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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 382 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Stand Up Comedy: Workshop + Open Mic con Filippo Giardina

Filippo Giardina torna a Napoli per un work-shop sulla Stand Up Comedy L’ultima volta che Filippo Giardina è stato a Napoli era il 22 Luglio 2018, per esibirsi con il suo monologo Lo ha già detto Gesù nella suggestiva cornice del Maschio Angioino. L’evento fu organizzato dal Kestè ed ora, nel locale di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, il comedian romano ritorna per un due giorni di workshop sulla Stand up Comedy, per mettere a disposizione le sue conoscenze e le sue esperienze, condividendo con gli aspiranti comici – o magari soltanto curiosi di turno – trucchi e segreti del mestiere. Il workshop con Filippo Giardina Il workshop si svolgerà in due giorni, Sabato 12 e Domenica 13, per un totale di 12 ore di attività laboratoriale. Sabato 12 le attività si svolgeranno dalle 11 alle 14 e poi dalle 15 alle 18. Medesimi orari anche per il giorno seguente. Ciliegina sulla torta sarà l’open mic che si terrà Sabato sera alle 22, dove potrà esibirsi chiunque vorrà, non ci saranno paletti o limiti di sorta e, magari, si potranno mettere a frutto gli insegnamenti appresi in giornata. Attenzione però, per salire sul palco o partecipare al workshop, dovrete prenotarvi mandando una mail al seguente indirizzo standupcomedynapoli@gmail.com, oppure con un messaggio alla pagina Facebook Stand Up Comedy Napoli. I posti sono limitati anche per il pubblico, per assicurarvi un posto dovrete prenotare tramite questo sito: https://tinyurl.com/yaxdgbd2. L’ingresso sarà gratuito per tutti i soci del Kestè Abbash, i non soci, invece, potranno accedere tesserandosi per la modica cifra di 5 euro. Un laboratorio di Stand Up Comedy, il programma del workshop Il workshop verterà su precisi punti tematici: • Urgenza satirica e narcisismo • La ricerca del punto di vista attraverso l’analisi cosciente del proprio vissuto esistenziale e intellettuale • Il paradosso necessario • Le battute, le belle battute, le battute enigmistiche e le battute compulsive • Cuore e tecnica • Cinismo, nichilismo e sciacallaggio • Il prezzo da pagare per un buon monologo • La ricerca del personaggio non personaggio (essere comico non vuol dire fare il simpatico) • Satira e cabaret politico • Ideazione di un monologo collettivo A tutti i partecipanti sono richieste innanzitutto idee (che sono la cosa più importante), partecipazione e di munirsi di foglio e penna, gli strumenti del mestiere. Un’occasione da non perdere, si potrà non solo ascoltare e imparare da uno dei più importanti comedian italiani, ma anche lavorare in gruppo per condividere idee, confrontarsi, in poche parole vivere un’esperienza di crescita culturale. I prossimi appuntamenti di Stand Up Comedy al Kestè Un inizio scoppiettante per la Stand Up Comedy al Kestè con il workshop con Giardina al quale seguiranno tanti altri eventi ancora, per un anno tutto da vivere… e da ridere! 19 Gennaio – Clara Campi 26 Gennaio – open mic con Daniele Fabbri 27 Gennaio – Spettacolo di Daniele Fabbri al Teatro Nuovo 9 Febbraio – open mic con Giorgio Montanini 16 Febbraio – Luca Ravenna

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Il Circo Orfei a Napoli per Natale e Capodanno 2018

Il Circo Tradizionale di Moira Orfei sarà a Napoli dal 20 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019, al Pareo Park a Licola, tra Giugliano e Pozzuoli. Orari e prezzi sono disponibili sul sito ufficiale. Lo spettacolo è organizzato da Stefano Orfei, (figlio della fu regina dell’arte circense, Moira) in pista come presentatore e domatore (assieme al figlio Manfredi) e dalla sua consorte Brigitta Boccoli, in quest’occasione dietro le quinte come produttrice. Il 20 dicembre, in occasione del primo spettacolo, con la collaborazione di Diocesi e Città metropolitana di Napoli, sono state ospitate 350 persone meno abbienti e 250 bambini i cui genitori sono in missione all’estero per l’Esercito Italiano. Il circo Orfei torna a Napoli con uno spettacolo esclusivo per la città partenopea, per festeggiare il ritorno a Napoli ed i 250 anni del circo: è infatti nel 1768 che nasce il circo moderno, a Londra, per opera di Philip Astley, un ex militare inglese. Il Circo Orfei ha un rapporto particolare con Napoli, come ha ricordato Stefano Orfei al termine dell’esibizione: “Napoli è la città che “facciamo” più spesso, perché Napoli è una città che ama Moira e Moira amava Napoli. E Stefano ama Napoli, come l’amava Moira, perché siamo cresciuti a Napoli (…): la Mostra d’Oltremare, Fuorigrotta, Soccavo, Licola… Conosciamo tutta Napoli: via Marittima negli anni Settanta, mi ricordo quando ero bambino…”. Lo spettacolo del circo Orfei è all’insegna della varietà, un caleidoscopio di due ore con oltre 20 numeri che spaziano dalla giocoleria alle esibizioni con gli animali; con un occhio di riguardo per i più piccoli, per i quali lo spettacolo è stato molto coinvolgente. Circo Orfei a Napoli al Pareo Park (Licola) Come dal nome, il circo Orfei presenta numeri “tradizionali”, ma con alcune particolarità, ad esempio ci sono sì i leoni, ma su di un sidecar assieme a Stefano Orfei, che ha lavorato come assistente del padre con tigri e leoni da quando aveva dieci anni. Tra clown, balli in costumi appariscenti, musica, acrobati, giocolieri, contorsionisti e animali d’ogni specie non manca niente. Numerosi gli artisti presenti che hanno ricevuto premi internazionali, ad esempio al “Festival internazionale del circo di Monte Carlo”, dove quest’anno concorreranno anche alcuni numeri che fanno parte dello spettacolo. Nonostante questo non c’è un numero “di punta” come fulcro: è un insieme godibilissimo di numeri con lo stesso peso che fanno volare via in maniera divertente le due ore dello spettacolo. Un ottimo modo per iniziare l’anno nuovo! Francesco Di Nucci

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“Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli

In concomitanza con il trentennale della personale itinerante “The Perfect Moment”, inaugurata nel dicembre 1988 a Philadelphia, pochi mesi prima della dipartita dell’artista, il Museo Madre di Napoli apre le sue porte a “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”, un’esposizione fuori dagli schemi dove, ad arricchire l’impatto delle immagini, contribuiscono esibizioni live da parte di coreografi di fama mondiale. Oltre 160 opere intrecciate sovrapposte in un dialogo surreale dalle note antiche e moderne, un incontro tra fotografia e danza, in una mostra che intende omaggiare Robert Mapplethorpe, indiscusso maestro dell’arte fotografica del XX secolo. L’innovativa mostra, intitolata “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”, a cura di Laura Valente e Andrea Viliani, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, è stata aperta venerdì 14 dicembre e si concluderà l’8 aprile 2019: ad introdurre la presentazione, Olivier Dubois, Direttore delle Compagnie Olivier Dubois ed ex Direttore Ballet du Nord, tra i venticinque migliori ballerini al mondo nel 2011, autore di una coreografia originale creata per il Museo Madre, dal nome “In Dialogue with Bob”, andata in scena durante l’opening del 14 e riproposta il giorno seguente. “Coreografia per una mostra” porta per la prima volta al museo d’arte contemporanea il progetto “Abballamm’!” di Laura Valente, che da tre anni vede la direzione artistica danza del Ravello Festival impegnare i migliori talenti del territorio in progetti che includono artisti come Dimitris Papaioannou, Marie Chouinard, Bill T. Jones. “Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra”: nell’originale connubio tra fotografia e danza, i ritratti prendono vita Un nuovo concetto di museo, un’inedita fruizione dello spazio espositivo, proposti dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che si propone come collante fra diverse espressioni artistiche: «Le opere del fotografo americano non erano mai state poste in un confronto diretto, prima d’ora, con quell’evidente componente performativa che sembra animarle. Una ‘danza’ fra opere e azioni coreografiche, che propone un’esperienza conoscitiva nuova delle opere dell’artista newyorkese, reinterpretate alla luce del dinamismo che scaturisce dai corpi ritratti, dai riferimenti alla scultura e alla pittura, dal trasporto sensuale e immediato suggerito proprio dalla ricerca di quella proporzione e perfezione formale che è una cifra costante della sua produzione. Sono caratteristiche, queste, che si accordano con la rigorosa disciplina fisica e con le evoluzioni dinamiche proprie della danza», spiegano i curatori Laura Valente e Andrea Viliani. Obiettivo della mostra è coniugare l’aspetto espositivo e quello coreografico: vari artisti interverranno, infatti, in vari punti strategici del percorso in dialogo con le opere amplificando le suggestioni che investiranno il pubblico. I creatori e gli interpreti delle performance non perdono mai di vista i temi delle fotografie di Mapplethorpe: i canoni dell’arte neoclassica, l’attenuazione delle differenze fra generi e identità sessuali, l’incessante contrasto bianco-nero, il quasi impercettibile confine tra dolore e piacere, l’aspetto più glamour del jet-set newyorkese a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, di cui Mapplethorpe fu tra i massimi rappresentanti. Sullo sfondo, continui richiami ad una Napoli costantemente in bilico tra vita e morte. Un diario di vita “senza […]

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Amici come prima: la conferenza di Boldi e De Sica all’Hotel Vesuvio

Amici come prima, la conferenza stampa Giovedì 20 Dicembre, nell’elegante ed esclusiva cornice della Sala Puccini dell’Hotel Vesuvio di Via Partenope (Napoli), Christian De Sica, Massimo Boldi e Maurizio Casagrande hanno tenuto una conferenza stampa sul loro nuovo film uscito nelle sale il 19 Dicembre: Amici come prima (Medusa Film, Indiana Production), la pellicola che sancisce una memorabile reunion tra Boldi e De Sica. Il legame di una delle coppie comiche più iconiche del cinema italiano, interrotto ben 13 anni fa dopo il loro ultimo cinepanettone “Natale a Miami” (2005, Neri Parenti), è ora rinato sulle ali dell’entusiasmo. Entusiasmo, ecco, forse è proprio questa la parola chiave, il Leitmotiv, di questo nuovo progetto cinematografico. Fin dal trionfale ingresso in sala, ornato dai flash dei fotografi, De Sica, con lo charme e l’avvenenza che da sempre lo contraddistinguono, racconta subito dell’entusiasmo che lo ha guidato nella realizzazione del film. Un entusiasmo donato dalla giovane età della troupe che li ha seguiti, ma soprattutto dalla ritrovata complicità con il partner. Una complicità ritrovata e non ricostruita come conferma Massimo, per l’appunto: «La nostra intesa era talmente sperimentata e collaudata da farci ritrovare subito l’entusiasmo di sempre, era come se il tempo non fosse passato, un giorno valeva l’altro». Infatti, entrambi smentiscono le voci su presunti litigi e divergenze che li avrebbero allontanati: «Il rapporto personale tra noi non si è mai incrinato, ma lui aveva firmato un contratto di esclusiva con la casa di produzione Medusa, mentre io ero legato alla FilmAuro di Aurelio De Laurentiis» precisa Christian. Balza subito all’occhio l’alchimia che scorre tra i due, coppia comica non solo sullo schermo ma anche dal vivo. Se nei film, De Sica è un avvenente seduttore e Boldi un personaggio dai tratti buffi e un po’ sfortunati, anche nella realtà Christian si destreggia con grande padronanza tra flash e interviste, ma, soprattutto, è molto attento a contenere l’esuberanza dell’amico Boldi, di cui tesse grandi elogi, definendolo un attore comico straordinario che riesce a conciliare in sé il candore e la follia di un bambino. Tempo degli ultimi scatti e delle ultime domande, i 3 prendono posto al tavolo e inizia così la parte clou della conferenza, incentrata principalmente sul film, sulla sua realizzazione e sulla buona riuscita al botteghino dove, a quanto pare, ha già raggiunto i 180mila euro di incassi dopo appena un solo giorno di proiezione; e passerà in breve, dalle 380 copie distribuite nelle sale, a 600 copie. La regia della pellicola è firmata Christian De Sica che però precisa di essere stato molto aiutato dal figlio Brando, il quale ha voluto omettere il suo nome nei credits per sfuggire all’etichetta di raccomandato: «La sua è stata una co-regia del film a tutti gli effetti, anche lui ha preferito evitare di aggiungere nei titoli di testa il suo nome al mio. Io mi sono occupato di recitazione degli attori, scene e costumi, mentre Brando ha curato i movimenti della cinepresa». Amici come prima, la storia Nel film De Sica […]

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La Mater Matuta di Mario Schifano: ricordando l’artista

Ricordando (1998-2018): Mario Schifano. Una mostra, questa presso la Baccaro Art Gallery (via Carmine 66, Pagani, Salerno), visitabile dal 15 dicembre 2018 al 31 gennaio 2019, a cura del presidente della Associazione Culturale “MM18” Davide Caramagna, che esibisce gran parte del ciclo sulla Mater Matuta di Schifano e che si inserisce nel solco delle celebrazioni del ventennale della scomparsa dell’artista Ci si può domandare, a questo punto, perché ricordare Schifano attraverso la Mater Matuta? Mario Schifano e Domenico Tulino: la storia di un ciclo pittorico Il ciclo di Madri di Schifano rappresenta, per così dire, un approdo e un ritorno biografico e artistico, in cui si concretizza la sua maturità pittorica e in cui si possono riconoscere le origini della sua ispirazione, scaturita dall’osservazione dei reperti archeologici di origine etrusca del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma) per  il quale ha lavorato da giovane. Ma come giunge alla Mater Matuta? Alla metà degli anni ’90 del secolo scorso, l’avvocato Domenico Tulino, con l’intento di raccogliere fondi ed appoggiare concretamente la missione umanitaria ad Asmara della sorella suor Pina Tulino, ha deciso di commissionare a Schifano un ciclo di opere da esibire a New York legate al concetto di maternità. Di qui lo studio e il confronto tra artista e imprenditore, che si indirizzò verso le Matres Matutae serbate presso il Museo Provinciale Campano (Capua) e che si concretizzò nella realizzazione di ventotto opere legate alla Mater (diciotto dipinti e dieci disegni). Si trattò, tuttavia, di un progetto che rimase in compiuto a causa della prematura scomparsa di Domenico Tulino, prima, e di Mario Schifano, poi, ma che la MM18 ha ripreso allo scopo di proseguirne il cammino. Ma cosa significa, per Schifano, la Mater Matuta? Mario Schifano e la Mater Matuta In occasione della recentissima presentazione dell’esposizione anch’essa celebrativa del ventennale della scomparsa dell’artista, Etruschifano. Mario Schifano a Villa Giulia: un ritorno (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, 13 dicembre 2018 – 10 marzo 2019) coordinato dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e promosso dallo stesso museo di Villa Giulia, cui la MM18 ha messo a disposizione cinque delle Madri di Schifano, suor Pina pronunciò delle parole che sembrano essere cruciali per comprendere il senso dell’ispirazione dell’artista: «mio fratello [Domenico Tulino] voleva che Schifano raffigurasse la maternità africana». Maternità africana: un concetto che l’artista, attraverso il suo percorso di studio, ricerca, suggestioni e ricordi è andato intrecciando con l’esperienza di un viaggio ad Asmara, dove la Congregazione del Buon Samaritano (fondata da suor Pina) dona, ad oggi, aiuto agli ultimi, in particolare ai bambini in difficoltà attraverso opere umanitarie; un concetto che si lega indissolubilmente alle tufacee sculture capuane, declinate secondo la personale sensibilità. I dipinti, se coerentemente affiancati l’un l’altro, restituiscono un percorso che parte dalla notte per arrivare al mattino, secondo il significato immediato della Madre del Mattino; un cammino della luce che si evince dal passaggio dello sfondo dal notturno profondo al dorato. Inoltre, i dipinti si legano profondamente alle Matutae di Capua, in […]

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Escher a Napoli – Siamo fatti della stessa materia dei sogni

C’è poco da annunciare, ormai, per quel che riguarda la mostra di Escher a Napoli, ospitata al PAN – Palazzo delle Arti dal 1° Novembre al 22 Aprile, visto il suo già conclamato e meritato successo di pubblico. Sono stati oltre 5.000 i visitatori della mostra solo nei primi 4 giorni di apertura, posizionando subito questa retrospettiva sul genio olandese tra le più quotate e meritevoli a livello nazionale e internazionale. Un pubblico eterogeneo, composto da cittadini e soprattutto turisti provenienti da tutto il mondo, ha invaso le stanze del PAN, godendo pienamente della possibilità di visitare, osservare i lavori del maestro Maurits Cornelis Escher e ascoltare le storie dietro di essi, con uno sguardo interessante pure sulle storie alle loro spalle. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea. Escher a Napoli, un ritorno a casa Qual è il numero esatto della bellezza? Esso ne ha uno? Verosimilmente no, la bellezza può stagliarsi in un solo elemento come dividersi in eguali parti tra tanti, creando una sola immagine capace di emozionare. Basterebbe un elemento della collezione Escher presente al PAN, uno solo, per trascinare le sensazioni dello spettatore in luoghi mai visitati, eppure in questo percorso si possono incontrare e approfondire circa 200 irripetibili emozioni. Per chi è ignaro, in parte o totalmente, del rapporto tra l’artista olandese Escher e l’Italia v’è una gradita sorpresa, la quale apre un mondo sull’uomo e sull’artista. Proprio in Campania, a Ravello, durante un lungo migraggio nel Sud Italia, Escher incontrerà Jetta Umiker, sua moglie e amore della sua vita, nel mezzo del suo soggiorno all’Hotel Toro (di cui abbiamo una testimonianza autografa) e saranno le architetture miste del Sud, quell’incrocio tra epoche e storie diverse (romane, greche e saracene) a colpirlo in particolar modo, aiutando e fomentando la sua maturazione artistica. Quelle città sul mare, dai tetti quadrati e dalla geometria affascinante, saranno per lui fonte di studio e lavoro, ne abbiamo una dimostrazione nell’opera Atrani, le cui forme geometriche ritorneranno dopo tempo in una delle sue opere più famose e mature: Metamorfosi II. Senza voler ulteriormente concedere anticipazioni sulle opere selezionate e di cui lo spettatore ha il diritto di godere con verginità nella mostra di Escher a Napoli, bisogna fare un plauso ai curatori Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea per aver saputo creare un percorso delizioso, pieno di informazioni e scorci sulla vita dell’artista, dove il gioco ci concede per pochi istanti di entrare nella sua mente geniale. Plauso anche ad Arthemisia che ha concesso alla città di Napoli e al Sud di ritrovare un uomo che ha amato questa terra e all’artista stesso un dolce ritorno a casa. Un viaggio, una bella traversata nei luoghi, nella vita e nella mente di questo geniale visionario, di questa mente capace di confondere e ricreare l’essenza stessa della realtà con la sua visione. Rovesciando il vero e […]

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Comunicati stampa

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano. La sua XVIII edizione si svolgerà durante tutto il mese di dicembre con tante novità e con una kermesse che strizza l’occhio alla comicità nazionale senza mai dimenticare le proprie origini e radici. I diversi luoghi che hanno accompagnato nella sua crescita Massimo Troisi ospitano oggi i numerosi spettacoli gratuiti e aperti al pubblico. Un’edizione che abbraccia il mondo del sorriso a 360° con l’indizione di diversi concorsi, i cui bandi resteranno aperti fino al 14 dicembre. Le competizioni nella categorie Attore Comico, Scrittura Comica e Corto Comico non saranno le uniche occasioni per esibire il proprio talento, infatti al Cremano Talent potranno dar prova della propria bravura tutti i giovani artisti sul territorio senza restrizioni di età o categoria. “Premio Massimo Troisi”, la presentazione del programma L’evento è stato presentato in una conferenza stampa durante la quale hanno preso la parola i responsabili della sua organizzazione, cogliendo l’occasione per illustrare il ricco programma previsto per la manifestazione di quest’anno. Il Sindaco Giorgio Zinno e il Direttore Artistico Paolo Caiazzo hanno inaugurato il dibattito, poi la parola è passata al regista Stefano Veneruso e la sceneggiatrice Anna Pavignano, con l’artista Lello Esposito, per entrare nel dettaglio delle novità che caratterizzano la XVIII edizione. “Quest’anno il Premio è diventato maggiorenne. Alla XVIII edizione vi saranno conferme e novità – ha dichiarato il Sindaco Zinno – Il “raggio Troisi” si è allargato con ospiti nazionali senza mai dimenticare lo spirito originario della kermesse che si basa sulla ricerca e valorizzazione dei talenti comici. Grazie alla Regione Campania che ha dimostrato di credere nel nostro Premio investendo sulla nostra città”. “Spettacoli, mostre, eventi, ospiti, concorsi: un grande evento contenitore culturale nel nome e nel ricordo di Massimo: questo è il Premio Troisi che mi pregio di dirigere per il secondo anno come Direttore Artistico – ha detto Caiazzo al margine della conferenza – accanto a me ho voluto per questa edizione le persone che hanno Massimo nel cuore e che hanno trascorso con lui momenti importanti di vita: è il caso di Enzo Decaro, Stefano Veneruso, Anna Pavignano come anche Gianni Minà. Il cuore quindi è al centro di questa edizione per il campus medico cardiologico, per il nuovo trofeo il “Minollo d’oro” di Lello Esposito e tante attività organizzata da uno staff che, nel nome di Massimo Troisi, ci sta mettendo… il cuore. E poi ci sono i giovani, che saranno i veri protagonisti della kermesse dedicata al talento e alla comicità”. Gli spettacoli  Venerdì 14 Dicembre ore 21,00 – FONDERIA RIGHETTI Spettacolo del LABORATORIO TEATRALE Massimo Troisi diretto da Eduardo Tartaglia realizzato durante l’edizione precedente del Festival. Sabato 15 Dicembre ore 21,00– FONDERIA RIGHETTI Come Alice Nel Paese Delle Meraviglie – spettacolo a cura dell’associazione teatrale “Uno spazio per il teatro” di Vincenzo Borrelli ed operante nel Centro Teatro Spazio. Domenica 16 Dicembre ore 19,30 – VILLA PIGNATELLI DI MONTECALVO Rosalia Porcaro : spettacolo – monologo Venerdì 21 Dicembre ore […]

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Più libri più liberi 2018, il racconto di questa 17° edizione

Più libri più liberi, la Fiera Nazionale della piccola e media editoria che si è svolta a Roma dal 5 al 9 dicembre, tiene alto anche quest’anno l’intento che nasce nel nome che porta. Promuovere la cultura e il sapere attraverso la lettura è l’obiettivo che la manifestazione ha cercato in questa diciassettesima edizione, con successo, a raggiungere; informazione e divulgazione al servizio dei cittadini, che insieme a tutti i 545 editori, agli autori e all’organizzazione stessa, ha permesso ancora una volta a credere con fermezza all’importanza della conoscenza, nell’atto più semplice che si possa: riscoprendo un libro. La fiera, appuntamento culturale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente, promossa ed organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), nella sede del Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group, si è messa anche quest’anno a sostegno della cultura, permettendo ai ragazzi di vivere un’esperienza edificante grazie ai numerosi eventi dedicati; inoltre, tante le iniziative internazionali, che hanno permesso il confronto con tutte le editorie europee – grazie a ALDUS e al Right Centre – volta a comprendere non solo la realtà di altri mercati (presentati i risultati di una indagine che ha rivelato che l’editoria italiana continua a guadagnare spazio all’estero: tra il 2014 e il 2018, infatti, i titoli venduti all’estero sono aumentati del +36,5%), ma anche quanto sia importante proprio il confronto culturale di più ampio respiro. Tanti gli ospiti a Più libri più liberi 2018, che anche quest’anno ha attirato tanti visitatori (100 mila presenze) bissando quasi quelli dell’anno precedente, tra i quali Joe Lansdale, che ha affrontato nella sua intervista temi toccanti, dal razzismo, alla paura, alla situazione politica americana, tutti interventi sotto il filo dell’umanesimo, grande tematica della fiera, per un messaggio importante, che i libri possano avvicinare e mai dividere. Ancora, importante la presenza della scrittrice e premio Pulitzer Jhumpa Lahiri, che ha raccontato dell’importanza delle lingue come strumento per oltrepassare i confini. Michael Dobbs, il creatore di House of cards ha invece affrontato la tematica politica; e ancora autori come Pinar Selek, Abraham Yehoshua, Patrice Nganang, hanno permesso di avvalorare il successo che anno dopo anno sta conquistando la manifestazione. Più libri più liberi 2018, uno sguardo verso il futuro A Più libri più liberi uno sguardo anche al futuro, quello dell’editoria e della distribuzione, ma anche in un certo senso uno sguardo sociale, idee e eventualità che potrebbero avvicinare gli italiani ancora di più alla lettura, sfruttando le dinamiche attuali, dove ci si sposta sempre di più sul web e sulla divulgazione e la comunicazione digitale. E si lavora già per la prossima edizione: «grande festa del libro e del mondo della cultura – dichiara Anna Maria Malato Presidente di Più libri più liberi – che ha visto la partecipazione di un pubblico attento, colto e interessato, proveniente non solo da Roma ma da ogni parte dell’Italia. Siamo molto soddisfatti per l’attenzione che tramite la nostra manifestazione siamo riusciti a dare ad un tema complesso come […]

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Comunicati stampa

La luce del Natale 2018: il Natale a Minori

La luce del Natale 2018 (rassegna natalizia minorese quest’anno alla sua X edizione), si svolge dal 16 novembre al 13 gennaio e presenta un ricco programma di eventi e attività. Esibizioni musicali, spettacoli (fra cui La cantata dei pastori e Napoli Milionaria), cerimonie religiose e inaugurazioni di interessantissimi momenti artistico-poetici: tutto ciò è La luce del Natale 2018, un lungo procedere fra musica, arte, poesia, danza, religione nella cornice affascinante del comune di Minori (in provincia di Salerno). La luce del Natale 2018: fra gli spettacoli in programma, La cantata dei pastori e Napoli Milionaria Fra gli spettacoli proposti ne La luce del Natale 2018, si ricordano La cantata dei pastori, con Peppe Barra (che ne cura anche la regia) nel ruolo di Sarchiapone (sulla musica originale e sui testi di Roberto De Simone) e Napoli Milionaria (sull’originale opera di Eduardo De Filippo) messa in scena – nell’ambito de La luce del Natale 2018 – dalla Compagnia teatrale “Il Proscenio”. (Il programma è finanziato dalla Regione Campania con l’intento di valorizzare le chiese barocche monumentali della Campania). La cantata dei Pastori sarà messa in scena il giorno 11 dicembre alle ore 20.30 presso la basilica di Santa Trofimena di Minori, in collaborazione con la Regione Campania, la Società Campana Beni Culturali, l’Arcidiocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni e la Parrocchia di Santa Trofimena di Minori. La regia dello spettacolo è curata da Peppe Barra (che interpreta nella Cantata dei pastori il personaggio di Sarchiapone), le musiche sono di Roberto De Simone, Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo. Lo spettacolo rappresenta con rimaneggiamenti e reinterpretazioni l’originale opera di Andrea Perrucci (scritta nel 1698), che rappresenta uno dei testi precipui del teatro barocco partenopeo. Napoli milionaria sarà reinterpretata dalla Compagnia Il Proscenio per 8 serate (25, 26, 29, 30 dicembre; 1, 2, 3, 6 gennaio) presso il Palazzo delle Arti di Minori (è necessaria la prenotazione al numero telefonico 089877087, uffici della ProLoco di Minori). Fra gli interpreti: Andrea Reale, Salvatore Bonito, Valerio D’Amato, Antonio Proto, Enzo Oddo, Anna Dumas, Trofimena Bonito, Annamaria Esposito, Luciana Esposito, Antonietta Caproglione, Mattia Ruocco, Giovanni Citarella, Antonio Mansi, Federica Civale, Armando Malafronte; regia di Lucia Amato. La luce del Natale 2018: la rassegna in dettaglio 16 novembre ore 16.00 – Basilica di Santa Trofimena Inizio della seconda fase della Peregrinatio delle Sacre Reliquie nei paesi della Costiera (Agerola, Furore, Conca de’ Marini, frazioni di Amalfi, Praiano, Positano, Amalfi centro ed Atrani). 24 novembre ore 19.30 – Piazza Umberto I Accoglienza delle Sacre Reliquie di Santa Trofimena rientranti da Atrani e Cerimonia di accensione dell’Albero di Natale – Processione fino alla Basilica di Santa Trofimena. Esibizione del gruppo “Symphonia Costa d’Amalfi”. 25 novembre ore 16.30 – Centro storico e Piazza Umberto I Secondo Raduno Zampognaro “I Suoni del Natale” – musiche e canti tradizionali natalizi con la partecipazione di gruppi di zampognari; ore 19.00 – Sagrato della Basilica di Santa Trofimena Esibizione dei gruppi di zampognari 27 novembre ore 18.00 – Basilica di Santa Trofimena Solenne chiusura […]

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Robin Kennedy all’Intragallery: Snack Bar Olympia

Inaugurata il primo dicembre, Snack Bar Olympia di Robin Kennedy è la nuova esposizione temporanea della galleria d’arte contemporanea Intragallery Robin Kennedy, artista americana già nota sul territorio nazionale per mostre come Bride of Pluto e Shadow Boxing, si è lasciata intrigare dall’immortale capacità comunicativa del mito, conosciuto attraverso le sculture che ne recano perenne memoria. Fin dal mondo arcaico, il solenne atavismo dell’universo del forte sentire ha trovato piena incarnazione nelle sfumature chiaroscurali del racconto mitologico, incutendo timore o estrema devozione. Snack Bar Olympia è un tributo al cuore del mito, l’involucro che ha meglio saputo preservarlo e che echeggia ancora della vivacità delle sue storie: Napoli. Culla della civiltà greca, nata nel segno dell’amore esasperato di Partenope, ospita adesso le divinità in scultura di Robin Kennedy. L’artista le immagina in un pantheon irriverente, riunite come al bar e svincolate dalla celebrazione solenne che le ha viste più volte protagoniste. Di queste, Robin Kennedy restituisce solo le teste, in sculture in gesso patinato a calce. La sua è una chiara sfida con se stessa: realizzare la pianezza in un frantume, riportare la vita negli incavi della materia, lavorata con grande cura. In questo modo l’artista rende palpabile la nodosità della rampicante barba di Re Mida, maestose le acconciature delle muse Calliope e Pasithea, comunicativi gli sguardi di Eolo e Kronos. Questa dovizia si accompagna alla necessità della rappresentazione della complessità dell’umano, che solo il mito è da sempre in grado di insegnarci. Le sculture della Kennedy possono essere ruotate dal visitatore grazie a un sistema dinamico di sospensione realizzato con la collaborazione degli ingegneri di Spoleto, con i quali l’artista è in stretto contatto per progetti precedenti. La mostra assume toni più intimi nella seconda sala della galleria. Inscenata è la sequenza teatrale di Baubo, la divinità dell’osceno che si narra fosse priva di testa e comunicasse con la vagina. I suoi toni libidinosi servirono a rallegrare la dea Demetra, distrutta dalla perdita della figlia Persefone, oggetto del desiderio di Plutone, divinità infernale. I due personaggi trovano nella mostra di Robin Kennedy grazie alla figura chiave di Baubo un rinnovato dialogo. La figura di Persefone nell’immaginario dell’artista americana si rende manifesto stesso dell’atto creativo. Plutone si invaghisce di lei fra tutte le donne per quel colore che portava nell’incedere, per il suo tocco con il quale non solo conosceva la realtà, ma la creava. Pia Candinas, curatrice della mostra Snack Bar Olympia, parlando di Persefone ricorda il punto di vista dell’artista: «riflettendo sulle lunghe vicende che seguono la storia di Plutone e Persefone, Kennedy ipotizza che non vi fosse stato un legame carnale che univa la coppia, visto che da questo amore non sono stati generati figli, ma che, piuttosto, vissero in connubio e in serenità, legati solo dalla passione per la bellezza». «Ciò che chiedo al futuro è una macchina per il passato», le parole di Robin Kennedy Il contemporaneo è connotato dalla velocità, l’indifferenza. Il mito, che l’artista crede di aver appena graffiato in superficie, si fa […]

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