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Eroica Fenice

Settembre 1943: Napoli combatte

 

Le quattro giornate di Napoli si ricordano tra gli eventi che, storicamente, hanno segnato la storia cittadina.

8 Settembre 1943 è la data di svolta della guerra per il Regno d’Italia, il giorno in cui si depositano ufficialmente le armi contro gli Alleati che stanno risalendo la penisola italiana. Gran parte della popolazione si aspetta il ritorno alla normalità, ma sul suolo italiano, presto, quello che era l’alleato di ieri diventa il nemico di oggi: l’esercito tedesco diventa una forza di occupazione. L’Italia è spezzata in due: a nord i tedeschi che subito devono fronteggiare il CLN (Comitato Liberazione Nazionale) e a Sud gli Alleati e il Regno d’Italia. La città più importante a Sud ad essere in mano tedesca è la città di Napoli. Nei giorni successivi all’armistizio in città si susseguono schermaglie tra tedeschi e le forze italiane in città.

Il 13 Settembre 1943 il colonello Scholl, comandante delle forze tedesche, dichiara lo stato d’assedio e il coprifuoco, avvengono alcune fucilazioni a cui la popolazione è costretta ad assistere da luoghi noti, come le scalinate dell’Università al Corso Umberto e a Piazza Bovio. Il malcontento tra la popolazione partenopea sale vertiginosamente quando viene fatta evacuare la linea di costa cittadina fino a 300 metri nell’entroterra cittadino, centinaia di famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni: è il preludio alla distruzione del porto. Contemporaneamente, avviene il rastrellamento di tutti gli uomini abili al lavoro. Le folle che si accalcano attorno gli autocarri, liberano, il più delle volte, i malcapitati che sono stati catturati.

27 Settembre 1943. A seguito di un grande rastrellamento a cui la popolazione risponde con le armi, in quei giorni di anarchia vengono depredate le armerie delle caserme: è il primo passo della liberazione della città. Un pó per tutto il territorio cittadino si susseguono scontri tra tedeschi e italiani. Gli insorti non sono altro che comuni cittadini o quei pochi militari rimasti in città.Tra il 28 e il 29 settembre i tedeschi si asserragliano al Vomero, all’interno dello Stadio Littorio, l’attuale Stadio Collana, con diversi ostaggi. La situazione in tutta la città volge a favore dei napoletani e nella serata del giorno 29 Scholl tratta la ritirata delle forze tedesche. Il 30 Settembre i tedeschi si ritirano dalla città, come ultimo atto di offesa vengono appiccati diversi incendi. Napoli diventa la prima grande città europea ad essere liberata dall’occupazione tedesca; si tratta anche del primo caso in cui gli occupanti germanici sono costretti a trattare alla pari con la popolazione insorta. Le quattro giornate si concludono con la vittoria della cittadinanza.

Durante le quattro giornate settembre emergono figure di capipopolo che prendono il comando di sparuti gruppi per la città, per organizzarne la difesa dai tedeschi; uno tra tutti Antonio Tarsia in Curia, professore del Liceo Sannazaro, sede in quei giorni della lotta anti-tedesca.
Il popolo, in quell’occasione, si libera da un giogo, quello tedesco, che, sebbene per pochi giorni, fa sentire prepotentemente la propria presenza. Molti i bombardamenti subiti dalla città nel corso della guerra da parte degli Alleati, migliaia le vittime, ma quando il 1 Ottobre gli americani entrano a Napoli, l’accoglienza è favorevole.

Diversi i giudizi relativi alle Quattro giornate ; probabilmente il senso più forte di quell’evento non è lo scambio di un alleato e di un nemico con un’altro , ma il voler ripudiare, cacciare la guerra dalla città, liberare le strade da quello che è stato un grande spargimento di sangue. Il giorno dell’armistizio tutti credono probabilmente che la guerra sia finita, non immaginanano che si sarebbero dovuti preparare alla guerra d’occupazione, di liberazione. I tedeschi, in quel momento, dopo l’armistizio, oltre a rappresentare la forza d’oppressione, rappresentanano la guerra in città e i loro soprusi, ricordano alla gente che la guerra sarebbe continuata ancora ; a completare l’ opera ci pensano i fatti ; nessuno avrebbe dovuto dare ordini alle forze del Regio Esercito, un serpentello a cui è stata tagliata la testa agli inizi di Settembre, ma che, sebbene in maniera convulsa, continua ad avanzare. Parimenti, anche le forze disorganizzate per la città rispondono alla nuova necessità: proteggere Napoli. Cacciare via la guerra dal suolo partenopeo, questo è l’obiettivo. La cacciata delle forze germaniche ha il sapore di una possibilità , un nuovo corso, libertà dal conflitto, possibilità di ristabilire la normalità che da troppo tempo manca alla città di Napoli. 

Nel mondo odierno, risulta difficile riscontrare un fenomeno come quello delle quattro giornate del Settembre 1943, situazioni di guerra totale come quelle si ripetono con più o meno la stessa ferocia, ma fortunatamente per tempi più brevi nella maggioranza dei casi, in altri no. Un esempio di questa ricerca della normalità è quella cui siamo abiutuati ad assistere quotidianamente attraverso notiziari, l’Iraq. In Iraq si sta consumando una guerra che vede uniti, quelli che erano i nemici, le varie fazioni all’interno del variegato mondo delle tribù ed etnie irachene, fare fronte comune contro lo Stato Islamico: ma usare questo nome non legittima qualcosa che non dovrebbe avere legittimità? La storia si ripete un pò allo stesso modo ovunque, non sempre nei medesimi termini, in un paese martoriato da anni di dittatura e guerra cerca di rialzarsi, trovare un nuovo corso, cercare la libertà tanto agognata. Alla fine queste situazioni diventano sempre la ricerca di questo, libertà, farcita di sacrificio. Le stesse cose, potrebbero dirsi di tutti quei popoli, che attraverso la Primavera Araba, hanno cercato il proprio corso verso la normalità, la serenità, l’instaurazione della democrazia attraverso la lotta del “popolo”, intesa come fermento di tutti nel senso più ampio, dai giovani ai vecchi.

Delle quattro giornate del Settembre, oltre le varie targhe che figurano in la città nei luoghi chiave, troviamo un segno nella filmografia degli anni ’60, un capolavoro di Nanni Loy, Le quattro giornate di Napoli, dove vengono raccontati gli eventi di quei tragici giorni.


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