Il Principe Poeta: l’incontro con Elena de Curtis per Rionart

La rassegna culturale Rionart nasce con l’intento di creare maggiori opportunità di fruizione della cultura nel Rione Alto, un quartiere di Napoli situato nella circoscrizione Vomero-Arenella. La programmazione di Rionart, che avrà inizio nel 2026, è stata anticipata dall’incontro con Elena de Curtis per la presentazione del suo libro “Il Principe Poeta”, dedicato al Principe della risata, Antonio de Curtis, in arte Totò.

Un’anteprima di Rionart nel segno di Totò

L’evento, che ha avuto luogo il 15 settembre presso la Mondadori point di via Onofrio Fragnito per concludersi a Piazzetta Totò, si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dalla V Municipalità (Vomero/Arenella) del Comune di Napoli. Ha visto la partecipazione di Clementina Cozzolino, presidente della V Municipalità, insieme ad altre figure di spicco: Claudio D’Angelo, consigliere con Delega alla cultura, e Giulio Delle Donne, consigliere. L’incontro è stato moderato dal giornalista Michelangelo Iossa. Hanno presenziato, inoltre, Pino Sondelli, direttore della fotografia pluripremiato, Antimo Civero, direttore del Pozzuoli Jazz Festival, e i fratelli Scalella, creatori dei profumi 900 e Malafemmena, dedicati al Principe.

Chi è Antonio de Curtis secondo la nipote Elena

Dopo una breve introduzione, Elena de Curtis ha presentato il suo libro. “Il Principe Poeta” offre uno sguardo intimo sugli aspetti più reconditi di suo nonno. Il libro si presenta come una raccolta di 70 poesie e 50 testi musicali, molti dei quali inediti, che non mirano a mostrare la solita facciata dell’artista, della “maschera”, ma l’essenza più vera di Antonio de Curtis. Con i suoi 101 film, 40 anni di teatro e la sua “mascella diagonale”, firma inconfondibile del suo genio, Totò è indiscutibilmente uno dei personaggi più amati di Napoli. Il suo contributo alla storia partenopea continua a vivere dopo oltre 50 anni dalla sua scomparsa.

Aneddoti di un “intellettuale scugnizzo”

Elena ha raccontato dei suoi anni in Sudafrica, dove visse a lungo per scelta della madre Liliana, che aveva sofferto molto la scomparsa del padre. Successivamente, trasferitasi a Roma, ha cominciato a “studiare” la storia di suo nonno attraverso racconti e aneddoti. Ha condiviso la storia di quando Totò, passeggiando, donò diecimila lire (all’epoca una somma ingente) a un lustrascarpe. Si tratta di un ritratto che conferma la storia dell’artista, proveniente dal Rione Sanità, un contesto di povertà che ha forgiato la sua filosofia di vita: aiutare il prossimo. Concetti importanti sono stati anche la sua passione per gli animali e per la figura femminile, che contribuiscono a definire l’immagine di un “intellettuale scugnizzo” affascinato da ciò che nel mondo appariva incorrotto. Per Totò, l’emozione era la definizione stessa dell’umanità.

Il Pensatoio: il rifugio creativo del Principe

Il libro accompagna il lettore anche negli spazi della casa di Totò ai Parioli, considerata una delle più belle d’Italia all’epoca. Lì era stato creato il Pensatoio, uno spazio adibito al pensiero, un luogo di ritiro in cui pretendeva silenzio e solitudine per sviluppare le sue idee. Il Pensatoio veniva utilizzato da Totò soprattutto nel periodo in cui si dedicava contemporaneamente al cinema e al teatro: appuntando i suoi pensieri, egli metteva su carta tutte le emozioni che lo attraversavano.

Un libro multimediale per ascoltare la voce di Totò

La novità arriva anche nella modalità di lettura: Elena ha ideato un libro multimediale. Scannerizzando un codice QR è possibile ascoltare la voce di Totò in persona, mentre recita alcune delle poesie presenti nel volume.

Statua dedicata a Totò nel quartiere Rione Alto a Napoli
Statua dedicata al Principe in Piazzetta Totò. (Fonte: Ufficio Stampa)

Copertina del libro Il Principe Poeta di Elena de Curtis

Foto Immagine in evidenza: Wikipedia

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