La scuola del nuovo millennio: tra innovazione e benessere negato

La scuola del nuovo millennio.

Dal latino schŏla e dal greco scholé, in antichità si parlava di scuola come l’otium degli antichi autori. Era quindi considerata un momento di svago e di tempo libero, nel quale ampliare le proprie capacità intellettuali tramite lo studio di varie discipline. Solo in un secondo momento passò ad essere intesa come luogo, accezione mantenuta fino ai nostri giorni.
Ma come si presenta la scuola del nuovo millennio, sospesa tra promesse di innovazione e nuove sfide per il benessere degli studenti?

Scuola tradizionale vs. Scuola del nuovo millennio

Per comprendere le sfide attuali, è utile visualizzare i cambiamenti chiave avvenuti nel sistema educativo.

Aspetto Scuola del nuovo millennio
Metodo di insegnamento Didattica attiva e cooperativa (flipped classroom, project-based)
Ruolo dello studente Protagonista attivo del proprio apprendimento
Tecnologia Integrata e fondamentale (LIM, tablet, piattaforme e-learning)
Focus principale Sviluppo di competenze trasversali (soft skills) e benessere

Breve storia dell’istruzione per tutti

Dall’alba fino ad oggi, l’istruzione è sempre stata il tassello principale nella formazione dell’individuo. A partire dal IV millennio a.C. in poi, miliardi furono i piani escogitati con i quali mirare all’insegnamento di svariati argomenti, dai primi alfabeti alla letteratura, dagli autori più importanti alle lingue più usate, e via dicendo.
Non sempre è stato possibile accedervi: ricordiamo perfettamente come all’inizio la scuola fosse dedicata solo ad una ristretta parte della società: l’aristocrazia. Solo successivamente si comprese che la scuola dovesse essere un bene esteso a tutti, senza distinzione alcuna. Nel caso italiano, l’obbligo d’istruzione venne emesso nel corso del XIX secolo con la Legge Casati, che diede avvio al percorso verso la scuola pubblica e universale.

Le due facce della scuola moderna

La volontà di riscatto delle giovani generazioni e il voler ampliare i propri orizzonti sono sempre stati i tasselli fondamentali per lo sviluppo della società. Oggi questo si traduce in un sistema scolastico che, almeno sulla carta, punta a formare individui capaci di entrare nel mondo del lavoro. Questo obiettivo viene perseguito attraverso una profonda trasformazione, spinta anche da iniziative come il PNRR, che investe massicciamente nella digitalizzazione e in nuove metodologie didattiche. Strumenti come LIM, tablet e piattaforme online sono ormai parte della quotidianità scolastica, e l’attenzione si è spostata dal semplice nozionismo allo sviluppo di competenze trasversali (soft skills). Si tratta di un cambiamento significativo, come delineato anche nelle strategie del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il paradosso del benessere psicologico

Una volta assodato che l’istruzione fosse davvero rivolta a tutti, un maggiore focus è stato posto su un aspetto più intrinseco: la serenità dello studente. Ma quanto è importante l’aspetto psicologico in questo nuovo contesto? Nel corso degli anni sono stati condotte molte interviste a riguardo, e le statistiche riportano che solo una piccolissima percentuale riesce a vivere l’esperienza scolastica in maniera equilibrata. La maggior parte, però, soffre in un circolo vizioso di competizione, ansia e depressione. Nonostante questi riscontri, poche sono state le risposte concrete: solo nell’ultimo periodo vediamo come la figura dello psicolologo cominci ad essere sempre più accentuata e come vengano messi a disposizione bonus mirati.

Purtroppo questo non basta. L’ambiente formativo è spesso percepito come una gara. La società globalizzata nella quale viviamo non aiuta: tanti sono gli impieghi che richiedono risultati esorbitanti, e sempre più vediamo ragazzi messi sotto pressione dalle aspettative. In ambito universitario, numerose sono le facoltà che portano a spese con più di quattro zeri, nonostante si parli di “istruzione pubblica”. Quella di medicina sta diventando sempre di più una vera e propria impresa, causando forte depressione nelle nuove leve.

Le riforme sono sufficienti?

Anche i social media hanno il loro peso: questo scaturisce il confronto con l’altro, l’insicurezza e la paura del fallimento. Vediamo quotidianamente contenuti nei quali si esalta la perfezione ed emerge quasi come una vergogna l’avere necessità differenti; chi viene bocciato è automaticamente un perdente. La famiglia ha, inoltre, il suo peso, riponendo nei figli aspettative mai raggiunte.

Un famoso giornalista del secolo scorso, Sydney J. Harris, disse che lo scopo della scuola è quello di trasformare gli specchi in finestre: da riflessi di altri si deve cambiare in un mezzo tramite il quale aprirsi al mondo. Il prossimo passo è quello di far sì che gli studenti possano essere felici e soddisfatti delle loro scelte. Riuscirà la scuola del nuovo millennio in questo importante proposito?

Fonte immagine in evidenza: Depositphotos

Articolo aggiornato il: 09/09/2025

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