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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 381 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Mediterraneo: conclusa la mostra temporanea al MANN

«Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro» (Predrag Matvejević) Si è conclusa il 12 settembre la mostra temporanea “Mediterraneo”, nata in sinergia con la casa editrice ilfilodipartenope lo scorso 29 luglio. Svoltasi nel Salone della Meridiana e organizzata dalla Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’esposizione si è incentrata sul ruolo del Mediterraneo: «La riflessione – come si legge nei pannelli-guida del percorso – sulle antiche civiltà, sui luoghi, sugli uomini che lo attraversano da secoli, sostanzia la mostra che unisce gli antichi libri della Biblioteca d’Istituto e i moderni libri d’artista de ilfilodipartenope – piccola casa editrice artigiana nata a Napoli nel 2003. Il mare si respira nelle gemme di sale, nel dolore delle migrazioni, nei libri che hanno le copertine impastate con le sabbie dei paesi, vicini o remoti, di cui narrano». Il percorso espositivo si snoda attraverso due fili tematici: il concetto di Magna Grecia, in armonia con la recente riapertura della preziosa collezione del Museo, e il concetto di Mare nostrum, coerentemente con il legame speciale del Museo con il Mediterraneo, non solo per la ricchezza di reperti da esso provenienti nelle sue collezioni, ma anche per la centralità che il MANN sta assumendo nel panorama delle mostre internazionali, che ospita e alle quali aderisce con i suoi prestiti, come la recentissima mostra sugli Assiri. Mediterraneo e Magna Grecia Il percorso “Magna Grecia: anticipazioni e sviluppo di un’idea”, ha inteso valorizzare il patrimonio librario del MANN. «Magna Grecia è il percorso – così si legge percorrendone le tappe – tracciato attraverso i preziosi volumi della Biblioteca d’Istituto. Pubblicate tra Cinquecento e Ottocento, per l’autorevolezza e la fama dei loro autori, le opere in mostra segnano delle tappe miliari nella storia degli studi e delle esplorazioni archeologiche in Magna Grecia. L’esposizione nasce con l’intento di evocare nel visitatore la costruzione dell’idea di Magna Grecia, a partire dalla fortuna editoriale di alcuni classici, come Strabone – storico di I sec. a.C., autore della Geographia, in cui descrive tutte le regioni del mondo abitato toccate nei suoi numerosi viaggi, includendo l’Italia e le colonie di Magna Grecia – nei secoli delle grandi esplorazioni, per continuare con gli studi di autori e geografi eruditi del Rinascimento e del Barocco, con la documentazione degli scavi settecenteschi fino agli scritti dei grandi viaggiatori del Grand Tour. Le opere, dall’innegabile valore documentale, sono state scelte anche per la rarità, la pregevolezza dell’edizione e per lo straordinario apparato iconografico che le correda: acqueforti e tavole realizzate dai più grandi disegnatori e incisori del tempo». Ed hanno senza dubbio incantato i visitatori le splendide carte geografiche e tavole topografiche dell’esposizione: tra di esse, la prima edizione, datata al 1592, del volume Rariora Magnae Greciae Numismata di Prospero Parisio, in cui figura una delle prime rappresentazioni cartografiche della Magna Grecia; le Dissertationes de Campania Felice di Camillo Pellegrino, che rappresentano, per accuratezza delle fonti bibliografiche e della ricerca storica, una delle opere principali della prima metà del XVII sec. sulla Campania antica, […]

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Dell’Orrore e di altri Demoni, la narrazione a tema dark al Napoli Horror Festival

In occasione di un’altra edizione del Napoli Horror Festival, domenica 15 settembre all’Ex Base Nato di Bagnoli a Napoli si terrà un nuovo incontro del format “Birdland: Suggestioni, suoni e sapori dalla parola scritta”, Dell’Orrore e di altri Demoni. Perché ci piace tanto avere paura? Quale suggestione suscita nel nostro inconscio il mondo pieno di rimembranze horror e tematiche dark? È ciò che ha spinto, attraverso performance di cosplay, spettacoli e mostre dedicate al tema, il Napoli Horror Festival (qui la nostra photogallery alla conferenza stampa) a organizzare una rassegna che ogni anno diverte i fan e terrorizza i passanti, nella città più solare ma anche più esoterica del mondo. Dell’Orrore e di altri Demoni, domenica 15 al Napoli Horror Festival E ha spinto anche il nuovo incontro letterario organizzato e presieduto da Massimo Piccolo proprio durante il Napoli Horror Festival: Dell’Orrore e di altri Demoni navigherà all’interno della narrazione scritta e parlata dedicato all’universo del terrore e a tutti i demoni che concorrono nella stesura di un genere costellato da personaggi immaginari e mostruosi, situazioni macabre e irrazionali. Tra letture di brani originali e analisi metaletterarie insieme a Sara Piccolo, Adriana Cardinale e Franco Piccinno, Massimo Piccolo racconterà i brani internazionali più famosi a tema horror, analizzandone i meccanismi letterari che hanno ispirato autori come Stephen King o Johnatan Lethem a destinare il loro fulcro narrativo ai lati più oscuri dell’animo. Non possono mancare rimembranze cinematografiche, senza citare registi che hanno fatto la storia del cinema thriller, come il “maestro del brivido” Alfred Hitchcock o George A. Romero, che ha fatto suo il genere horror dirigendo film diventati cult al cinema. Infine, anche la narrazione cantata influisce a creare nell’immaginario collettivo ombre e mistero: a suon di brividi saranno ricordati brani musicali come Twinkle twinkle little star o Earth Angel – Will You Be Mine. Appuntamento domenica alle 19.30. Ilaria Casertano   Fonte immagine: Moon Over Produzioni

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Ibiza e il Flower Power in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni ’60 che da quasi 40 anni si svolge presso la discoteca più famosa di Ibiza. L’8 settembre, a partire dalle 11 del mattino fino a tarda notte, il party ha fatto tappa al Nabilah, una delle location più cool della movida campana, per festeggiare il suo 39° compleanno in anteprima esclusiva. La direzione artistica è di “Made in Italy Ibiza”, l’agenzia di eventi musicali italiana più famosa dell’isola spagnola, nota a livello internazionale per le feste che organizza. Il Flower Power: potere ai fiori! L’espressione “potere ai fiori” fu coniata nel 1965 dal poeta Allen Ginsberg, diventando lo slogan del movimento hippie, nato come rivoluzione pacifica contro la guerra in Vietnam, promossa dal governo USA. I giovani attivisti erano soliti mettere fiori nei fucili, protestare contro l’uso delle armi e promuovere l’amore come forma di dialogo per evitare guerre e conflitti, nella prospettiva di un mondo migliore in cui vivere. Le vere e proprie “capitali” di questa corrente socio – culturale furono San Francisco, Goa e Ibiza, dove il primo Flower Power del Pacha ebbe luogo nell’estate del 1980, grazie ad un’idea del DJ Piti. Il suo obiettivo era quello di “contrabbandare” dischi, portando negli altoparlanti del club un ampio repertorio di musica d’avanguardia che in quel periodo era raro ascoltare. In questi 39 anni, il Flower Power ha portato in pista al Pacha di Ibiza diverse generazioni unite dall’amore per la musica e dallo spirito di pace e gioia degli anni ’60. Una festa unica che si rinnova ogni estate e che continua a trasmettere la sua energia positiva, per celebrare la pace e l’amore! Festa e dress code da Ibiza Il Flower Power, nato come appuntamento estivo, grazie al suo successo è diventato un appuntamento settimanale al Pacha dove, a partire dal mattino, si vedono gruppi di hippie sfilare lungo le spiagge con chitarre e tamburi, rendendo l’atmosfera allegra e suggestiva. Per l’occasione, il Nabilah ha organizzato un evento esclusivo, allestendo la terrazza con drappeggi colorati, simboli della pace, il tipico yellow submarine dei Beatles e il logo con le ciliegie che contraddistingue il Pacha. Non potevano inoltre mancare il cosiddetto Hippie bus della Wolksvagen e gli stand con accessori e abiti vintage, tra cui giubbotti della Harley Davidson, camicie con colori sgargianti, stivali da cowboy in pelle e maglie con stampe di gruppi heavy metal. Il dress code era, infatti, quello tipico degli anni ’60 e ’70: stampe floreali, abiti bianchi, gonne ampie e lunghissime, pantaloni a zampa, maxi dress, sandali, occhialoni da sole, camicie in denim e ghirlande tra i capelli. Assolutamente vietato il nero! Oltre all’area bar c’erano anche punti ristoro, come lo stand di Panamar, dove era possibile gustare il panino Santantonno a base di tartare di tonno rosso, friarielli saltati alla napoletana, maionese alle acciughe e rucola croccante, e quello di Isabella De Cham, vincitrice dei premi “Miglior pizza dell’anno 2019” del Mattino e “Migliore proposta di fritti 2018” secondo la classifica di […]

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Zito e Bevi, il plastic free di Snap che sbarca a Bagnoli

L’organizzazione Snap torna con le sue iniziative plastic free Domenica 28 luglio alle ore 19:00 è in programma, al lido Fortuna di Bagnoli, l’evento plastic free “Zito&Bevi” dell’associazione Snap. Un’iniziativa che mira non solo ad aggregare le centinaia di giovani che hanno già aderito ma anche a sensibilizzare sul tema della plastica, in una delle aree napoletane più sensibili all’inquinamento dei mari. “Zito&Bevi” è totalmente libero dall’utilizzo di materie plastiche. L’iniziativa, messa in atto da Snap, mira a sostituire numerosi oggetti, solitamente utilizzati durante eventi del genere, con materiali totalmente riciclabili e con un impatto ambientale prossimo allo zero. E così, via libera agli ziti che per l’occasione diventano delle cannucce e alle barchette di cartoncino, che diventano piatti per consumare le vivande. L’evento, totalmente all’insegna della sostenibilità, concerne anche tematiche più artistiche. Sono numerosi i giovani napoletani, specialmente cantautori, chitarristi e deejay, che affollerranno le fila del settore artistico dell’aperitivio firmati Snap. In occasione della serata conclusiva della stagione estiva di aperitivi domenicali le performance musicali vedranno susseguirsi le performance acustiche di Alessandra Nazzaro e Alessandro Bove, mentre i Dj Mario Labroca e Giorgio Bracci accompagneranno l’evento fino a tarda notte. “Zito&Bevi”, un’occasione con per sensibilizzare sul tema della plastica Flavio Verdino, comico del progetto Stand Up Comedy Napoli presenterà gli artisti che suoneranno  durante l’evento, per poi esibirsi con il suo cabaret a base di temi politici e sociali. La serata, che vede anche Roberto Bonanno e Andrea Sarni tra i co-organizzatori, conclude un percorso iniziato questa estate e che ha portato l’associazione Snap, ormai punto di riferimento per i giovani napoletani, ad allargare i propri orizzonti toccando tappe prima sconosciute. L’evento, curato tra gli altri dal giovane Pierluigi Fusco, segue un appuntamento analogo tenutosi poche settimane prima a Marechiaro, in un’altra perla napoletana che tanto soffre l’inquinamento marino. “Zito&Bevi” è l’occasione per scoprire, in un clima gioviale e di festa, come anche oggetti di uso comune, apparentemente poco adatti, possano in realtà sopperire all’utilizzo della plastica. Bottiglie, cannucce e bicchieri ormai inondano le acque di tutto il mondo e solo sensibilizzando le nuove generazioni è possibile intervenire concretamente, prima che sia davvero troppo tardi.

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Il Nabilah ospita l’XI edizione di «Te le do io le bollicine»

NAPOLI – Il suggestivo beach club sito in via Spiaggia Romana 15 (Bacoli) denominato Nabilah, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli, al tramonto di uno splendido sole color arancio del giorno 22 luglio 2019, ha ospitato un evento che ormai giunge alla sua XI edizione, e viene organizzato ogni anno per festeggiare in grande stile la chiusura dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) con calici di vino, spumanti pregiati e pietanze gourmet dagli straordinari sapori e variazioni di gusto. L’evento “Te le do io le bollicine” brinda ai nuovi sommelier della delegazione partenopea e spiana il campo al mese di settembre, per un nuovo anno di corsi, eventi e progetti speciali. Bollicine e Gastronomia al Nabilah Il format al Nabilah ha previsto banchetti d’assaggio, le cui file, alla scomparsa del sole, sono aumentate in abbondante misura – si denota qui la popolarità che circonda l’evento. Tra gli assaggi gourmet spiccano nomi “stellati” quali: Acquapetra con le sue linguine ai frutti di bosco dello chef Luciano Villani; il ristorante stellato Palazzo Petrucci con la presentazione del suo piatto di candele spezzate, con cipollotto fresco, limone salato, taccole e tonno affumicato, firmato dallo chef Lino Scarallo; il Caracol Gourmet  ristorante che alberga in un autentico paradiso, con vista mozzafiato e piatti gustosi, raffinati ed eleganti, rappresentato dallo chef Angelo Carannante; ed infine Sud Ristorante di Marianna Varriale. Tante infine le postazioni food con le migliori firme del panorama gastronomico campano e italiano (antipasti, primi, secondi, pizze, panini, ostriche, formaggi e salumi). Come da titolo, non sono affatto mancate le “bollicine”. Oltre ad essere forniti dell’immancabile Spritz comune ad ogni aperitivo, gli ospiti sono stati accolti da nomi quali: Bellaria, Bellenda, Braida, Ca del Bosco, Cantina Mori, Cantine Federicane, Contratto, Debrusco Cives, Dogliotti la Selvatica, Firriato, Fontanavecchia, Foss Marai, Masseria Campito, Orneta, Puiatti, Valle Belbo. Inoltre una selezione di champagne quali: Bruno Paillard, Paul Goerg, Demiere Ansiot, Lagille&Fils, J.Rousseaux. “C’è sempre una ragione per brindare” Il testo di Luciano Ligabue parla chiaro e la sua teoria è confermata anche dalla ricerca scientifica condotta dalla Reading University in Inghilterra, la quale conclude che bere fino a tre flute di bollicine a settimana fa bene al cuore, riduce l’ipertensione e protegge il sistema cardiovascolare. Inoltre contrasta il calo fisiologico della memoria dovuto all’invecchiamento: tutto merito dei composti fenolici derivanti dall’uva utilizzata per la produzione di champagne e spumanti, dalla quale proviene una funzione antiossidante e agisce sui segnali che controllano l’apprendimento. Quindi quale miglior modo di brindare alla vita se non con un party del genere? Il tutto reso ancor più frizzante dall’intrattenimento musicale in puro stile Nabilah.

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Città del Gusto Napoli presenta “I Drink Pink 2019” alla Terrazza Angiò

Città del Gusto Napoli e Gambero Rosso organizzano un evento imperdibile nel capoluogo campano. L’appuntamento è fissato per giovedì 18 luglio alle 20 nella location super esclusiva della Terrazza Angiò, all’undicesimo piano dell’Hotel Mediterraneo in via Ponte di Tappia, con vista mozzafiato sulla città e sul golfo di Napoli. L’unica accortezza richiesta riguarda il dress code: si invitano i partecipanti ad indossare qualcosa di rosa per richiamare il colore frizzante della bevanda, leitmotiv della serata a tema, curata nei minimi dettagli. « I DRINK PINK »: si legge in ogni angolo del rooftop partenopeo, dove tutto – ma davvero tutto – è addobbato per fare pendant con l’attesissima festa rosata. La partecipazione sulla Terrazza Angò è calorosa e i vini rosé da tutta Italia fanno sfoggio di sé sui tavoli arricchiti da deliziosi bouquet, accompagnati dalla meticolosa attenzione dei perfetti sommelier. I drink pink sulla Terrazza Angiò Il Piemonte presenta un Majoli 2018 Cascina Pastori delle Tenute Sella: fresco e interessante come il territorio da cui proviene. La Lombardia ha ben cinque proposte da offrire, tra cui spicca un Franciacorta Brut DOCG 2015 Ferghettina, a nostro giudizio eccellente. Il Veneto vanta tre prodotti di rilievo: un Filanda Rosé brut millesimato Riserva Pinot nero e due Bardolino, un Classico Chiaretto 2018 ed un omonimo spumante della stessa annata. Il Trentino Alto Adige fa faville con un Perlé Rosé Riserva 2014 Ferrari, mentre Emilia Romagna ed Abruzzo sono presenti con due cantine ciascuna, ognuna delle due con uno spumante rosato extra dry. Lazio e Molise fanno assaggiare due buoni prodotti del 2018, ma è giocoforza la Campania a fare bella mostra di sé e a dare il meglio del rosé in tutte le sue forme e mescolanze, con ben ventinove proposte diverse. E ancora sulla Terrazza Angiò la Cantina di Solopaca offre un Aglianico Rosato Sannio dop 2018 ed un Rosato Beneventano IGP. De’ Gaeta un IGT Campania Rosato 2018, mentre Ettore Sammarco un ottimo Terre Saracene DOC Costa d’Amalfi Rosato 2018. Fontanavecchia propone un Aglianico del Taburno DOCG 2018 di tutto rispetto e La Guardiense un gradevolissimo Ambra Rosa Aglianico Sannio DOP, sempre 2018. La Pietra di Tommasone è in lizza con un Epomeo Rosato Rosamonti IGP 2018, mentre Macchie S. Maria sfoggia due DOC molto pregevoli: un Costa d’Amalfi ed un Ophelia Irpinia Rosato. Marisa Cuomo presenta anch’essa un Costa d’Amalfi Rosato DOC, mentre Masseria Frattasi un Orchis Purpurea Aglianico del Taburno Rosato 2017. Caso analogo per Pietrefitte, anch’esse con un Aglianico del Taburno Rosato 2017 e 2018. Le cantine Rossovermiglio propongono uno spumante Rosato Sannio Aglianico DOC extra dry denominato Animanera, nonché un Sannio Aglianico DOC 2017 detto Incantesimo Rosa. La Cantina Raffaele Palma offre invece varie annate di Salicerchi DOC Costa d’Amalfi (2013, 2017 e 2018) ed un Costa di Salerno 2015. La Tenuta Scuotto un Malgré, Torelle un omonimo Torelle, mentre Vinicola del Sannio un Sannio Aglianico Rosato DOC 2018 Effluvio e Tenuta Cavalier Pepe un effervescente Rosato del Varo. Due ulteriori Aglianico – Vetere Rosato 2018 e Gioi Spumante […]

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Culturalmente

R-estate al MANN: mostre e caffè all’Archeologico napoletano

MANN: Estate ricca di eventi e mostre al Museo Archeologico di Napoli! « Le lacrime e i sospiri degli amanti, l’inutil tempo che si perde a giuoco, e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,  vani disegni che non han mai loco, i vani desideri sono tanti, che la più parte ingombran di quel loco: ciò che in somma qua giù perderesti mai, là su salendo ritrovar potrai »   Si atterra sulla luna entrando al MANN. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli apre al popolo di affezionati e curiosi visitatori invitandoli – giovedì 18 luglio alle 17 – ad una doppia inaugurazione. I versi tratti dal trentaquattresimo canto dell’Orlando furioso richiamano la missione apparentemente impossibile di Astolfo a cavallo del suo ippogrifo: San Giovanni gli rivela il modo in cui recuperare il senno perduto di Orlando, smarrito sulla superficie lunare. La premessa culturale è d’obbligo, quando ci si imbatte in un Museo sconfinato e di prim’ordine quale l’Archeologico partenopeo. Dopo il successo della mostra da record su Canova e l’antico, chiusasi il 30 giugno, ai primi di luglio ha prontamente aperto i battenti una mostra sugli Assiri. Il giorno 11 ha invece ri-aperto – dopo una chiusura ultraventennale – la sezione monumentale sulla Magna Grecia, per visitare la quale bisogna addirittura indossare dei calzari, data la preziosità dei mosaici da “calpestare”. Giovedì 18 ci si concede un bis: in occasione del cinquantesimo anniversario del primo storico atterraggio dell’uomo sulla luna, si presenta una mostra a tema, acutamente intitolata MANN ON THE MOON, e allo stesso tempo si inaugura il MANN-café, per non perdere di vista la dimensione più squisitamente terrena e quotidiana del pubblico museale. Mentre, dunque, nell’atrio del Museo, sino al 30 settembre, si potrà passeggiare tra reperti preziosissimi legati all’iconografia lunare ed alla misurazione del tempo nell’antichità, in una nuova ala dedicata ci si potrà sedere per ristorarsi e sorseggiare un buon caffè napoletano. Particolarmente interessante il menu, che tra le varie bevande à la carte propone la “cuccuma”, per 4 persone, anche in versione destrutturata ideale per l’estate, a mo’ di variante del caffè freddo. Vera chicca da assaggiare lo storico panis Pompeii, a base di farina di farro, pinoli, mandorle, anice e mosto d’uva rossa. Interessanti anche i timballi di pasta, le “scatole di riso” in veste gourmet, o vari piatti cucinati seguendo la tecnica della vasocottura. A presenziare all’evento, e a sottolinearne la portata e la cooperazione internazionale, Mary Ellen Countryman, console generale degli Stati Uniti a Napoli, che ringrazia per la memoria storica della città partenopea e la sapiente lungimiranza che la caratterizza. Ad accompagnarla e ad introdurla il direttore del MANN ormai al suo secondo mandato Paolo Giulierini, che racconta aneddoti gustosi volti a svelare risvolti inediti dell’occasione. «Quando arrivai quattro anni fa a Napoli, da Cortona, non mi spiegavo perché non riuscissi più a dormire. Era il caffè. Qui a Napoli è così: ci si incontra e ci si vede per un caffè, si lavora e si prende un caffè. Non si può vivere senza caffè». In un tragicomico amarcord […]

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Lacci gassosi, ovvero frammenti di un discorso poetico

In un percorso verso la dissoluzione della parola, la mostra Lacci gassosi, ordito del cielo (14 giugno / 14 luglio presso il Palazzo Fondi di Napoli) a cura di Giuseppe Cerrone, con ideazione allestimenti di Sara Galdi, porta l’osservatore a riflettere sulla crasi dell’uomo del Novecento, raccontata dall’arte, dipinta dalla poesia. Mediante un’attenta commistione di arte, cinema, musica, teatro, poesia e riferimenti a intellettuali tra cui Robert Bresson, Carmelo Bene e Leo De Berardinis, Lacci gassosi è un’esposizione che palesa la dolorosa autoaffermazione dell’uomo nella solitudine degli altri uomini, un viaggio dall’ordine al disordine (con accettazione di esso), dalla comunità all’individuo, dall’armonia al rumore. La mostra, inserita nel programma del Napoli Teatro Festival 2019, relativizza l’uomo con se stesso, diviene momento di estraniamento dalla realtà grazie anche all’impostazione dell’allestimento “scenico” che rimanda a un tema ferroviario. Le strutture tubolari metalliche richiamano, infatti, a tale ambiente, ampliando la suggestione grazie anche alle cornici di schermi e opere a mo’ di finestrini di un treno. Si ha la sensazione di viaggiare, e il silenzio rotto dai passi conferisce realtà plastica al viatico degli astanti. Il crollo del superuomo: I e II Stazione Come spiegano Sara Galdi e Giuseppe Cerrone, Lacci gassosi nasce dal bisogno individuale e collettivo di ritrovare se stessi nel turbinio di eventi che hanno caratterizzato il secolo breve. (In questo senso, proprio la ferrovia, modernamente intesa, rappresenta la grande metafora dell’uomo contemporaneo, sempre in movimento e sempre più distaccato dalla sua coscienza). Il punto di non ritorno passa attraverso gli eventi della seconda guerra mondiale, in particolare a quelli che ruotano intorno ad Auschwitz, e Lacci gassosi riflette sulla disgregazione delle forze morali dell’uomo, assurgendo proprio Auschwitz a simbolo oramai immutabile dell’apocalisse. Una “rivelazione” (in senso rovesciato rispetto a quello giovanneo) che determina la sconfitta rispetto ai valori superomistici prebellici di stampo nietzschiano, d’annunziano o, prima e meglio ancora, dostoevskiano. Come accennato, Lacci gassosi è un’esposizione che sovrappone diverse arti, e, a tal proposito, in riferimento al crollo dei suddetti valori, Giuseppe Cerrone instaura un attento collegamento tra arte, cinema e teatro, per cui, ad esempio, l’opera pittorica di Orazio Faraone, in cui, attraverso una rappresentazione minimalista della “caduta nel bianco” dell’animo umano cagionata dal male endemico dell’uomo d’oggi costituito dal simbolo Auschwitz, si incontra con la trasmissione della videoperformance dei Motus, A place [that again], che riflette in termini essenziali sulla prigionia dell’uomo nei suoi disvalori, nella solitudine e nel silenzio. Altro tratto d’interesse è la trasmissioni dei brani della pellicola del 1959 di Robert Bresson, Pickpckets, in cui il protagonista definisce il suo superomismo attraverso il ladrocinio, salvo poi, prendere coscienza della sua condizione di semplice essere umano. Il vuoto delle parole: III Stazione Si tratta di una frammentazione che, dall’intima coscienza, si riflette nel linguaggio. Pier Paolo Pasolini afferma che la morte della comunicazione sta nel non voler farsi comprendere, e l’individualismo generato dalla “rivelazione” si traduce in afasia. Inoltre, ai brani di pellicole sono giustapposte poesie di Giuseppe Cerrone (raccolte in Lacci gassosi, ordito del […]

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Premio Eccellenze del Sud: torna con l’ottava edizione

Si è svolta l’ottava edizione del Premio Eccellenze del Sud ad Ercolano, nella suggestiva cornice di Villa Signorini dal fascino antico. La premiazione è un’occasione per festeggiare insieme i doni che il territorio offre sia in campo gastronomico che umano. Sono state infatti numerose le persone omaggiate per l’impegno mostrato nel valorizzare il Sud, molte delle quali col tempo sono riuscite a diventare anche simbolo stesso di questa nuova attenzione volta ad un territorio ricordato troppo spesso per le sue negatività e sempre troppo poco per la voglia di riscatto e per la lotta verso il riconoscimento del bello che porta con sé. “Premio Eccellenze del Sud” è ormai un appuntamento fisso nel panorama campano che riunisce i cittadini in un unico gesto d’amore verso la propria terra. Quest’anno per l’ottava edizione l’evento è stato affidato alla cantautrice Shara e al Maestro pizzaiolo Salvatore Di Matteo della napoletana Pizzeria dei tribunali, mentre la conduzione si è svolta egregiamente grazie al noto Luca Abete e alla giornalista Lorenza Licenziati. “Premio Eccellenze del Sud” una festa per tutti La serata si è svolta tra assaggi di pizza e fritture in un angolo appositamente allestito. Salvatore Di Matteo ha avuto modo di presentare agli ospiti una nuova frittatina di pasta in versione “total gourmet”, mentre il Maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo ha colto l’occasione per proporre una nuova pizza dedicata al padre Rodolfo e per allietare gli ospiti a fine cena con una pizza dessert. L’elegante cena, invece, si è svolta grazie al lavoro dietro le quinte di Salvatore Di Matteo e del Resident Chef di Villa Signorini Vincenzo Borriello che, in linea con l’anima dell’evento, ha scelto un menù improntato ai sapori della cucina mediterranea. Mentre il dolce di fine pasto è stata una chicca del Maestro pasticciere Mario Di Costanzo con le sue mini-porzioni colorate. Un evento che si delinea come una vera e propria festa per tutto il Sud e come tale è stata gestita alternando le numerose premiazioni a momenti di svago e divertimento. Uno degli spazi dedicati alla musica è stato lasciato al giovane cantautore Patrizio Santo, che ha voluto in questo modo offrire il suo contributo alla campagna sociale “Non ci ferma nessuno” sensibile alla positività da trasmettere ai giovani. In tutta la sua potenza di voce si è esibita anche Shara con i suoi brani inediti grazie anche all’accompagnamento del pianista Enrico Sforza, del chitarrista Simone Picella, del bassista Luigi Castiello, del batterista Mauro D’Ambrosio, della violinista Stella Manfredi e del sassofonista Alessio Castaldi. Il culmine dell’intrattenimento si è verificato con la salita sul palco del comico Paolo Caiazzo che con il suo comic show si è guadagnato le risate del pubblico e il premio per la categoria “Personaggio tv”. La stilista Susi Sposito, invece, ha ritagliato uno spazio dedicato alla sfilata e alla moda con il fashion project “Il coraggio di essere Frida” lungo due anni che in autunno terminerà con una mostra di pezzi unici. Le premiazioni e i premiati “Premio Eccellenze del Sud” ha […]

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Alessio Arena: live al Nitsch con la musica del ritorno

Bello il clima napoletano, che si fa perdonare del gran caldo pomeridiano con una bellissima brezza in una domenica di luglio, giusto in tempo per godere della musica del cantautore Alessio Arena. Il cantautore si è esibito la scorsa domenica 7 luglio 2019 su quella che è una delle terrazze più belle di Napoli, presso la Fondazione Morra – Museo Nitsch, a Vico Lungo Pontecorvo. La serata con la musica di Alessio Arena rientra nel ciclo di eventi dal titolo Sunset [email protected] – rassegna di musica al tramonto. Da metà giugno a metà settembre, la terrazza con panorama mozzafiato del Museo Nitsch vede protagonista la musica d’autore. I primi due appuntamenti sono stati dedicati alla musica di Gnut&Sollo e Giovanni Block. Alessio Arena è stato il protagonista di questo terzo appuntamento; la rassegna vedrà ancora sul palco-terrazzo Fabiana Martone il 21 luglio e la chiusura con Scapestro il 15 settembre. Le serate iniziano con un plot ben definito: alle ore 19.00 c’è una visita libera e gratuita del museo Nitsch, tenuto vivo grazie alle opere della fondazione. Il museo Hermann Nitsch rappresenta un’unicità nel panorama museale campano, vera e propria fucina delle arti contemporanee. Il resto della serata è affidato all’estro della musica. Alessio Arena: la presentazione di Atacama! in trio Alessio Arena ha colto l’opportunità della sua unica data napoletana di questa tornata estiva per presentare a Partenope il suo ultimo lavoro, uscito in maggio: Atacama!, viscerale disco che si piazza esattamente a metà tra la musica d’autore e la world music, così come il poliedrico creatore è sia autore della musica che scrittore di libri. Alessio Arena è uno dei “classici e contemporanei” chansonnier, proveniente dal quartiere Sanità di Napoli, che prende a piene mani dalle esperienze vissute in giro per il Sudamerica ed inciso tra il Cile, Barcellona e Napoli. A loro modo, ciascuna terra è stata ed è la “sua” casa e nella musica questa connotazione è fortissima. Per l’occasione, Alessio Arena si è esibito in trio: oltre alla sua voce, alla chitarra ed al chitarrino napoletano troviamo Arcangelo Michele Caso al violoncello e mandoloncello e Michele Maione alle percussioni. La musica di Alessio Arena è un mondo a cui avvicinarsi piano. Un mondo sommerso, intimo e “fragile”. Fragile, non nel senso di “poterlo rompere facilmente”: dimensioni così profonde sono quasi impossibili da rompere, dimensioni così intime sono così radicate nella natura dell’uomo da essere inscindibili da essa stessa. Fragile perché, una volta entrate nella loro sacralità, bisogna starci attenti. È necessario non banalizzare il viaggio, il deserto, l’amore e il ritorno. Temi universali che Alessio Arena ha trovato sia nell’altro emisfero – e parliamo del Sud America – che nel suo ritorno alla città partenopea. Alessio Arena, con una bravura tecnica e vocale davvero invidiabile, ci accompagna nel suo viaggio intimo e profondo e quasi fa invidia la sintonia che gli altri musicisti della serata trovano con lui. Anzi, non c’è niente da far invidia, perché ci hanno letteralmente trasportato con loro, nel viaggio attraverso […]

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