Nel cuore di Napoli, a partire da dicembre, prende avvio il progetto creativo “Dante a Forcella”, dedicato agli adolescenti dai 13 ai 17 anni di Napoli e provincia realizzato dal Museodivino in collaborazione con la biblioteca Annalisa Durante, luogo simbolo della rinascita culturale del quartiere di Forcella e della lotta culturale all’illegalità.
Dante a Forcella è uno dei cardini di “Cultura in Gioco – Scacco matto all’esclusione”, un progetto riconosciuto a livello nazionale con cui, oltre ai laboratori per adolescenti, si realizzeranno corsi di teatro, scacchi e scultura per i più piccini e uno sportello di primo ascolto psicologico per giovani e famiglie di Forcella, con particolare attenzione ai disturbi alimentari e alle donne vittime di violenza.
Indice dei contenuti
Quali sono gli obiettivi di “Dante a Forcella”?
| Attività | Obiettivo principale |
|---|---|
| Laboratori teatrali | Sviluppare empatia, lavoro di squadra e narrazione del sé. |
| Corso di scacchi | Potenziare la visione strategica e la previsione delle conseguenze. |
| Laboratorio di scultura | Insegnare pazienza, meticolosità e creatività manuale. |
| Sportello psicologico | Offrire supporto emotivo e prevenzione contro il disagio. |

Intervista
1. Impatto a lungo termine e i laboratori
“Dante a Forcella” è uno dei cardini del progetto nazionale Cultura in Gioco. Quale impatto sperate di generare sul lungo periodo, anche tramite i corsi di teatro, scacchi, scultura e lo sportello psicologico?
“Dante a Forcella” nasce dall’idea che la cultura debba essere un’esperienza quotidiana e trasformativa, non un episodio isolato. Teatro, scacchi, scultura e sportello psicologico non sono attività parallele, ma parti di un unico percorso educativo che lavora sull’identità, sulla relazione e sulla capacità di scelta. Nel lungo periodo, l’obiettivo è costruire autostima, pensiero critico e senso di appartenenza, offrendo ai ragazzi strumenti per leggere il mondo e sé stessi. Non si tratta soltanto di formare competenze artistiche, ma di accompagnare una crescita più profonda: imparare a stare in gruppo, a riconoscere le proprie emozioni e a immaginare possibilità future. Il contributo di ogni laboratorio è strategico: gli scacchi sviluppano la visione strategica e la previsione delle conseguenze; il teatro insegna l’empatia e il lavoro di squadra; la scultura infonde pazienza e meticolosità. L’impatto più significativo è quello che resta, spesso in modo silenzioso, nel modo in cui questi giovani guarderanno a sé e al proprio territorio.

2. Il sottotitolo “Inferno Napoli Paradiso” e le metodologie
Il sottotitolo “Inferno Napoli Paradiso” racconta una città sospesa tra luce e ombra, sottolineando come il ventre di Napoli sia un luogo simbolico e complesso. In che modo questa interpretazione di Napoli entra nei laboratori e nel percorso creativo dei ragazzi? Quali metodologie userete per far emergere talenti e attitudini in modo naturale?
Napoli è una città stratificata, complessa, profondamente simbolica. Come nella Divina Commedia, convivono luce e oscurità, bellezza e ferite. Nei laboratori, questa visione non viene spiegata teoricamente, ma attraversata attraverso l’esperienza diretta. I ragazzi partono dal loro vissuto quotidiano: il quartiere, le relazioni, i conflitti e i desideri. Dante diventa una guida simbolica, non un modello da imitare. Attraverso il teatro, l’improvvisazione e il lavoro sul corpo, emergono le loro narrazioni personali della città e di sé, che costituiscono il vero materiale del progetto. La metodologia è aperta e non giudicante: il talento non viene cercato forzatamente, ma lasciato emergere in modo naturale, privilegiando autenticità e ascolto. Lavorare su queste discipline diverse permette di sviluppare la persona a 360 gradi, offrendo la giusta “voce” a ogni tipo di attitudine.
3. L’inclusività come varco aperto
Le selezioni sono aperte anche a chi non ha alcuna esperienza artistica. Perché è così importante offrire uno spazio inclusivo e accessibile a tutti, soprattutto in un territorio come Forcella?
Perché l’arte non dovrebbe essere un recinto riservato a chi è già formato o a chi se lo può permettere, ma un varco aperto a chi non ha ancora avuto occasioni. In territori come Forcella molti restano invisibili non per mancanza di talento, ma di spazi sicuri in cui potersi esprimere.
Aprire le selezioni a tutti significa affermare che la cultura è un diritto e una possibilità concreta. Le selezioni non servono a escludere, ma a conoscere i ragazzi, ascoltarli e comprenderne le inclinazioni. L’inclusione è quindi la condizione stessa del percorso, non un elemento accessorio, e ci permette di raggiungere chi ha più bisogno di una figura di riferimento e di un luogo in cui sentirsi al sicuro.

4. Il ruolo della Biblioteca Annalisa Durante
La Biblioteca Annalisa Durante è da anni un presidio culturale contro l’illegalità. Che ruolo concreto gioca nel dare continuità e profondità a un’iniziativa come questa?
La Biblioteca Annalisa Durante è molto più di una sede operativa: è un luogo simbolico e reale di resistenza culturale, radicato nel quartiere e riconosciuto come spazio di fiducia e accoglienza. Ospitare “Dante a Forcella” qui significa inserire il progetto in una storia già viva, fatta di memoria, impegno civile e partecipazione. La Biblioteca garantisce continuità perché è un luogo che resta nel tempo, e profondità perché restituisce all’esperienza dei ragazzi un senso di appartenenza a una comunità culturale più ampia. In questo contesto, la figura di Annalisa Durante riveste un ruolo potentissimo, diventando simbolicamente la “Beatrice” che guida i nostri fuori dalla loro “selva oscura” dimostrando è possibile trovare riscatto.
5. L’importanza dello sportello psicologico
Il programma “Cultura in Gioco” prevede anche uno sportello psicologico per giovani e famiglie. Quanto è importante affiancare questo supporto alla dimensione artistica?
Lo sportello psicologico è un elemento fondamentale e non negoziabile. L’arte apre spazi interiori e fa emergere emozioni che spesso sono state represse dal contesto sociale difficile. Senza un ascolto qualificato e un accompagnamento strutturato, questo processo rischia di rimanere incompiuto. Lo sportello permette di prendersi cura delle persone, garantendo che l’energia espressa nei laboratori venga elaborata in modo costruttivo. È un modo concreto per dire ai ragazzi e alle loro famiglie che la cultura non è solo espressione, ma anche cura, attenzione e responsabilità condivisa verso il loro benessere emotivo.
Fonte immagini: Ufficio Stampa
Articolo aggiornato il: 17/12/2025

