserto alla guida di una macchina, è un viaggio simbolico che punta dritto verso una meta precisa che appare all’orizzonte, lo stadio di San Siro. Questo live rappresenta per Tedua il culmine di un percorso, un traguardo identitario che il nuovo mixtape punta a celebrare. Il videoclip è ricco di indizi: in una scena viene inquadrata una macchina da cucire vintage che ricama su una giacchetta la data dell’evento, ufficializzando anche visivamente l’appuntamento allo stadio. Proprio sul finale, è possibile notare un’ulteriore anticipazione, la presenza di un featuring con Latrelle, nome d’arte di Umberto Rattini, classe 2002, ciò dimostra la volontà di dare spazio alla nuova scena italiana, integrando forze fresche in questo nuovo progetto.
Cosa aspettarsi da Tedua con “Ryan Ted”
Il successo del suo ultimo album, “La Divina Commedia“, ha dimostrato la cura della forma e la profondità del contenuto possono dominare le classifiche senza scendere a compromessi e logiche di mercato. Dopo un’opera monumentale, il “Ryan Ted Mixtape” sembra voler esplorare una direzione diversa e più istintiva. La sensazione è quella di un ritorno alla tecnica pura e alla libertà espressiva, dove si fonde con un artista ormai consacrato, con addosso ancora i drammi pur rimanendo quel ragazzo di Orange County, che essendo “cresciuto un casino“, ha scelto di rimanere del popolo proprio come il figlio di Dio. L’uscita del 22 maggio inaugura così un’attesa lunga quattro settimane, durante le quali i fan potranno metabolizzare le nuove rime, pronti a trasformare lo stadio in un coro unico il prossimo 24 giugno. Arrivare a San Siro non è solo un traguardo commerciale, ma la consacrazione definitiva di un percorso iniziato tra i palazzi di Cogoleto e le banchine della metropolitana di Milano.
Per Tedua, lo stadio rappresenta la “meta del viaggio”, sarà un il luogo simbolico dove il racconto della periferia si trasforma in un racconto epico e degno del percorso dell’artista in questione. È l’evoluzione naturale di quel ragazzo sopravvissuto alla “giungla”, un concetto che ha caratterizzato gran parte dell’album “Mowgli” (2018). In quel disco, la metafora urbana diventava una realtà cruda e spietata, che proprio come il protagonista del “Libro della giungla”, Mario ha dovuto adattarsi a un ambiente ostile per non esserne divorato. Oggi, quella lotta per la sopravvivenza si tramuta in un potente senso di rivalsa, e San Siro diventa il simbolo della speranza per chi parte con meno strumenti, diventando la prova vivente che pur venendo dal basso, è possibile scalare le gerarchie sociali e costringere il mondo intero ad ascoltare la propria voce.
Fonte immagine in evidenza: Screenshot https://www.youtube.com/watch?v=DCI5Tjb1UWE

