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Scampia ed i suoi colori fatti di persone

Scampia ed i suoi colori fatti di persone

Anche se le condizioni meteo non sono quelle ottimali per effettuare una passeggiata fotografica Luca Sorbo e Fabio De Riccardis sono del parere che bisogna andare a Scampia ugualmente.

«Con Luca Sorbo abbiamo organizzato molte passeggiate in tante zone di Napoli, da Ponticelli al Pallonetto di Santa Lucia, stavolta abbiamo pensato a Scampia perchè è una di quelle parti della città che viene purtroppo solo rappresentata da immagini iconografiche sulla scia di Gomorra e della cronaca nera. Pensiamo che attraverso le fotografie di questa passeggiata possiamo raccontare qualcosa di più, di diverso».

Luca Sorbo nel vagone della metro cerca sin da subito di spiegare come affrontare il percorso della passeggiata che è stata intitolata “TUTTI I COLORI DI SCAMPIA“.

«Appena usciremo dalla stazione dei Colli Aminei, osservate il panorama, vedrete un unico grande mare grigio».

Le passeggiate fotografiche organizzate da Luca Sorbo sono nate soprattutto per dare la possibilità agli amatori di poter osservare la città e restituirne le infinite immagini.

«Già da tempo sono attivi sul territorio napoletano diversi gruppi che lavorano per poter creare dei veri e propri documenti. Scommetto molto sulla forza dei fotografi amatoriali in quanto credo che hanno più possibilità di gestire lavori fotografici a  lungo termine e riescono ad essere più presenti sul territorio al quale appartengono».

L’architetto Dario Guglielmi che è stato interpellato per far meglio comprendere ai fotografi la struttura di Scampia ha spiegato la storia dell’area.

«Scampia è una bolla entro il perimetro del Comune di Napoli, è come un francobollo che non si accorda con il tessuto urbano preesistente, dove si sperimentarono nuove teorie di progettazione, enfatizzando l’aspetto tecnologico. La gestione dei progetti è stata fin dall’inizio difficile e tutte le teorie rimasero sul piano ideologico. Fu un esercizio a cuore aperto sul territorio. Scampia è rimasta un fuoriscala».

Prezioso è stato anche il contributo di Franco Maiello, fondatore del Caffè Letterario di Scampia, che ha donato ai partecipanti delle emozioni citando ad esempio Luigi Sica.

«Nel libro “Il borgo perduto – storia di una via Gluck napoletana”, Luigi Sica raccontò che prima delle grandi costruzioni, gli abitanti di Piscinola venivano a Scampia per prendere una boccata d’aria aperta e descrivendo una sua esperienza personale disse che quando capì che Scampia non sarebbe stata più quella di una volta, andò a farci l’amore con lerba che non sarebbe più esistita».

Sembra che la parola Scampia si riferisca alla dicitura di campo incolto, ma quello che brulica tra gli stradoni di questo luogo, non è il malaffare, è la voglia e la forza di chi s’è unito per rendere giustizia a quello che è il luogo della città di Napoli più verde di tutti.

La passeggiata passa di fianco alle vele di Scampia per arrivare al Centro Territoriale Mammut, accolti da Assunta Iorio

«Vorrei che quando partirà una canzone, ognuno di voi attraversi il Mammut, percorra le sue stanze, ed individui un oggetto. Quando terminerà la musica portatelo qui ed in cerchi ci presenteremo spiegando le ragioni per le quali avete preso quel particolare oggetto».

Così ha inizio la conoscenza con Assunta, una ragazza che lavora come educatrice presso il Mammut in uno spazio pensato al di sotto del grande colonnato che chiude l’immensa piazza antistante realizzata per i grandi eventi immaginati ma mai svolti.

«La mia storia è recente rispetto a questo posto, ma so che la cosa più importante è la fiducia che ho instaurato con le mamme dei bambini che danno vita ai nostri progetti».

Dopo il Mammut siamo arrivati sullo stradone che prende il nome di via Fratelli Cervi, dov’è presente la struttura sportiva nella quale lavora l’Arci di Scampia.

Mister Piccolo, il signor Antonio Piccolo, ci ha spiegato qual è la cosa più importante che insegna ai suoi allievi della scuola calcio.

«Mi ritengo prima un educatore che un allenatore di una squadra di calcio, ed in quanto tale, ho sempre detto ai miei allievi che la cosa più importante è la persona che ti sta affianco, insegnado loro il rispetto per l’individuo».

Altra figura di grande importanza per la passeggiata è stato il signor Aldo Bifulfo, insegnante in pensione ed animatore del Circolo La Gru di legambiente, che ci ha mostrato quali progetti sono in atto.

«Possiamo creare frammenti di bellezza in luoghi che apparentemente possono risultare degradati. Con il coinvolgimento delle scuole e del TAN, Teatro Area Nord, stiamo realizzando il “Corridoio delle farfalle”, un progetto di riqualificazione del verde che con essenze particolari attirerà diverse specie di farfalle che coloreranno i cieli di Scampia».

Da un anno un percorso dedito alla non violenza ha portato alla realizzazione di un giardino che richiama questi concetti con un progetto che prende il nome di Pangea. Sei aiuole che si trovano su via Fratelli Cervi di fronte all’Arci di Scampia sono state affidate ad altrettante associazioni.

Scendendo verso le aiuole si nota sin da subito la forza dell’immagine del grande pinocchio che contrasta con il suo cuore la grandezza dei palazzoni che circondano via Fratelli Cervi.

La passeggiata volge quasi al termine e raggiungiamo il Gridas, Gruppo di RIsveglio DAl Sonno. L’associazione fu fondata a Scampia nel 1981 da Felice Pignataro, mentre ad accoglierci troviamo Mirella, la moglie.

Per poter coinvolgere e rendere più vivo il quartiere tra le prime attività svolte dal Gridas ci fu quella della realizzazione dei murales.

«Dalla consapevolezza del cosa è possibile realizzare, fino a stimolare il ragazzo che partecipa alla realizzazione del murales, è un’opera collettiva ed è un momento di libertà. L’esplosione all’esterno di ciò che abbiamo dentro», Felice Pignataro nel film documentario Felice!

L’attività più conosciuta svolta dal Gridas è sicuramente la realizzazione del carnevale di Scampia.

«Fin quando Felice rimase in vita, si realizzarono i murales ed il carnevale. Il carnevale ancora lo realizziamo, perchè Felice ci ha insegnato come fare i carri e le maschere. Come ogni anno il carnevale ha un tema e quest’anno è EQUI-LIBRI TRA EQUILIBRISTI E EQUILIBRISMI».

Mirella ci fa capire cosa accomuna tutte le realtà che stanno lavorando sul territorio: tutte trasmettono la conoscenza e il rispetto, riuscendo a rendere migliore il territorio nel quale vivono.

«Oggi è una bellissima giornata non perchè c’è il sole, ma perchè stiamo lavorando insieme», sempre Felice Pignataro.

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A proposito di Cosimo Di Giacomo

Affronto la collaborazione con Eroica Fenice con tanta voglia di raccontare il mondo che mi circonda unendo la passione per la fotografia al piacere di scrivere.

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