Natale a Napoli: Piazza del Plebiscito, tra aspettative e realtà

A Napoli un progetto ambizioso per Piazza del Plebiscito ed un investimento consistente, per una resa che ha diviso i cittadini, gli operatori turistici e le istituzioni. I mercatini di Natale – o meglio il Villaggio di Babbo Natale allestiti quest’anno nell’iconica Piazza del Plebiscito non hanno del tutto convinto poiché non totalmente rispondenti alle aspettative che circolavano nei mesi precedenti le festività natalizie.

Il Villaggio di Babbo Natale: un progetto ambizioso e finanziamenti milionari

Locandina ufficiale del Villaggio di Babbo Natale, creata con l’IA

Il Villaggio di Babbo Natale in Piazza del Plebiscito nasce come parte integrante del progetto Illuminiamo Napoli 2025, un piano urbano di luminarie e attrazioni natalizie finanziato da Camera di Commercio di Napoli e Comune di Napoli, con l’obiettivo di rendere la città più attrattiva durante il periodo delle feste.

«Illuminiamo Napoli 2025 si configura come un progetto strategico per la promozione dell’identità culturale della città, creando un’atmosfera natalizia coinvolgente e di qualità, capace di generare ricadute economiche e turistiche positive per tutto il territorio».

Così ne aveva parlato l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. Secondo i dati ufficiali infatti diffusi dagli enti promotori, l’investimento complessivo per il progetto di luminarie ammonterebbe a 4,8 milioni di euro, di cui 3 milioni a carico dell’ente camerale. Le luminarie sono state programmate per accendersi dal 15 novembre 2025 al 7 gennaio 2026, coinvolgendo oltre 150 km di addobbi e installazioni luminose in diverse zone della città. Il villaggio invece avrebbe dovuto svolgersi dall’8 al 21 dicembre a Piazza del Plebiscito trasformandola, stando alle prime proposte, in un’area tematica ricca di attrazioni, con casette in legno ed un allestimento che ricordava i mercatini natalizi diffusi al Nord Europa.

Confronto tra aspettative e realtà: costi e servizi

Elemento Previsione iniziale Realizzazione effettiva
Budget Villaggio 500.000 euro (stimati) ~200.000 euro (aggiudicazione)
Allestimento Casette in legno, pista pattinaggio, stile nordico Laboratori per bambini, animazione, strutture semplici
Accessibilità Spazio diffuso e fruibile da tutti Prenotazione obbligatoria, sold out immediato

Aspettative vs realtà: dalle locandine IA all’allestimento effettivo

Locandina dei mercatini diffusa sul web, creata con l’IA

Nel corso dell’estate e dell’autunno, la Camera di Commercio aveva previsto per il Villaggio di Babbo Natale una spesa di circa 500.000 euro, approvata dall’ente il 15 settembre, che avrebbe dovuto garantire un allestimento in stile villaggio europeo. Le prime locandine ed i materiali di comunicazione diffusi in origine, facevano intravedere infatti casette di legno e piste di pattinaggio mai realizzati. Immagini realizzate con l’intelligenza artificiale e poco o nulla rispondenti alla realtà. L’azienda che si è aggiudicata il bando lo ha fatto per poco più di 200.000 euro complessivi, significativamente inferiore rispetto alle iniziali previsioni.

Quel che si è visto effettivamente a dicembre è stato un allestimento più orientato all’intrattenimento per famiglie e soprattutto bambini, con laboratori e animazioni, piuttosto che un vero e proprio mercatino di Natale con bancarelle, artigianato e prodotti tipici. Inoltre, l’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, non ha permesso a chi interessato di godere del Villaggio di Babbo Natale a Napoli, quasi tutto sold out sin da subito e a dimostrazione di una forte domanda che non ha trovato riscontro di un’offerta ridotta e poco rispondente alla iniziale idea di uno spazio diffuso e fruibile da tutti.

Le reazioni: polemiche social e operatori delusi

La realtà del Villaggio di Babbo Natale

Molti, tra operatori turistici e cittadini attivi, hanno ‘bocciato’ il Villaggio, esprimendo il proprio punto di vista in una lettera aperta al Comune, definendolo «mediocre» e «raffazzonato». Non sono mancate le polemiche social che hanno letteralmente invaso Tiktok e Instagram, ma se alcuni si sono limitati a parole taglienti, altri hanno invece contribuito a generare una riflessione più profonda su ciò che avviene nella gestione delle risorse nella città di Napoli. È il caso del travel creator Antonio Di Maiolo che ha posto l’accento sulla distanza tra il progetto annunciato e l’esperienza reale, attraverso un racconto diretto che ha alimentato il dibattito sulle aspettative e le speranze dei cittadini di una delle città più ricche di storia e cultura d’Europa.

Vanificate aspettative e speranze, resta una domanda che va oltre il singolo evento: è davvero così difficile costruire sinergie virtuose sul territorio senza che il peso della gestione economica finisca per snaturarne il senso?

Quasi naturalmente infatti, viene da chiedersi quando la città di Napoli potrà assistere a un progetto realmente condiviso, proposto dall’amministrazione eppure capace di coinvolgere attivamente i cittadini e gli operatori culturali, nonché le numerose realtà locali ed i giovani, non come semplici spettatori di un format che sembra calato dall’alto, ma con un progetto che tenga conto degli spazi urbani nella loro specificità, dei soggetti e delle loro identità, per generare realmente valore.

Fonte immagini: Camera di Commercio di Napoli, Grande Napoli

Fonte immagine di copertina: creata con

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