Come si calcola l’assegno di mantenimento

La fine di un rapporto di coppia è sempre un momento estremamente drammatico nella vita dei protagonisti di questa interruzione, sia dal punto di vista emotivo e umano che da quello pratico e legale.

Il primo aspetto ovviamente coinvolge una serie di aspetti privati, si tratta nella maggior parte dei casi di un trauma che interviene a stravolgere quella che era una situazione fondata su principi di stabilità, che invece poi viene a mancare, costringendoci ad affrontare una serie di cambiamenti al fine di trovare un nuovo equilibrio. Oltre a ciò, c’è da prendere in considerazione un aspetto più pratico, che riguarda la riorganizzazione di una vita anche da un punto di vista economico. Proprio sulla base di queste ultime considerazioni, il nostro legislatore ha previsto la corresponsione di un assegno di mantenimento al fine di garantire ad entrambi i coniugi la possibilità di proseguire il proprio percorso di vita in una maniera che sia quanto più possibile coerente con quella precedente.

Per cosa è stato previsto l’assegno di mantenimento

Da cosa nasce l’esigenza di prevedere un mantenimento, da corrispondere a favore del coniuge economicamente più debole? L’assegno ha una funzione assistenziale, e di conseguenza viene assegnato all’ex coniuge che non abbia un reddito proprio o che, in ogni caso, non abbia adeguate fonti di sostentamento. Sicuramente il punto di partenza fondamentale è da individuare nella necessità di garantire ad entrambi i coniugi il mantenimento dello stile di vita precedente alla separazione. Lo stesso principio vale anche in caso di presenza di figli, e l’importo dell’assegno da corrispondere può essere soggetto a revisioni periodiche, soprattutto nel caso in cui vengano a mutare le condizioni originarie in base alle quali l’importo era stato calcolato. L’assegno di mantenimento viene solitamente stabilito dal giudice in sede di separazione fra i coniugi, tuttavia la definizione dell’ammontare può anche essere il frutto di accordi intercorsi fra questi ultimi.

Come si calcola l’assegno di mantenimento

L’assegno viene calcolato in base a una serie di principi e di parametri dei quali il giudice deve avere considerazione per giungere alla propria decisione. Si tratta sicuramente di valutare, in via preliminare, il reddito complessivo della famiglia, al fine di tutelare, come abbiamo detto, il coniuge economicamente più debole ed eventualmente i figli, qualora siano presenti. Per effettuare correttamente questo esame, è necessario prendere in considerazione i redditi percepiti da ciascun coniuge, considerando a tal fine anche le rendite finanziarie, il valore locativo delle proprietà immobiliari e il numero di figli a carico, anche in funzione del tempo trascorso presso ciascun coniuge. Si tratta di una serie complessa di valutazioni, le quali necessitano di un occhio attento e di una visione globale: proprio per questo può essere utile rivolgersi a dei professionisti in grado di fornirci adeguato supporto in una fase così difficile da affrontare, al fine di ottenere quanto ci spetta realmente.

 

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