Napoli Explosion RAP: la mostra di Mario Amura a Napoli

Napoli Explosion RAP, la mostra dedicata a Mario Amura è visitabile fino all’8 marzo 2026 al Real Albergo dei Poveri di Napoli.

Dopo la prima personale napoletana del fotografo e visual artist Mario Amura nel 2023, ospitata nel Cellaio della Reggia di Capodimonte, l’esposizione, a cura di Sylvain Bellenger, approda ora nelle sale espositive, appena riqualificate, di uno dei luoghi simbolo della città.

L’ evento conclude la prima fase del progetto Casa delle Tecnologie Emergenti di Napoli – Infiniti Mondi – Napoli Innovation City”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di cui è capofila il Comune di Napoli.

Napoli Explosion RAP: quindici anni di visioni sul Capodanno napoletano

Napoli Explosion RAP
NAPEX 7303222, 2017, Mario Amura, Fine Art Print

La mostra nasce da un’ossessiva ricerca dell’artista verso un’icona del Vesuvio che non fosse stereotipata e sovvertisse l’iconografia classica delle gouaches o dei capolavori di Turner, Volaire, Warhol. Una ricerca che dura da quindici anni: quindici anni di osservazione e documentazione del Capodanno napoletano, che hanno trasformato un rituale esorcistico collettivo in una potente indagine visiva sulla luce, sul tempo e sulla percezione.

Dalla cima del Monte Faito, di fronte al Vesuvio, Mario Amura osserva e registra ogni anno, sempre dallo stesso punto di vista, l’immenso spettacolo luminoso che, allo scoccare della mezzanotte, accende Napoli di bagliori, esplosioni cromatiche e movimenti imprevedibili.

Quello che potrebbe apparire come un semplice reportage fotografico si evolve nel tempo in un lavoro complesso che intreccia fotografia, pittura, scienza e poesia. 

Le immagini non si limitano a documentare un evento, ma, attraverso una tavolozza di colori unica nel suo genere — quella generata da centinaia, migliaia di fuochi esplosi in contemporanea — restituiscono la stratificazione culturale e percettiva di un fenomeno profondamente radicato nella vita della città. Un antico rituale collettivo che, nel tripudio di luci e colori, esorcizza la paura di una nuova eruzione del Vesuvio, trasformando il vulcano in simbolo di vita e di rinascita

Napoli Explosion diventa così una mappa visiva dell’energia ancestrale di un territorio e del suo popolo, capace di raccontare la città attraverso le sue luci, i suoi eccessi e la sua inesauribile vitalità. In questo senso, la mostra si inserisce nella lunga tradizione visiva napoletana, storicamente legata allo sviluppo della fotografia e del cinema grazie a condizioni luministiche uniche, che continuano ancora oggi a stimolare nuove forme di sperimentazione artistica.

La fotografia tra luce, tempo e percezione

Napoli Explosion RAP
NAPEX 257120, 2025, Mario Amura, Fine Art Print

Come sottolinea il curatore Sylvain Bellenger – storico dell’arte ed ex Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – il cuore del progetto risiede nell’uso magistrale del tempo di esposizione e del movimento della camera; attraverso queste scelte tecniche «le immagini superano la dimensione descrittiva per assumere forme autonome, astratte e pittoriche». 

 «Ne emerge una riflessione sul rapporto tra luce, tempo e percezione che rimette al centro la fotografia come linguaggio conoscitivo, capace di unire intuizione artistica e analisi scientifica» commenta Bellenger.

Napoli Explosion RAP interroga il modo in cui vediamo e interpretiamo la realtà, mostrando come un fenomeno effimero possa generare forme di conoscenza durature. 

«Le immagini di Amura uniscono intuizione artistica, sensibilità individuale e rigore analitico, restituendo la vitalità luminosa di Napoli. È un lavoro poetico dell’immagine – continua Bellinger – che interroga la nostra capacità di vedere e il modo in cui la città stessa genera forme, sublimazione, emozioni e conoscenza».

Il progetto è accompagnato da un catalogo scientifico e da un articolato programma pubblico dedicato ai rapporti tra arte, percezione, fenomeni luminosi e cultura visiva contemporanea, rafforzando ulteriormente il dialogo tra pratica artistica e ricerca teorica.

La visione cosmica di Amura in un’atmosfera “rosso fuoco”

Napoli Explosion RAP
Fotoricostruzione in fase di progettazione Mostra “Napoli Explosion” 2025

Nell’anno in cui Neapolis celebra i suoi 2.500 anni, Mario Amura immagina un’esposizione capace di mettere in crisi la nostra idea di tempo. 

«Ho immerso le opere in un rosso incandescente proveniente dalle grandi finestre dell’Albergo dei Poveri – spiega Amura – come se Napoli fosse stata catapultata su una stella dell’alba cosmica». 

«È lo stesso rosso della camera magmatica, dove il vulcano forgia la materia e i suoi colori. È il rosso della camera oscura, il luogo in cui il fotografo prova a fissare un istante. Questa mostra nasce dal dialogo tra tempi diversi: il tempo della civiltà napoletana, il tempo geologico del Vesuvio e il tempo infinitesimale dello scatto».

È in questo intreccio temporale che la luce diventa il filo conduttore di una meditazione visiva che unisce storia, natura e gesto artistico.

Con Napoli Explosion, Amura «riconduce la fotografia al suo gesto originario: dipingere con la luce», commenta Bellenger ripercorrendo la storia della foto a colori, dalla sua nascita fino agli anni Novanta della rivoluzione digitale.

«Davanti ai fuochi d’artificio del Capodanno napoletano, la sua macchina fotografica diventa un pennello mobile: le esplosioni si trasformano in linee, velature, filamenti; il cielo notturno diventa pittura cinetica». 

 Napoli Explosion RAP: un’opera corale e immersiva

Napoli Explosion RAP
Veduta mostra “Napoli Explosion RAP”, 2025, Real Albergo dei Poveri

Secondo lo storico dell’arte Salvatore Settis, l’aspetto più sorprendente di Napoli Explosion RAP è la sua coralità.

 «Durante la notte del passaggio al nuovo anno, la città di Napoli è popolata da migliaia, decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di persone che fanno esplodere o vedono esplodere questi fuochi di artificio e non sanno che stanno contribuendo a un’opera pittorica».

Un’idea che trova eco nelle parole di Erri De Luca, per il quale Amura ha saputo trasformare la contemplazione in documentazione e poi in arte.

 «L’intento di raffigurare i minuti fatidici della baldoria si è precisato dopo l’esperienza della contemplazione… Alla contemplazione Mario Amura ha aggiunto la documentazione, poi ha proseguito nell’esplorazione che trasforma in arte ciò che i sensi hanno percepito». 

 «Artista – scrive De Luca – non è chi vuole esprimere se stesso. Qui Mario Amura ha impresso l’orma di un popolo calcata dentro alcuni minuti di spensierata gloria».

Accanto alle trenta opere impreziosite dalle citazioni di Erri De Luca e Salvatore Settis, a due video esclusivi e ad una sala cinema, la mostra ospita anche l’area immersiva NYA – Now Your Art, che permette al visitatore di vivere l’esperienza dei fuochi dalla stessa prospettiva da cui Amura scatta le sue foto, e di scattare la propria opera unica , immediatamente condivisibile sui social o come stampa Fine Art.

Napoli Explosion RAP: una mostra tra arte, identità e nuove tecnologie

 «Il supporto della Casa delle Tecnologie Emergenti, di cui il Comune di Napoli è capofila, conferma la volontà di promuovere processi di innovazione in un contesto urbano in continuo movimento e di mettere in rete le persone, le imprese, le comunità», dichiara il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, alla presentazione dell’evento.

 «I risultati raggiunti in questa prima fase del progetto CTE Infiniti Mondi dimostrano con forza quanto l’integrazione tra digitalizzazione e cultura possa diventare un motore di sviluppo reale per il territorio», commenta Angelo Giuliana, project director Casa delle Tecnologie Emergenti di Napoli Infiniti Mondi.

«Napoli Explosion ne è un esempio concreto – continua Giuliana – un progetto artistico e culturale di respiro internazionale che fonde tecniche digitali avanzate, narrazione visiva e patrimonio identitario della città. L’arte di Mario Amura racconta l’identità partenopea con il linguaggio contemporaneo dell’arte digitale e multimediale».

Secondo Laura Valente, direttrice artistica di Napoli 2500, la scelta del Comune di Napoli di ospitare il lavoro di Amura al Real Albergo dei Poveri in occasione delle celebrazioni dei 2500 anni della città  «significa accogliere una lettura originale sulla città che trasforma un momento collettivo in un’indagine visiva sul rapporto tra tempo, percezione e movimento».

L’inaugurazione della mostra napoletana segue di pochi giorni quella esposta presso il Polo ItaliaNoRio, “Mario Amura: Napoli Explosion. Fogos, Cores, Luzes”, evento conclusivo del calendario espositivo 2025, in programma fino al 6 febbraio 2026 presso la Casa d’Italia, nel centro di Rio de Janeiro.

La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino all’8 marzo 2026  tutti i giorni (tranne il mercoledì) dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Chi è Mario Amura

Mario Amura (Napoli, 1973) si forma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida di Giuseppe Rotunno. Tra il 2000 e il 2012 cura la fotografia di numerose opere cinematografiche presentate nei principali festival internazionali, tra cui Cannes, Berlinale e la Biennale di Venezia. Nel 2003 riceve il David di Donatello per il cortometraggio Racconto di guerra, ambientato nella Sarajevo assediata del 1996.

Dal 2005 sviluppa il progetto StopEmotion, avviando una ricerca fotografica sul tempo e sulla percezione, volta a frammentare la linearità cronologica in picchi emozionali. Con questa tecnica realizza lavori in diversi paesi tra Europa, Asia, America Latina e Africa. Dal 2007 porta avanti il progetto Fujenti, tuttora in progress, dedicato al Capodanno napoletano.

Napoli Explosion è un progetto iniziato nel 2010 e tutt’ora in progress.

Altre informazioni su Napoli Explosion RAP ( www.napex.art)

Produzione: Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune di Napoli Infiniti Mondi 

Progettazione allestimento: Lucio Turchetta

Sede: Real Albergo dei Poveri di Napoli 

Indirizzo: piazza Carlo III, n. 1 Napoli 

Catalogo: Vesev 

Fonte immagini: Ufficio Stampa (Costanza Pellegrini)

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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