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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 365 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Miriam Nobile ha presentato a Telese “Osare sempre…non arrendersi mai”

La giovanissima Miriam Nobile ha presentato a Telese Terme il suo libro “Osare sempre…non arrendersi mai”, con la collaborazione dell’Istituto d’Istruzione Superiore Telesia, del Cinema Teatro Modernissimo, che ha ospitato l’evento, e con la partecipazione straordinaria di Giusy Versace. La manifestazione, svoltasi il 12 novembre alle 10.30, ha registrato una considerevole presenza di giovani, di docenti del Telesia, di componenti dell’Amministrazione comunale telesina, dell’Arma dei Carabinieri e del Comandante Provinciale Alessandro Puel, del corpo di Polizia e dell’intera comunità del borgo sannita. In sala la giornalista Maria Grazia Porceddu, moderatrice dell’incontro, la straordinaria autrice Miriam Nobile, sua sorella Sefora, il Prof. Pietro Meola e Giusy Versace. Miriam Nobile insegna come “Osare sempre…non arrendersi mai” Straordinaria Miriam, perché la scrittrice è una ragazza che frequenta la IV S A dell’Istituto Telesia, che col suo libro ha voluto sfidare i cosiddetti “normali” ad aprirsi ad un nuovo mondo, il suo, quello di chi è affetto da disabilità, e lo ha fatto con una gioia, con una intensità che ha toccato nel profondo tutto il pubblico che lunedì mattina si è raccolto a Telese per la presentazione di Osare sempre…non arrendersi mai. Il vescovo Don Domenico Battaglia, intervenuto per i saluti insieme all’Ispettrice MIUR Domenica Di Sorbo, ha definito l’incontro con Miriam “un momento di grazia” e si è detto colpito da due aspetti di cui l’autrice parla nel suo libro: credere in se stessi ed essere capaci di dare amore e di aiutare gli altri, istanze che gli hanno permesso di invitare i ragazzi in sala ad “abitare veramente la vita, di essere sempre dalla parte dell’esistenza e viverla fino in fondo”. Perché non a me? Informale ma ugualmente toccante è stato l’intervento di Giusy Versace, deputata, atleta paralimpica e scrittrice. Fonte di ispirazione per Miriam, Giusy Versace ha parlato della formula, soggettiva, con cui ciascuno trasforma le tragedie in possibilità. Il momento in cui ha razionalizzato questa sua tecnica è stato a Lourdes quando, dopo aver avuto un grave incidente stradale, nel quale ha perduto entrambe le gambe, all’età di 28 anni, la domanda “Perché a me?” è diventata “Perché non a me?”. Questo l’ha portata a rivalutare le sorprese che la vita imprevedibilmente offre, a scoprire lo sport come terapia sociale, di inclusione e come metodo per acquisire praticità, e a scrivere un’ autobiografia, Con la testa e con il cuore si va ovunque (Mondadori).  La forza di volontà e l’amore per la vita hanno aiutato la Versace ad andare avanti: il pianto di dolore fatto il giorno che ha mosso il primo passo dopo l’incidente è così diventato il pianto di gioia della sua prima corsa, quando ha percepito la voglia di “andare a prendersi il mondo” e di riuscire in un’azione per molti ritenuta impossibile. Intervistato dalla Dott.ssa Porceddu, il Prof. Meola, che ha collaborato alla stesura del libro, ha raccontato che Osare sempre…non arrendersi mai è nato quasi per gioco, per un’intuizione vincente avuta a scuola. Miriam ha selezionato momenti particolari della sua vita, che sono stati riportati su […]

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Il Merito di Napoli, presentazione Collana di libri

Il 12 novembre, al PAN– Palazzo delle Arti Napoli, viene presentato Il Merito di Napoli, un progetto editoriale della Rogiosi Editore in collaborazione con l’Associazione Culturale “Creativi Attivi”, che si è occupato di pubblicare le migliori tesi di laurea in ambito napoletano, di tema umanistico, tramutando i testi scritti da addetti al mestiere in testi divulgativi. «Un’impresa ardita, ma un’idea fondamentalmente semplice: premiare il merito, da cui il nome della collana, Il Merito di Napoli», spiega il coordinatore Gianpasquale Greco. Gli autori de Il Merito di Napoli Marina Diano, “Fabrizia Ramondino tra Napoli e il Mondo” Fabrizia Ramondino è da considerarsi “la scrittrice dei napoletani”. Un’autrice morta nel 2008, ancora poco conosciuta e indagata, nonostante abbia viaggiato tanto e fatto sentire la sua voce un po’ovunque. Un peccato, se consideriamo che proprio l’Italia, patria che lei sentiva così cara, purtroppo non le ha dato il merito che le era dovuto. La scrittrice che viene riesumata nelle pagine della tesi di Marina Diano è una donna che ha sperimentato ogni realtà possibile legata alla penna e alla cura del prossimo. Luigi Casaretta, “L’avvento dei Motori. L’automobilismo nella Napoli del primo Novecento” Un testo di carattere storico quello di Luigi Casaretta, che parla della breve stagione in cui Napoli ha avuto una centralità impensata nell’industria delle quattro ruote. Quest’opuscolo passa per il marketing, per la pubblicità, per le relazioni tra le aziende rivali, riportando ai lettori anche le preoccupazioni degli imprenditori e commentando criticamente le motivazioni delle sorti della breve avventura partenopea dell’automobilismo. Alessandra Trifari, “La fortuna di Caravaggio nell’Ottocento Napoletano” La tesi di Alessandra Trifari è una tesi concernente l’ambito di Archeologia e Storia dell’Arte. Si occupa della storia dell’arte moderna e, prevalentemente, della fortuna e dell’eredità di Caravaggio in un secolo nel quale l’artista era, a stento, conosciuto e compreso. L’autrice rilancia il “caravaggismo” e il rapporto di questo immenso artista con al città di Napoli. Rosaria Carlomagno, “Il sistema dell’arte contemporanea a Napoli: gallerie, fondazioni, musei” Rosaria Carlomagno analizza il versante “pratico” dell’arte a Napoli, dal secondo Novecento fino a oggi, tirando le somme sul senso, sulle attività e sugli indirizzi del mercato dell’arte. Si tratta di uno studio che dà una visione situata a metà tra la panoramica tout-court e la riflessione storica. Stefano Cortese, “Le mie stagioni” Quello di Stefano Cortese è il testo più sui generis della Collana, in quanto è un’edizione critica dell’autobiografia di un non-autore, Carmine Forgione. Un uomo del Sud, di estrazione contadina e di valori tradizionali, che si fa osservatore della propria vita allo specchio dei principali eventi del Novecento. Un testo che affonda le sue radici in quel genere di letteratura “semicolta”. Si tratta dell’autobiografia di una persona che, per sue condizioni personali, non ha mai avuto l’opportunità di accedere a degli studi, e che la propria istruzione se l’è creata da sé, per quell’ostinato, innato e, alle volte, disgraziato amore per la cultura, che se anche non ci fa diventare degli studiosi, ci tiene comunque in vita. Anna Rita Rossi, “L’arcipelago Imbriani” […]

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Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà

Parte la decima edizione di Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà, il salotto letterario creato e diretto da Claudio Finelli, a partecipazione gratuita! Parte la decima edizione di Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà, il salotto letterario creato e diretto da Claudio Finelli, con un fitto calendario di appuntamenti pomeridiani (tutti ad ingresso gratuito, con inizio alle 18.30), che da ottobre 2018 a maggio 2019 animeranno l’elegante salotto del Chiaja Hotel De Charme. Anche quest’anno la manifestazione, con uno sguardo privilegiato alle discriminazioni fondate su identità di genere e orientamento sessuale, presenta libri e autori che raccontano storie dalle tematiche svariate quali l’ omofobia, l’omotransfobia, la discriminazione verso le donne, la discriminazione presente nella realtà del mondo adolescenziale, la solidarietà giovanile, l’emancipazione femminile e la vittoria sulle malattie. Tutte queste storie,  se non fossero presentate e descritte, rischierebbero di restare nell’ombra; in realtà sono vicende raccontate che riescono a coinvolgere e a far riflettere tutti. Il fil rouge di tutte le conferenze di Poeté 10&Lode Dieci Anni di Letture e Libertà che si susseguiranno é l’importanza assoluta dei valori dell’ AMORE, della SOLIDARIETA’ e dell’INCLUSIONE SOCIALE, che riuscirà a creare una mentalità nuova ed aperta agli ospiti, affinché si possa vivere in un mondo libero e senza pregiudizi. Come accaduto nelle precedenti edizioni, le conferenze letterarie di Poetè intendono focalizzare gli incontri su temi importantissimi quali la fratellanza, la sorellanza, la solidarietà, perché solo vivendo in una società più solidale ed unita, saremo in grado di garantire un mondo in cui l’amore trionfa finalmente sull’odio e sulla cattiveria e sulle discriminazioni di ogni genere. La manifestazione ha il sostegno morale della Regione Campania, della Consigliera delle Pari Opportunità della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Napoli ed il costante supporto di diverse associazioni tra cui l’Arcigay Napoli, il Coordinamento Campania Rainbow, Napoligaypress, la Fondazione Genere Identità Cultura e tante altre. Conferenza Stampa di Poeté 10&Lode Durante la conferenza stampa per presentare Poeté 10&Lode – Dieci anni di Letture e Libertà, tenutasi il 25 Ottobre 2018 presso il Comune di Napoli – Sala Giunta, erano presenti il direttore artistico Claudio Finelli, l’Assessore alla Cultura e Turismo Gaetano Daniele, l’Assessore alle Pari Opportunità Simonetta Marino e il direttore del salotto Chiaja Hotel De Charme Pietro Fusella. L’intervista iniziale all’ Assessore Gaetano Daniele termina con il focus della conferenza stampa: “L’amore è il motore della vita che genera libertà!“ All’inizio della conferenza ha introdotto il salotto letterario Poeté Claudio Finelli con le seguenti parole: «Dieci anni: un anniversario importante, un punto d’arrivo, dal quale guardare con orgoglio a questo viaggio iniziato per caso nel lontano 2008. Un punto da cui ripartire, con sempre maggiore consapevolezza, per creare spazi di libertà e condivisione evocando memorie, voci e suggestioni. In dieci anni, Poetè ha cercato le chiavi più efficaci per aprire l’uscio del nostro immaginario e creare una nuova cultura libera. Con Poetè si sogna di creare un mondo più giusto e inclusivo in cui tutti si […]

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A Telese la presentazione di Aquapetra Parco d’Arte

La prima edizione di Residenza d’artista Aquapetra Parco d’Arte è stata inaugurata domenica 28 ottobre alle ore 12.00. L’iniziativa, promossa dalla Collezione Agovino, in collaborazione con Aquapetra Resort & Spa, ha previsto anche la presentazione del secondo catalogo della Collezione dedicato alla mostra Frammenti di Paradiso (CURA.BOOKS), tenutasi nell’aprile scorso a Napoli presso la Chiesa di San Giuseppe delle Scalze. In occasione dell’evento sono stati esposti due lavori degli artisti in Residenza già appartenenti alla Collezione Agovino: Mosaico, opera in marmo 2012-2016 della piacentina Chiara Camoni e l’installazione Frame del messicano Martin Soto Climent. Fabio Agovino ha presentato il progetto, realizzato con Domenico e Patrizia Tartarone, proprietari di Aquapetra, spiegando che l’idea della Residenza d’artista, dato il connubio da sempre esistito tra natura e arte, è nata per permettere un dialogo tra il parco del resort di charme e l’arte contemporanea. Francesca Blandino, coordinatrice di Parco d’Arte, ne ha ricondotto la genesi alla passione per il settore artistico di Fabio Agovino e Domenico Tartarone, che hanno condiviso la visione di ridisegnare nell’immaginario questo resort, che ha energia estetica e spiritualità insieme. Aquapetra accoglierà nel corso dell’anno un artista nazionale e uno internazionale in Residenza, per  vivere appieno il luogo e percepirne le infinite suggestioni come fonte di ispirazione creativa. I primi artisti scelti – dal 22 al 31 ottobre – sono stati Chiara Camoni e Martin Soto Climent. Durante la loro permanenza, hanno avuto la possibilità di lavorare ad un progetto scultoreo site-specific. Le opere prodotte saranno presentate nella primavera 2019 e costituiranno il primo nucleo del Parco d’Arte Aquapetra.  Chiara Camoni, prendendo la parola, ha raccontato parte della sua esperienza in Residenza, commentando che la prima cosa che ha avvertito ad Aquapetra è stata la sensazione di sentirsi a casa. Incisivi sono stati anche la percezione del territorio, perché il resort invita a guardare il paesaggio, lasciando trapelare in questo aspetto il profondo amore che nutre per la natura che lo circonda, e l’amore per le persone, condiviso da tutto il personale, che da dieci anni rende Aquapetra modello e riferimento per tutto il Sannio beneventano. Nella maison de charme c’è intensità emotiva, un sentire profondo e una sensazione latente di sentirsi un po’ speciali. Andrea Viliani, direttore del Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina, ha concluso la presentazione citando la definizione di “entusiasmo” che Agovino inserisce nel libro presentato. Per lui l’arte rappresenta esattamente “il furore interiore scatenato dall’invasione di una misteriosa forza divina”, riportato da Agovino nella definizione, un sentimento intenso e irrazionale che tenta di superare l’insensatezza della realtà. L’arte nel terroir di Aquapetra per svelarne le potenzialità. Per definire il progetto pregno di entusiasmo, avviato ad Aquapetra, Viliani usa il termine terroir, terreno che non è solo una composizione fisica ma tutta una serie di strati, di riflessioni, di valori antropici, di modalità con cui l’uomo scopre ed esalta le risorse di un territorio. Portare dunque all’interno del terroir di Aquapetra l’arte contemporanea  significa scoprirne le potenzialità, sperimentarle, applicarle nel tempo e migliorare la visione olistica del resort, in cui tutti gli […]

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Figli d’ ‘a Madonna alla Chiesa della Santissima Annunziata

L’appuntamento è domenica 28 ottobre fuori la Chiesa della Santissima Annunziata, a pochi passi da piazza Garibaldi e dalla stazione centrale. In un pomeriggio sonnacchioso e umido di pioggia si è svolta la visita guidata teatralizzata della basilica, rivelatasi uno scrigno di preziosità nascoste e sconosciute ai più. In occasione del 700enario della sua costruzione, l’associazione NarteA ci ha presi per mano e accompagnati alla scoperta di questi tesori, attraverso lo spettacolo Figli d’ ‘a Madonna, con la guida curata da Matteo Borriello e la regia di Antimo Casertano. “Figli d’ ‘a Madonna” alla chiesa della Santissima Annunziata, quando abbandonare i propri figli era una pratica diffusa Per celebrare appieno il compleanno della fondazione della congregazione che si occupava di accogliere i bambini abbandonati nella ruota degli esposti, l’associazione culturale NarteA ha dato vita ad una rassegna di spettacoli dal titolo 1318-2018 L’annunziata Maggiore: una bellezza lunga sette secoli. Nel tempo la congregazione legata alla basilica e che si occupava dei bambini abbandonati crebbe sempre più: nel 1343 la moglie di Roberto d’Angiò, Sancha D’Aragona, provvide a trasformare la congregazione in Real Casa dell’Annunziata di Napoli. Inizialmente non solo la chiesa ne faceva parte, ma all’accoglienza degli orfanelli erano preposti anche un ospedale, un convento, un ospizio ed un conservatorio. La chiesa al suo interno è un capolavoro di proporzioni geometriche, grazie alla ristrutturazione iniziata da Luigi Vanvitelli e terminata dal figlio Carlo. Non molti la conoscono, probabilmente soprattutto a causa di una posizione un po’ fuori dai margini del centro storico e dagli itinerari turistici: per visitarla, infatti, bisogna spostarsi all’interno dei vicoletti della piazza antistante Porta Capuana. Tuttavia la deviazione vale la pena: appena dentro, l’atmosfera raccolta stordisce lo sguardo di chi vi entra la prima volta; stordisce ancora di più la storia della sua costruzione, ricca di leggende e legata soprattutto, come anticipato, al fenomeno dell’abbandono dei bambini molto piccoli, pratica molto diffusa a partire dal Medioevo. Una delle scoperte più sorprendenti di questa visita consiste nell’apprendere che anche il famosissimo pittore e scultore Vincenzo Gemito fu abbandonato e accolto dalla Santa Casa. Uno dei personaggi che prendono vita sulla scena sarà proprio il pittore da giovane, interpretato proprio dal regista Antimo Casertano. Le meraviglie custodite all’interno della chiesa della Santissima Annunziata sono molteplici: la visita guidata si sposta su un itinerario che comprende il passaggio dal corpo centrale della struttura a quello defilato della sagrestia, passando dinanzi alla Cappella Carafa decorata in marmi policromi, che offre l’idea di come la chiesa era all’inizio, prima che un incendio ne distruggesse l’interno. La sagrestia, poi, è un capolavoro di stucchi e affreschi di Belisario Corenzio sulla volta, mentre il perimetro della stanza è contornato da armadi in legno decorati con disegni in rilievo e impreziositi da oro che ormai ha perso la sua vivacità. Infine si passa alla cripta, in cui sono custoditi busti in legno dei santi martiri di Lesina. Dunque, grazie a NarteA, che da sempre si occupa di animare le visite guidate ricreando scenari e personaggi dai […]

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I De Filippo a Castel dell’Ovo per una monumentale mostra

I De Filippo, il mestiere in scena: una monumentale mostra sulla famiglia De Filippo vi farà scoprire, attraverso un percorso tematico, segreti e materiali inediti di un’eccellenza napoletana nel mondo! Nella cornice del Castel Dell’Ovo, Sabato 27 Ottobre è stata presentata alla stampa la mostra monumentale “I De Filippo, il mestiere in scena“. La scelta del luogo non è casuale: il Castello è un simbolo della città, così come simbolica è l’attività teatrale dei De Filippo, che ci ha lasciato un patrimonio umanistico impossibile da ignorare. La mostra, fortemente voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla cultura e al Turismo, è a cura di Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia, Presidente di C.O.R e organizzatore generale del progetto. L’esposizione si avvale della collaborazione di importanti sponsor quali l’Istituto Luce-Cinecittà, la Fondazione Eduardo De Filippo, SIAE – Società Italiana Autori e Editori, RAI – main media partner e Rai Teche, con la partecipazione del Gabinetto Letterario Vieusseux, e con il sostegno di BPER Banca, Gratta e Vinci e dell’azienda agricola Scovaventi. Per l’occasione, il sindaco De Magistris ha tenuto un discorso che muove dal profondo orgoglio di vivere questo momento storico. Puntare sulla mostra, infatti, vuol dire puntare sulla cultura, che è la più potente arma di riscatto di un popolo e fonte di dignità per chiunque si trovi in difficoltà. Chi incontra la cultura, dice, ha uno scossone interiore che riesce a riportare sulla dritta via, ed è questo l’intento che il progetto vuole perseguire. Una mostra monumentale nell’intento ma anche nella quantità di materiale esposto al pubblico: attraverso più di 70 costumi di scena, locandine, copioni manoscritti, foto e video inediti, conservati in archivi privati o dagli eredi De Filippo, lo spettatore può incontrare Eduardo nei film, nelle sue poesie, nelle sue canzoni e vivere l’austero rigore, la forza e la passione che sempre lo hanno mosso, consacrandolo alla Storia. Il percorso vanta dieci tappe, dieci significative sezioni per conoscere i De Filippo a tutto tondo, dalle proiezioni dell’Istituto Luce con la regia di Roland Sejko, alle sale dedicate ai componimenti, ai prodotti cinematografici, alle rappresentazioni teatrali, fino alle amicizie di Eduardo, il successo del suo teatro a livello mondiale e i protagonisti di questa celebre famiglia. I De Filippo, il mestiere in scena: l’impatto scenico del Salone Italia Ed è raccontando la famiglia De Filippo e la sua arte, i suoi personaggi nei quali ognuno di noi può rispecchiarsi, che si vuole avvicinare soprattutto i giovani al teatro, che può e deve essere di tutti, come spiega Tommaso De Filippo, figlio di Luca. Carolina Rosi ha definito l’iniziativa “un omaggio alla grande famiglia Scarpetta/De Filippo che del ‘mestiere’ ha fatto un momento unico, straordinario e allo stesso tempo collettivo di riflessione condivisa; perché il teatro questo fa: parla del nostro tempo, della nostra vita, al di là dei tempi e degli spazi”. “Questa esposizione vuole essere anche un omaggio al nostro paese – aggiunge Rosi – al nostro grande […]

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Tre Bicchieri 2019, torna l’evento wine più atteso dell’anno

Dopo la splendida edizione 2018, torna uno degli eventi più attesi dell’anno: Tre Bicchieri 2019 Sarà l’Eurostars Hotel Excelsior (Via Partenope 48 Lungomare di Napoli) ad ospitare, domenica 28 ottobre, l’edizione 2019 della kermesse dedicata ai vini migliori d’Italia. Città del Gusto Napoli, il network di divulgazione enogastronomica e grandi eventi del Gambero Rosso, ha scelto per l’occasione un’ampia selezione tra le etichette premiate con i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2019, volume che da oltre 30 anni racconta lo scenario vitivinicolo d’Italia più autorevole e d’élite, i cui protagonisti sono le zone nelle quali da sempre  lo si produce così come il nuovo scenario enoico. Con oltre 2500 produttori censiti (tra loro 129 new entry per l’edizione 2019) e quasi 23mila vini, la guida, tradotta ogni anno in inglese, tedesco, cinese e giapponese, è un riferimento internazionale per gli addetti ai lavori, gli appassionati del settore ma non solo. Quest’anno sono 54 i produttori che debuttano con i Tre Bicchieri (in totale 447 le etichette che ottengono il massimo riconoscimento), ma la guida segnala anche una novità, i Tre Bicchieri Verdi, assegnati ai vini di aziende biologiche o biodinamiche certificate, che quest’anno sono ben 102. Eccellenze che spesso sono alla portata di tutti, dato che 92 tra i vini premiati si possono trovare in enoteca per meno di 15 euro. Saranno ben 20 le aziende campane: Donnachiara, Alois, Marisa Cuomo, Antonio Caggiano, Nanni Copé, Cantine Astroni, Tenuta del Meriggio, La Pietra di Tommasone, Cantine dell’Angelo, La Guardiense, Terre Stregate, San Salvatore, Contrade di Taurasi, Villa Raiano, Montevetrano, Mustilli, Casebianche, Fontanavecchia, Feudi di San Gregorio, Ettore Sammarco. Ben rappresentato il Piemonte con 8 (Gaggino, Vite Colte, Nicola Bergaglio, Montalbera, Marchesi di Barolo, Tenuta Tenaglia, Pico Maccario, Gianni Doglia), la Toscana con 7 (Piaggia, Podere Sapaio, Orma, Tenuta Sette Ponti, Frescobaldi, Tenuta La Parrina, Petra), seguito da Lombardia con 6 (Ferghettina, Monsupello, Lantieri de Paratico, Contadi Castaldi, Bellavista, Ca’ di Frara), il Veneto ne conta 5 (Masi, Leonildo Pieropan, Canevel, Sorelle Bronca, Andreola), 4 il Friuli Venezia Giulia (Tiare, Tenuta Luisa, Jermann, La Tunella), 3 la Puglia (Felline, Coppi, Tenute Rubino), 2 per Sicilia (Feudo Maccari, Donnafugata), Trentino (Ferrari, Moser) e Marche (Marotti Campi, Velenosi), una azienda per l’Abruzzo (Villa Medoro), Lazio (Antiche Cantine Migliaccio), Liguria (Cantine Lunae Bosoni) e Umbria (Tenuta Castelbuono). A guidare gli ospiti della serata saranno i sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier, con la delegazione di Napoli e della Campania. Non mancheranno, inoltre, i grandi nomi dell’enologia italiana così come importanti produttori nazionali, pronti ad arricchire la serata con la loro esperienza. Tre Bicchieri 2019. vino e non solo Durante l’evento, in linea con il mood della serata, ci sarà in abbinamento una serie di degustazioni di primissimo piano. Il percorso, realizzato dalla Città del gusto Napoli, vedrà al timone lo Chef Giovanni Pastore, già chef del Gambero Rosso Napoli ma attualmente coinvolto in esperienze internazionali alle Maldive e in Tanzania, insieme agli allievi della Gambero Rosso Academy Napoli. Gli ospiti di Tre Bicchieri 2019 verranno deliziati dalla sua cucina e dall’eccellenza […]

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Carolina Rosi cura la mostra “I De Filippo, il mestiere in scena”

Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia curano la mostra dedicata ai fratelli De Filippo, che rimarrà esposta dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, nelle storiche sale dell’intero Castel dell’Ovo “Puoi fare teatro se tu sei teatro. Perchè il teatro nasce dal teatro. L’albero è uno e i frutti sono pochi”: diceva così Eduardo De Filippo, protagonista indiscusso della mostra monumentale “I De Filippo – il mestiere in scena”, in anteprima mondiale a Napoli. La mostra – come illustrato durante la conferenza stampa al Comune di Napoli – si protrarrà per cinque mesi, dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, nelle storiche sale dell’intero Castel dell’Ovo. Fortemente voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, l’esposizione sarà a cura di Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia (Presidente di C.O.R. – Creare Organizzare Realizzare). La mostra curata da Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia La mostra partirà dal capostipite Scarpetta, proseguirà con Eduardo, la sua vita e tutte le sue opere, e si concluderà con Luca De Filippo e la sua umiltà nel seguire gli insegnamenti del padre per poi diventare attore a tutto tondo, proiettato in una dimensione Europea nell’arte della recita, della pausa e della controscena, senza mai dimenticare la lezione della tradizione. Di eventi, spettacoli, omaggi a Eduardo De Filippo e alla sua famiglia ne sono stati e ne saranno realizzati sempre, ma questa volta saranno proprio Eduardo e Luca De Filippo a presentare e raccontare questa famiglia (da Eduardo, Vincenzo e Mario Scarpetta a Titina, Peppino e Luigi De Filippo) attraverso materiale inedito, lettere, fotografie, video, oggetti, costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, conservati in archivi privati, in istituti e soprattutto nel fondo degli eredi di Eduardo. Una famiglia che ha attraversato un secolo e che ha aggiunto uno straordinario tassello alla fama che il nostro Teatro ha nel mondo. La mostra sarà un vero e proprio viaggio magico, intrapreso da Napoli, fucina di idee e di esperienze, ma che diventa ben presto metafora di un universo che travalica il tempo e lo spazio, svela un’umanità a volte disperata e a volte attonita nella sua quotidiana lotta per la sopravvivenza fisica e morale. Sarà possibile accedere alle sale di Castel dell’Ovo dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 19 e la domenica dalle ore 10 alle ore 14.   Testi sui fratelli De Filippo!

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The other side of the wind, l’ultimo film di Welles a Venezia a Napoli

A distanza di 40 anni The other side of the wind, l’incompiuto film girato da Orson Welles, è stato ultimato. Girato per gran parte degli anni’70, il film non è mai stato concluso ed è stato protagonista di una vicenda complessa che ha trovato la propria conclusione. L’idea del film “The other side of the wind” La sceneggiatura (ad opera di Oja Kadar e dello stesso Welles) ha al centro la storia di J.J. “Jake” Hannaford (John Huston), un regista prossimo alla fine della propria carriera che si ritrova a girare un film a basso costo (e intitolato proprio The other side of the wind) e che arriva ad innamorarsi dell’attore principale, John Dale (Bob Random). The other side of the wind si presenta come una pellicola diversa dal resto della filmografia wellesiana. Il regista di Citizen Kane e The Magnificent Ambersons affronta non solo la tematica dell’omosessualità, ma porta avanti anche una spietata critica contro le ferree logiche dello studio system hollywoodiano. La travagliata produzione di The other side of the wind Orson Welles girò il film tra il 1970 e il 1976, con diverse interruzioni a causa di mancanza di budget. Ciononostante, le riprese del film furono portate a termine. Prima di morire nel 1985, Welles riuscì a montare soltanto 45 minuti di The other side of the wind. Il testimone passò nelle mani dell’amico e regista Peter Bogdanovich, il quale tentò più volte di terminare la post-produzione del film (tentando addirittura di concluderla nel 2010 e di presentare il film al festival di Cannes di quell’anno). Ma le dispute legali per il possesso del materiale filmico tra Oja Kadar e Beatrice Welles, rispettivamente compagna e figlia del regista, hanno contribuito a ritardare la fine del progetto. Il team dietro il “ritorno” di Orson Welles Al completamento di The other side of the Wind sono stati chiamati i collaboratori più stretti di Welles. Il già citato Bogdanovich, ma anche il produttore Frank Marshall, collaboratore anche di Spielberg. Al progetto hanno collaborato anche il montatore Bob Murawski (collaboratore di Sam Raimi nella trilogia di Spiderman e di Kathryn Bigelow per The Hurt Locker) e Scott Millan per quanto riguarda il sound-mixing (premio oscar per Apollo 13, Il Gladiatore, Ray e The Bourne Ultimatum). Frank Marshall si è dimostrato entusiasta riguardo all’idea di terminare l’incompiuta pellicola di Welles: «Grazie a Netflix, siamo stati in grado di assemblare un team di post-produzione incredibilmente talentuoso per affrontare la sfida emozionante e sconvolgente di completare l’ultimo film di Orson Welles. È stata un’esperienza straordinaria lavorare con lui 40 anni fa e sarà un onore contribuire a far vedere la sua visione finalmente sullo schermo». The Other Side of the Wind è una satira del classico sistema degli studi cinematografici, ma anche del nuovo ordine che, all’epoca, stava rimpiazzando il precedente. L’ultimo film di Welles è un’affascinante macchina del tempo di un’epoca del cinema ormai lontana, ma al contempo il tanto atteso “nuovo” film di un guru della settima arte. Un film di apparizioni e un’apparizione in […]

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“SpeleoEvo”: il nuovo progetto di Timeline

Sabato 20 ottobre l’associazione Timeline ha presentato al pubblico il progetto SpeleoEvo, che da due anni appassiona e impegna i giovani ragazzi dell’associazione. Timeline è costituita da studenti e professionisti, geologi, analisti, archeologi o giovani appassionati di speleologia e di Napoli che, accanto alle istituzioni, hanno lavorato ad un’iniziativa di valorizzazione e riscoperta del Maschio Angioino e hanno reso fruibili al turismo ambienti prima impraticabili. L’obiettivo infatti è la rivalutazione del patrimonio storico napoletano, prezioso quanto trascurato. Timeline ha anche inaugurato l’apertura di un nuovo itinerario sotterraneo, che prevede la visita della bombardiera, situata sotto la torre San Giorgio, una delle torri costruita nel 1266 per volere di Carlo D’Angiò e che dopo i lavori di ripristino del 1442 terminati dagli Aragonesi, è stata abbandonata in epoca borbonica. Alla presentazione viene chiamato subito a parlare il sindaco Luigi De Magistris: “Esprimo il mio sostegno al progetto SpeleoEvo: sono diversi anni che lavoriamo insieme e stiamo scoprendo questo castello, che aveva dei luoghi che nessuno conosceva, come la bombardiera.  Napoli, insieme a Matera, è tra le grandi città la prima in Italia che sta crescendo grazie alla cultura, con la quale si può fare economia”. Subito dopo Davide, professionista che si occupa di speleologia da 9 anni: “Timeline è un’associazione costituita da giovani che con la loro passione cercano di vivere e sopravvivere in questa città perché la amano davvero. Speleovo è un’idea che prevede non solo il percorso guidato che oggi andremo a presentare, ma anche l’impegno di far conoscere a tutti un mondo diverso, che è quello del sottosuolo”. Il programma raccoglie una serie di iniziative culturali, ma anche sociali, come il corso “Calarsi in corda”per avvicinare i giovani all’insegnamento della Speleologia, attraverso tecniche e supporti didattici, in collaborazione con “Sicurezza Verticale”. “SpeleoEvo prevederà anche dei corsi di speleologia urbana, di operatori in fune, soprattutto di lavori verso il sociale, infatti stiamo cercando di avere contatti con il carcere di Nisida, per iniziare un percorso di avviamento di quella che è una pratica lavorativa nuova e per dare una speranza diversa a questa città”,continua un altro membro del team. Dopo aver dettagliatamente spiegato il progetto e gli obiettivi, inizia l’esibizione in corda dei giovani di Timeline, il primo dei quali, per esempio, Giulia, una ragazza di soli quindici anni, che inizia a scalare in corda la facciata del museo civico del castello con la tecnica della progressione di corda in salita. I ragazzi hanno seguito dei corsi con il gruppo speleologico CAI al Castel del’Ovo e possiedono tutte le abilitazioni necessarie per i lavori in corda. Il Team mostra alcune tecniche di salita e le modalità di soccorso ad operatori che hanno perso conoscenza durante un lavoro. Si procede poi alla dimostrazione dei lavori in quota, piccoli interventi su edifici o pareti di roccia, più economici perché evitano l’uso dei ponteggi. Dopo le esibizioni, uno dei ragazzi, Giovanni, ci mostra l’inedita bombardiera, ce ne svela i segreti e i progetti futuri, come quello di riuscire a far calare in […]

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