Ute Lemper Roma: il concerto “Paris Paris” all’Auditorium Parco della Musica

Ute Lemper porta "Paris Paris" all'Auditorium di Roma

Ute Lemper Roma: l’artista tedesca giunge nella capitale in occasione del suo atteso tour primaverile italiano, il 20 aprile 2026 con “Paris Paris”, un nuovo progetto dedicato alla chanson francese, in un concerto tra le mura dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Un viaggio sonoro che vede la cantante esibirsi in un’interpretazione suggestiva e raffinata, capace di fondere musica e teatro, rievocando una Parigi con un tocco di malinconia attraverso i brani di Edith Piaf, Jacques Brel e Charles Trenet. Questo legame personale con la chanson francese non nasce a caso, ma affonda le radici nel passato e nei ricordi dell’artista, come lei stessa ha raccontato: “Quando vivevo a Parigi nel 1987, dopo le repliche di Cabaret al Théâtre Mogador, passavo le notti ad ascoltare i grandi chansonniers. Me ne sono innamorata. È una forma d’arte unica, attraversata da un sottile esistenzialismo. Le canzoni sono letteratura in musica”. Ed è proprio da questa esperienza intima del suo vissuto personale che nasce il progetto “Paris Paris”, un racconto musicale che oltrepassa i confini temporali e che prende forma nella memoria e nell’identità di Ute Lemper.

Dettagli del concerto di Ute Lemper a Roma

Informazione Dettaglio dell’evento
Artista Ute Lemper
Data 20-21 aprile 2026
Luogo Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Sala Petrassi)
Musicisti Vana Gierig, Giuseppe Bassi, Ludovic Beier
Repertorio Piaf, Brel, Trenet, Ferré, Gainsbourg

Ute Lemper Roma, una carriera tra musica e scena

Considerata l’erede ideale della celebre attrice e cantante tedesca Marlene Dietrich, Ute Lemper si colloca in una cornice artistica in cui si celebrano musica, teatro e cinema. Grazie alla sua forte identità espressiva e poliedrica, e una ricca carriera di oltre quarant’anni, si è affermata nella scena internazionale come una delle interpreti più riconosciute e acclamate dal pubblico, distinguendosi con uno stile unico e interpretazioni del repertorio di Kurt Weill e Bertolt Brecht. La sua versatilità l’ha inoltre portata a calcare palcoscenici iconici come quelli di Broadway e del West End di Londra, arrivando anche a numerose esperienze anche come ballerina nella televisione e nel settore cinematografico, ampliando progressivamente il bagaglio artistico ed il suo personale raggio espressivo. La Lemper inoltre, ha avuto anche modo di confrontarsi con la scena italiana, partecipando al celebre Festival di Sanremo nel 1991 con il brano The Photograph, scritto da Enzo Jannacci. Un incontro che anche che è stato definito dalla medesima significativo e profondo, nonché una vera e propria scoperta.

Il suo stile, definito “eclettico”, fa sì che l’artista tedesca non si limiti solo a cantare sul palco, ma costruisca un vero e proprio racconto scenico senza mai perdere la sua coerenza espressiva. C’è infatti qualcosa di profondamente intimo nelle sue performance, come se ogni brano non sia soltanto interpretato, ma vissuto, regalando ogni volta al pubblico un’esibizione che va oltre la musica, diventando quasi un racconto dell’anima. Il suo ricco percorso artistico è stato anche narrato in forma autobiografica nel libro “La viaggiatrice del tempo” pubblicato nel 2023, nel quale Ute Lemper racconta la sua carriera ripercorrendone le tappe tra città e culture diverse.

Ute Lemper porta "Paris Paris" all'Auditorium di Roma
Un momento del concerto “Paris Paris” di Ute Lemper all’Auditorium Parco della Musica

L’artista tedesca a Roma con Paris Paris

Il nuovo progetto “Paris Paris” dell’artista di Monaco si è inaugurato lunedì 21 aprile alle ore 20.00 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica a Roma. Ad accompagnarla sul palco i musicisti di fama internazionale: Vana Gierig al pianoforte, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Ludovic Beier alla fisarmonica.

Il concerto si è sviluppato attraverso una sequenza di brani appartenenti al repertorio della chanson française:

  • dalle note di Edith Piaf a Jacques Brel;
  • da Léo Ferré a Serge Gainsbourg.

Si è progressivamente delineata un’atmosfera in grado di evocare frammenti di amori fragili, incontri fugaci, desideri e solitudini individuali. La Parigi della Lemper, vissuta più come città interiore, appare quasi come una dimensione sospesa nel tempo, intima e profondamente malinconica. Le rive della Senna, i caffè, i parchi e le strade diventano scenari della memoria, nei quali si incrociano vite e storie. “Paris Paris” quindi, restituisce agli spettatori l’emozione di una narrazione musicale di una città, quella di Parigi, che non solo si abita, ma che continua a vivere nei ricordi e nelle emozioni. La comparsa alle spalle dell’artista della citazione del celebre Jean-Paul Sartre, “Si vraiment l’existence précède l’essence, l’homme est responsable de ce qu’il est.” suggerisce un’ulteriore chiave interpretativa, ovvero che Parigi, più che luogo geografico, sia un luogo intimo, che prende forma ed esiste solo nel momento in cui viene vissuta e ricordata. A contribuire ulteriormente al racconto musicale e visivo, sono state proiettate anche le foto di Marlene Dietrich a intensificare, non solo come omaggio estetico, ma come fil rouge simbolico, l’eredità artistica di Ute Lemper, con cui la cantante sembra confrontarsi in maniera consapevole, creando un ponte tra passato e presente.

Ad arricchire ulteriormente l’esperienza è stato l’uso calibrato dei giochi di luce, tra tonalità violacee e blu intenso. Questo equilibrio visivo ha avvolto in maniera elegante il palco, creando quasi uno spazio sospeso tra la potenza della musica e quella del teatro, percepibile anche nella risposta del numeroso pubblico rimasto in ascolto per tutta l’esibizione fino a momenti di evidente commozione. Evocativo soprattutto l’effetto sonoro della fisarmonica, il quale ha contribuito a definire l’atmosfera in sala richiamando all’immaginario i tipici elementi parigini, elementi centrali della chanson francese. Ancora una volta, l’artista di Monaco è stata in grado di portare a termine un’esibizione brillante, e l’ha fatto con la sua firma e il suo timbro personale, andando oltre la mera esecuzione musicale. In questa cornice, è stata proprio la chanson francese, cara alla Lemper, ad esserne l’elemento centrale. Sviluppatasi nel Novecento, ma portata con estrema sensibilità dall’artista nel panorama contemporaneo, ha riattivato collettivamente una dimensione emotiva, segno che la musica, seppur radicata in un passato che pare non ci appartenga più, mantiene intatta la capacità di parlare anche nel presente.

Fonte immagini: ufficio stampa e personale

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