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Gatto selvatico: raro avvistamento nel Parco dei Monti Aurunci

Gatto selvatico: raro avvistamento nel Parco dei Monti Aurunci

Il 14 febbraio il Parco Naturale dei Monti Aurunci ha reso noti, tramite la propria pagina Facebook, la notizia, le immagini e il breve video del sorprendente avvistamento di un esemplare di gatto selvatico all’interno del parco suddetto, ai confini tra il sud della provincia di Frosinone e quella di Latina.

Ebbene, nel cuore di questa catena montuosa, a più di un’ora di cammino dal centro abitato, il raro esemplare è stato intercettato da una fototrappola posizionata in una zona di alta montagna, nel cuore della catena degli Aurunci, utilizzata per il monitoraggio del lupo.

«Il gatto selvatico – hanno spiegato i Guardaparco Antonio Tedeschi e Paolo Perrellaè un predatore prevalentemente notturno, ma può trovarsi in attività, a compiere spostamenti, anche di giorno. Le sue abitudini, il suo carattere particolarmente elusivo, unito ad una vista, udito ed odorato sensibilissimi, rendono particolarmente difficile il suo avvistamento. Vive nelle zone montuose di latifoglie e tende ad evitare i luoghi frequentati dall’uomo. Gli esemplari di gatto selvatico sono caratterizzati dalla striatura dorsale e dalla grossa coda ad anelli. Raramente è stato avvistato sugli Aurunci, per questo quello di questi giorni è un evento veramente eccezionale».

Il gatto selvatico europeo è, infatti, un animale particolarmente schivo, considerato dall’International Union for Conservation of Nature una specie «quasi minacciata». Nel nostro Paese si stima che esistano circa 700 individui di gatto selvatico, presenti in tutta l’area centro-meridionale, in Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Sicilia e Sardegna; nell’Italia settentrionale la specie è segnalata tra Liguria e Piemonte, mentre sulle Alpi è presente nel settore orientale, soprattutto sulle Alpi Giulie, dove risiede la maggior parte degli esemplari dell’arco Alpino. La popolazione italiana di gatto selvatico in passato si era ridotta drasticamente, per la persecuzione da parte dell’uomo, che considerava l’animale “nocivo”, ma la tutela di questa specie e il miglioramento del suo habitat fanno ben sperare per il futuro; a ciò si aggiunge, tuttavia, il problema dell’ibridazione con i gatti domestici, che rende la specie vulnerabile per la possibilità di trasmissioni di malattie, dal domestico al selvatico, e per l’impoverimento genetico.

Caratteristiche del gatto selvatico

Il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è una sottospecie di gatto selvatico che dimora nelle foreste di latifoglie dell’Europa occidentale, centrale e orientale, tendendo ad evitare i luoghi frequentati dall’uomo. Dal punto di vista morfologico, presenta delle similarità con il gatto domestico – disceso dalla sottospecie selvatica lybica, nordafricana – che, al contrario ha vissuto in intimo sodalizio con gli umani, ma ha una muscolatura più possente e maggiori dimensioni. Il pelo è relativamente lungo, soffice e sottile, superiormente grigio-giallastro, con fianchi e altre porzioni corporee striati di nero, e inferiormente bianco-giallastro; ha testa tonda, naso carnicino, occhi relativamente grandi, giallo-verdi; ha zampe di media lunghezza e coda lunga, uniformemente folta, con anelli e apice neri. Si nutre soprattutto di micromammiferi ed è dotato di olfatto, udito e vista eccellenti, anche in pessime condizioni di luce.

Il gatto selvatico è un animale solitario e, anche nei casi in cui vive in coppia, mantiene la propria individualità; vive in aree boscate o cespugliate ed è di abitudini arboricole e notturne, restando nascosto di giorno nelle cavità degli alberi, in anfratti rocciosi, in tane abbandonate, e saltando agilmente nottetempo di ramo in ramo alla ricerca di cibo. È estremamente difficile “programmare” un appostamento fotografico con questo “fantasma dei boschi”, per il quale usualmente gli incontri sono fortuiti e fugaci, tanto da rendere dubbia la sua natura effettiva di gatto selvatico o semplicemente “rinselvatichito”.

L’eccezionalità dell’avvistamento del gatto selvatico

Si tratta, pertanto, di una circostanza singolare per il basso Lazio, dove si aggiunge agli avvistamenti di aquile reali avvenute nella stessa area e di popolazioni di lupi. Ma, in generale, questo animale fuggevole e guardingo si lascia adocchiare molto difficilmente e risale solo allo scorso febbraio il suo “ritorno” nel bellunese – dove mancava da circa un secolo –, che costituisce il riscontro più occidentale della presenza del felino sulle Alpi orientali. In merito, si era così pronunciata la guida naturalistica Flo Mazarol:

«In passato era visto come un concorrente dai cacciatori e, perciò, considerato nocivo e cacciato. In realtà, ha una funzione molto importante nell’ecosistema, perché caccia piccoli roditori, insetti e serpentelli. Non preda l’animale sano, ma quello vecchio o malato, il che rappresenta un elemento importante nell’equilibrio di un bosco o di un prato».

Fonte Immagine: https://www.gcomegatto.it/

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