In Italia emergere nel mondo della musica è complesso, soprattutto per chi propone qualcosa di lontano dai canoni e dagli standard che dominano le classifiche. Al di fuori di pop, rap e rock commerciale, trovare spazio per una canzone hard rock o di metal puro resta difficile, con il risultato di allontanare molti ascoltatori dal genere e rafforzare stereotipi ricorrenti. Eppure esistono realtà italiane valide e originali, che spaziano dal metalcore al deathcore, capaci di parlare sia agli appassionati sia a chi desidera avvicinarsi a queste sonorità attraverso progetti nostrani.
Indice dei contenuti
- Le migliori band metal underground italiane
- 1. Stain The Canvas: l’ascesa del metalcore
- 2. Sharks In Your Mouth: creatività e tecnica
- 3. Ultra-Violence: dal thrash al metalcore
- 4. Defamed: la potenza del deathcore
- 5. Plugs of Apocalypse: melodie e dualismo vocale
- 6. Crosslane: post-hardcore in italiano
- 7. Astraline: synth e riff pesanti
- 8. Krashah: nu-metal e contaminazioni
- 9. Verre (ex Thaeia): evoluzione e futuro
Quali sono le migliori band metal underground italiane?
Ecco una panoramica completa delle 9 band emergenti più interessanti del panorama italiano attuale, suddivise per genere e brani rappresentativi per iniziare l’ascolto.
| Band | Genere principale | Brani consigliati |
|---|---|---|
| Stain The Canvas | Metalcore | Hell Made Me, All These Lights are Graves |
| Sharks In Your Mouth | Metalcore / Alternative | Sacrilegious, Gone |
| Ultra-Violence | Metalcore (ex Thrash) | The Storm, Morbid Symphony |
| Defamed | Deathcore | Circles, Aeon |
| Plugs of Apocalypse | Melodic Metalcore | Disappear, Your Shadow Walks With Me |
| Crosslane | Post-Hardcore (ITA) | Buio, Fiore di Loto |
| Astraline | Modern Metal / Synth | Apex, Invincible |
| Krashah | Nu-Metal / Crossover | Lara Muy Caliente, The Shrike |
| Verre (ex Thaeia) | Alternative Metal | Osservati, Better Off Dead |
1. Stain The Canvas: l’ascesa del metalcore
Attualmente la band italiana metalcore in crescita più veloce di tutte. In attività dal 2019, hanno iniziato subito a farsi conoscere grazie al loro stile: aggressività e orecchiabilità. Tra strofe fatte di scream invidiabili da molti artisti e che si avvicinano molto a quelli del primo Oliver Sykes dei Bring Me The Horizon (ma probabilmente con più tecnica e meno rischio di infortuni vocali), e grandissimi ritornelli da stadio, gli Stain The Canvas non fanno altro che crescere. La loro costanza fa ben sperare per il futuro della scena core italiana: dal 2019 ad oggi hanno pubblicato ben tre album, l’ultimo dei quali, Honey Rot proprio nel dicembre del 2025. Tra l’altro, sono sempre in grado di creare collaborazioni perfette con altri artisti, che possono essere sia appartenenti al mondo metal che a quello rap o hip-hop, partendo quindi da un’infinità di possibilità e creando canzoni mai banali e mai ripetitive.
Consigliate anche: Hell made me; All These Lights are Graves, The Light Within

2. Sharks In Your Mouth: creatività e tecnica
Fino a qualche anno fa, se si parlava di underground, era forse la band più grande del genere. Attivi da quasi dieci anni, hanno pubblicato 2 album, l’ultimo dei quali, Sacrilegious, nel 2019. Da allora hanno pubblicato qualche singolo, ma purtroppo la band ha affrontato diversi problemi che hanno portato a cambiamenti e rallentamenti; tuttavia, il gruppo non ha alcuna intenzione di mollare. Il loro stile è nato e ha proseguito come un metalcore classico, ma si distacca da molte altre formazioni per la notevole creatività. Assoli di chitarre mai scontati, riff non standardizzati e la voce di Andy Pali, che raggiunge picchi di bellezza sia nello scream alto e basso, ma anche nel cantato pulito, rendendo tutt’altro che assurdo il poterlo considerare tra i migliori cantanti metal della scena moderna, anche internazionale. Inoltre, col secondo album hanno raggiunto un picco di creatività anche grazie a uno storytelling con tematiche interessanti e, seppur esplorate altrove, viste qui da prospettive non banali.
Consigliate anche: Sacrilegious; Gone; Oh, what a shame.
3. Ultra-Violence: dal thrash al metalcore

Una band che, piuttosto che un cambio di formazione, ha deciso di cambiare direzione in maniera sconcertante, passando dal creare Thrash Metal molto apprezzato dai fan più “puristi” del genere, ad un Metalcore più affascinante per le nuove generazioni, facendo storcere il naso a suddetti fan. Ovviamente sarebbe da sciocchi affermare che questo cambio di direzione sia stato dettato dal trend del momento, in quanto tutta la musica pubblicata dal momento di questo cambiamento è stata nient’altro che genuina e sincera, dimostrando che hanno semplicemente deciso di seguire la propria ispirazione. Nel loro curriculum possono vantare numerose collaborazioni, tra le quali spicca quella con Joakim “Jolly” Karlsson, celebre chitarrista della famosissima band statunitense Bad Omens. Egli infatti ha curato la produzione dell’EP del 2021 “Beyond”. La band non solo si è affacciata nel metalcore, ma anche nel nu-metal anni 2000 con richiami a band come gli immortali Linkin Park, con la traccia The End, con riff che sembrano presi proprio da Hybrid Theory, non per copiare, ma per omaggiare una band che ha formato e ispirato generazioni di musicisti.
Consigliate anche: Cadaver decomposition Island; The Storm; Morbid Symphony
4. Defamed: la potenza del deathcore
Abbiamo parlato di metalcore e adesso è il momento di mettersi le vesti del deathcore. La band ha pubblicato Circles nel 2020 come prima release e sin da quel momento ha attirato l’attenzione della scena underground di YouTube, soprattutto americana. Molti hanno infatti iniziato a reagire ai videoclip delle loro canzoni più famose come Circles, Aeon e Doves, brani che hanno sconvolto tutti per la loro potenza e “cattiveria”. Per capire meglio le origini e le caratteristiche tecniche di questo genere estremo, può essere utile consultare la voce Deathcore su Wikipedia. Effettivamente non ci sono altri termini per descrivere la violenza sonora raggiunta da questi brani e non solo: negli anni seguenti hanno continuato a pubblicare altri singoli ed EP. È una band che tuttavia non sempre si prende sul serio, dal momento che subito dopo la pubblicazione di Circles, decise di pubblicare una cover deathcore della celebre canzone Gasolina. I fan, non troppo numerosi ma decisamente fedeli, non vedono l’ora che il quartetto, anch’esso segnato da qualche cambiamento e da allora rallentato, pubblichi il primo album.
Consigliate anche: Defamed, The Dancer, Crystal Prison.
5. Plugs of Apocalypse: melodie e dualismo vocale

La band romana è sempre stata orientata verso un songwriting più melodico, ma che non abbandona mai degli elementi heavy che continuano comunque a contraddistinguerli. Anche le canzoni più pop come Disappear continuano a trasmettere pesantezza con i loro breakdown strumentali e scream che trasmettono un dolore sincero. Una band decisamente più romantica, aiutata anche dal fatto che i POA vedono come main vocalist non un solo elemento ma un uomo e una donna: Giorgio e Sara, che hanno un’intesa davvero invidiabile da molti, rendendo ogni canzone incredibilmente sentimentale ed emozionante. Nel 2025 hanno pubblicato il loro disco più recente: Am I Just Fading?.
Consigliate anche: Your Shadow Walks With Me; Disappear; all the things that we didn’t say
6. Crosslane: post-hardcore in italiano
Con i Crosslane ci si alleggerisce un po’: scream e chitarre distorte rimangono, ma la band è decisamente più melodica e con una prevalenza di cantato pulito invece che di scream. È la prima ed unica band della lista che scrive, almeno per la maggior parte, canzoni con testi in italiano, ma rimanendo fedeli a delle strutture di un metalcore o post-hardcore internazionale, dando una vera e propria boccata d’aria fresca alla scena sia italiana che mondiale, donando finalmente qualcosa di davvero unico. Il contrasto tra clean e scream è sicuramente tra i punti salienti della formazione. Sulla pagina Spotify dell’artista vi è scritto: «La rabbia generazionale sconfina nella tristezza nostalgica verso un qualcosa che si è perso col maturare e l’evolversi di una società che mira ad un appiattimento artistico ed espressivo» che è proprio ciò che l’articolo affermava in apertura. Con la speranza di poter indurre un cambiamento, la band non ha intenzione di fermarsi. Proprio nel 2025 è uscito RORSCHACH, album che segue una narrazione precisa e che dona pezzi di profondità unica come Anomalia e Ohm.
Consigliate anche: Buio, Fiore di Loto, Ohm.
7. Astraline: synth e riff pesanti

Maestri del riff pesante e del synth ipnotico, gli Astraline non sono da meno in quanto a pesantezza e creatività. Severamente sottovalutati nella scena, non trattengono colpi per cercare di emergere nella superficie del metal italiano. Con un EP ed un album molto recenti stanno dimostrando di che pasta sono fatti: di certo non una molle. Un sound che certamente prende ispirazioni da molte altre realtà, ma che viene reso unico e perciò innovativo e meritevole di riconoscimento. Anche per loro non si può far altro che attendere nuove uscite nella speranza che possano finalmente sfondare, continuando a deliziarci con riff pregiati, synth perfettamente abbinati alle basi e una voce graffiata che porta sempre a ritornelli da stadio e corali molto accattivanti.
8. Krashah: nu-metal e contaminazioni
Forse la realtà più piccola dell’articolo: con poco meno di 400 ascoltatori mensili su Spotify, i Krashah esprimono un’ampia gamma di variazioni del genere metal, a partire da un metalcore classico, ad un nu-metal anni 2000, con basi hip-hop a seguito di un cambio di formazione avvenuto tra l’album del 2018 Wolves Empire e i singoli rilasciati dopo questo. Nel 2021 la band veronese ha purtroppo visto l’addio del cantante Edoardo, che ha deciso di smettere di cantare per la formazione per motivi personali, entrando a far parte della loro crew e continuare supportarli in tour. Si spera che anche loro possano tornare a pubblicare musica quanto prima e continuare ad accontentare i fan italiani che non vedono l’ora di riascoltare dell’ottima musica alternativa italiana.
Consigliate anche: Lara Muy Caliente, The Shrike, Don’t Look Back
9. Verre (ex Thaeia): evoluzione e futuro
Dopo aver rilasciato il loro primo singolo nel 2021, i Verre hanno solo recentemente adottato questo nome. Fino al 2024 hanno continuato a pubblicare musica col nome Thaeia, cambiandolo nel 2025, dopo che alcuni membri hanno deciso di lasciare il gruppo. Col vecchio nome hanno pubblicato solamente singoli ed EP, senza mai aver tentato con un album intero. Attualmente, sulle principali piattaforme di streaming sono ancora chiamati Thaeia, l’annuncio del cambio è stato fatto solamente sul loro profilo Instagram. Nonostante le poche pubblicazioni è facile comprendere il talento della formazione romana: capace di unire maestosamente musica pesante e più melodica, hanno dato più volte occasione di ammirare il loro talento. A tratti misteriosa, a tratti di facile lettura, la loro musica non stanca, ma adesso dovranno mettersi alla prova con una nuova formazione, si spera con un full length.
Consigliate anche: Osservati; Better Off Dead; Dead Karma Love
Fonte immagini: Spotify

