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Eroica Fenice

Francesco Amoruso: la voce de’ “Il gallo canterino”

Francesco Amoruso è per me una maglietta rossa.
Ci sono cose che andrebbero evitate. Soprattutto, prendere appuntamento per un’intervista con una “maglietta rossa”. Perchè, state sicuri, che quella mattina tutto il mondo deciderà di indossarla.

L’incontro con Francesco Amoruso si è rivelato più di una semplice intervista trasformandosi presto in una chiacchierata davanti ad un buon caffè dove lavoro ed esperienze personali si sono fuse in un unico flusso di parole. Laureato in Lettere Moderne con una tesi su Charles Bukowski ha fatto del canto il suo migliore mezzo di comunicazione. Ha partecipato al Festival degli autori di Sanremo posizionandosi come finalista nel 2009 e semifinalista nel 2010 ed ha all’attivo numerosi premi, partecipazioni canore e la pubblicazione del romanzo “Il ciclo della vita”. 
L’abbiamo incontrato per capire meglio cosa si celasse dietro il titolo del suo primo lavoro discografico “Il gallo canterino”, frutto di cinque anni di lavoro passati tra la stesura dei testi e l’assemblaggio del cd realizzato grazie anche al prezioso aiuto di Raffaele Cardone, presidente dell’associazione Illimitarte.

Cosa spinge un giovane ad avvicinarsi al difficile mondo del cantautorato?

Forse un forte egocentrismo? La convinzione che ho da dire quanto o più degli altri? Forse questo o forse, più semplicemente il fatto che ho dentro un fuoco che non riesco proprio a spegnere

Hai anche pubblicato un romanzo. Quindi, come ti definiresti? Uno scrittore? Un cantautore? Un artista?

Ho sempre pensato che se avessi saputo dipingere e ballare e recitare, avrei provato ad esprimere questo fuoco anche in queste forme, ma fortunatamente, per voi, non so dipingere nè ballare e recitare. Però ho aperto un blog sul mio sito francescoamoruso.net

Le partecipazioni ai Festivals sono state essenziali per la tua formazione? Cosa ti hanno lasciato?

Alcune mi hanno insegnato a guardarmi bene dalle persone. Mi hanno insegnato che ci sono tanti “gatti e volpi”. Ma altri mi hanno anche mostrato che nell’arte come nella vita ci sono tante belle persone. Come il liberevocifestival che mi ha dato la possibilità di conoscere Mennillo, arrangiatore dei brani del disco. L’Awop mi ha dato la possibilità di conoscere l’associazione organizzatrice, Illimitarte. Massimo Capocotta, Raffaele Cardone professionisti ed insegnanti che sono stati parte integrante nel disco suonando, missando e facendo tante capriole per il mio percorso. Insomma, c’è tanta gente di puppù, ma gli angeli esistono… giusto per fare lo sdolcinato

Chi è il “gallo canterino”?

Il gallo canterino sono io, con tutto il mio peso, con tutte le mie idee, con tutta la voglia di raccontare, come dico ne’ Il motivetto. Nel disco c’è spazio al sentimentalismo, al dolore, come per qualsiasi cantautore che vuole fare il tipo “maledetto”. Però, c’è anche tanta ironia. Anzi, soprattutto ironia. Il disco è pieno di invettive, giochi di parole urlate perché non riesce a stare in silenzio, proprio come il gallo al mattino che ‘canta’ a tutti che è ora di svegliarsi.

Hai in programma un nuovo album?

Il disco è uscito da poco. Solo 4 mesi. Io scrivo tanto, non so quanto materiale potrà essere utilizzabile, visto che sono molto autocritico, però qualcosa che mi piace c’è. Tutto dipenderà molto da questo album. Per ora sta andando bene e se continua così ritornerò a breve tempo con le spese perché, non va dimenticato, in qualità di artista indipendente ho provveduto io a tutte le spese, anche se Illimitarte mi ha dato una grande mano in termini di materiale umano e soprattutto artistico. Insegnanti ed allievi hanno collaborato gratuitamente mettendoci grande impegno. Questo è un elemento che mi piace molto sottolineare.

Però, ho in cantiere il secondo romanzo che è quasi finito e ha quasi un editore.

Hai la possibilità di ringraziare pubblicamente qualcuno, chi ringrazieresti? 

Ringrazio me stesso, ringrazio Illimitarte, ringrazio i miei amici, i miei fratelli, la mia famiglia e mio zio Angelo, che nel disco è presente con il brano Prufessò, mi manca veramente tanto.

 E noi ringraziamo te per la simpatica intervista! 

 -Il gallo canterino di Francesco Amoruso-

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