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Eroica Fenice

La grotta di Seiano e la villa del Pausilypon

La grotta di Seiano e la villa Pausilypon è un complesso archeologico la cui apertura di risale al 2009. Originariamente si trattava di un complesso di ville romane di personaggi di rilievo; il traforo serviva proprio a collegare queste ville con Pozzuoli e la zona dei Campi Flegrei. Tuttavia oggi solo una di queste ville è rimasta pressoché integra. La grotta di Seiano, scavata nel tufo, ha una lunghezza di 770 metri. I mattoncini di pietra che caratterizzano questa imponente costruzione risalgono all’epoca romana, precisamente al I a.C., e la tecnica di costruzione adottata è quella dell’opus reticulatum. La struttura subì una restaurazione nel I d.C. a causa di eventi sismici. La grotta prende il nome dal suo ideatore, ovvero Lucio Flavio Seiano, prefetto di Tiberio, il quale incaricò l’architetto Lucio Cocceio Aucto di realizzare il traforo. Secondo le testimonianze, Aucto avrebbe realizzato anche la cosiddetta grotta di Cocceio, che collega Cuma al lago d’Averno, la Crypta Neapolitana a Fuorigrotta e il Pantheon a Roma. Tuttavia la paternità di queste opere è stata messa in discussione in seguito al ritrovamento di un’iscrizione nella Crypta Neapolitana che avrebbe portato a ritenere che il nome di Aucto sia solo un acronimo, una sigla di lettere che rimandano ai primi consoli di Roma, apposte in luogo di opere particolarmente imponenti.

Proseguendo nella grotta è possibile notare gli archi che si stagliano a perdita d’occhio, risalenti al 1800, a cura dell’architetto Enrico Alvino, la cui costruzione fu ordinata da Ferdinando II Borbone come via di fuga verso il mare. Il traforo venne adoperato anche durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio antiaereo per la zona di Bagnoli. Durante il percorso è possibile notare una leggera incurvatura della galleria: essa infatti venne scavata contemporaneamente da entrambi i lati, il punto di incontro coincise quasi del tutto, con una sfasatura di un solo metro.

La grotta di Seiano, una meraviglia nascosta

L’unica villa di cui si sono conservati i resti è quella di Publio Medio Pollione, un liberto (termine con cui veniva indicato uno schiavo liberato dal suo padrone), che divenne equites e combatté nel 31 a.C. ad Azio, nella battaglia tra Ottaviano e Marco Antonio, di particolare importanza poiché sancì l’ascesa al principato di Ottaviano, che assunse il nome Augusto. Pollione, divenuto ricco, si fece costruire questa villa, che alla sua morte lasciò in eredità ad Augusto. Nel complesso della villa di Pollione furono eretti due teatri ad uso privato. Il primo è un teatro alla greca; costruito ad uso privato per mettere in scena tragedie e commedie, originariamente poteva ospitare duemila persone. Tuttavia oggi rimane ben poco della struttura originaria, poiché il teatro è stato oggetto di un restauro che ha modificato i vecchi connotati. Il secondo è il teatro dell’ Odeon, altrimenti detto teatro tectum, ossia coperto, che ospitava duecento persone ed era destinato alla rappresentazione poetica e musicale.

Ma il punto forte della visita è lo spettacolare panorama che si presenta ai visitatori: l’isola di Nisida a sinistra e il golfo di Pozzuoli in lontananza. Al di sotto è possibile notare la purtroppo poco conosciuta baia di Trentaremi, che rientra nell’ambito del parco protetto della GaiolaProseguendo la visita tra i resti della villa è possibile notare che certi punti conservano ancora frammenti di marmi e di pitture rosso pompeiano. Il percorso termina in un altro luogo panoramico, quello della veduta sull’area della Gaiola, con la sua villa “maledetta”.

La grotta di Seiano è aperta per visite gratuite a cura dei servizi comunali in occasione di giorni feriali, previa prenotazione. Ma per apprezzare appieno questo sito è vivamente consigliato partecipare a visite guidate, organizzate a cura del CSI Gaiola onlus ma anche di associazioni culturali come Trentaremi e Medeart.

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-La grotta di Seiano e la villa del Pausilypon-

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