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Eroica Fenice

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I Bastian Contrario all’Eco Summer Festival

Bastian Contrario come “il contrario di uno” di Erri De Luca, “risultanza del due che si rigenera”. Da due ragazzi aversani è infatti composta la band, Fausto Tarantino e Salvatore Prezioso che definiscono il loro percorso professionale e personale un viaggio all’insegna della scoperta dell’altro e dell’opposta solitudine, un viaggio dell’anima con sottofondo musicale. In occasione del loro prossimo concerto domani 25 luglio dal vivo all’Eco Summer Festival 2015 a Parete, Caserta (il duo si sarebbe dovuto esibire ieri, ma causa maltempo la serata è stata annullata, n.d.r.) gli abbiamo posto alcune domande, sul loro sviluppo come musicisti (dal loro incontro fino a tappe della loro carriera fondamentali, come la partecipazione al concerto del primo maggio a Roma l’anno scorso).

Folk, pop, indie, alternative. Come vi definireste in una parola?

Qualcuno ci ha definito post-folk proprio perchė con le sonorità del folk (chitarra acustica, violini, fisarmonica, ecc…) abbiamo creato un sound diverso, che si è spinto un po’ più in là, quindi questa ci è sembrata la definizione più giusta.

I testi del vostro ultimo lavoro “Il contrario di uno” convogliano la positività della vita, l’amore e un invito a godere dell’attimo, ma anche la profondità dell’assenza e un’attenzione malinconica al tempo che passa, un richiamo continuo alle stagioni. Innanzitutto la vostra musica può definirsi un “elogio all’arte della felicità”?

Direi che ognuno di noi è alla costante ricerca della felicità. Anche noi in questo disco lo abbiamo fatto facendone addirittura un elogio, ma non lo abbiamo fatto di proposito. Credo che complice sia stato il viaggio fatto in Nord Europa, all’inizio del nostro progetto, ed i grandi spazi della natura che, in quei luoghi così vasti, invitano alla meditazione sui grandi temi della vita.

Raccontateci la vostra esperienza al concerto del primo maggio l’anno scorso.

Questa è stata sicuramente l’emozione più grande da quando suoniamo! Trovarsi su un palco davanti a 300.000 persone… indimenticabile! Soprattutto considerando che quel palco lo abbiamo visto come tantissimi altri ragazzi tante volte dalla parte del pubblico, poi ritrovarci a suonare è stato come salire sul carro di Babbo Natale la notte di Natale.

Tra “ieri, oggi e domani”, quali sono i cantautori che più ascoltate e che vi hanno influenzato? O semplicemente che apprezzate come stesso modo di intendere la musica d’autore?

Tralasciando i grandi cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana e che anche involontariamente ci hanno influenzato, possiamo parlare di quelli contemporanei a noi citando senza dubbio nomi quali Jovanotti, Vinicio Capossela, Meg, Battiato, artisti che sono alla continua ricerca di un nuovo modo di esprimersi. Artisti che copiano se stessi o che semplicemente emettono suoni non ci emozionano e quindi non ci interessano. Purtroppo la musica italiana è piena di pseudo-artisti che fingono… Ad artisti come questi ci piace pensare come buona musica italiana.

L’intento dell’Eco Summer Festival è di fondo difendere l’ambiente. Quanto conto per voi questa tematica?

Per noi e l’ambiente è sempre stato molto importante, basti pensare al fatto che il nostro disco è stato concepito tra il grande paesaggio nordico ed i vasti spazi che la natura sa offrire. Purtroppo l’inquinamento rappresenta sempre più un pericolo. Il problema è che nella nostra cultura tendiamo a dividere sempre i concetti natura/civiltà mentre se invece noi lo pensassimo come elemento unico ci renderemmo più facilmente conto che ogni volta che inquiniamo, quell’inquinamento ci torneindietro sotto altre forme, perchè appunto civiltà e natura fanno parte dello stesso ecosistema, sono una cosa sola. Si potrebbe migliorare questa situazione ma è un problema di mentalità, come sempre…

– I Bastian Contrario all’Eco Summer Festival –

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