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Eroica Fenice

Silvia Ruotolo: i colori della legalità

“Comprendere cosa significa l’atroce, non negarne l’esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà”  – Hannah Arendt

Correva l’anno 1997, era l’11 giugno, un mercoledì di inizio estate. Silvia Ruotolo, trentanovenne, era nel quartiere Arenella, tornava dalla scuola materna insieme al figlio Francesco, di soli cinque anni. Alessandra li guardava dal balcone nell’attesa che rincasassero: aveva soltanto 10 anni e a quell’età la morte è un pensiero ancora lontano, un peso ancora sconosciuto. Non è stato così per Francesco e per Alessandra Clemente. Non è stato così per il loro papà, Lorenzo. Non è stato così per Silvia.

La tragica faida ha inizio: quaranta spari, quaranta colpi di terrore. Quaranta proiettili che oltre ad uccidere Salvatore Raimondi e ferire Luigi Filippini, due affiliati del clan Caiazzo – Cimmino, ferirono Riccardo Valle, giovane studente, e portarono Silvia ad una tragica morte, in un mercoledì che la violenza della camorra ha trasformato in un giorno d’agonia e dolore. Accanto al figlio Francesco e davanti allo sguardo innocente di Alessandra, Silvia è stata colpita da un proiettile e la sua vita strappata d’improvviso alla sua casa, all’infanzia di Francesco e all’adolescenza di Alessandra, all’amore del marito Lorenzo e alla vita di donna, moglie e madre che ancora l’attendeva.  L’11 febbraio 2001 la Corte d’Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo i responsabili: Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno e Rosario Privato. Come sappiamo questa non è stata, purtroppo, l’ultima strage che la camorra ha messo in atto sporcando di sangue l’anima di Napoli.

Silvia Ruotolo e i suoi colori: tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce

Per onorare la memoria e custodire il ricordo di Silvia, in occasione del 19° anniversario della sua morte, la “Fondazione Silvia Ruotolo” ha promosso per l’11 giugno 2016, presso i giardinetti “Silvia Ruotolo” in Piazza Medaglie d’Oro, l’iniziativa “tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce”. Dalle 9.30 alle 13.00, dopo i saluti istituzionali, ci sarà la deposizione di un omaggio floreale alla lapide che ricorda Silvia Ruotolo. Seguirà un contributo musicale e teatrale a cura del plesso scolastico “Silvia Ruotolo”; il gruppo popolare “Ottavia” e Lucariello, Lorena Bartoli e Michele Selillo. Alle ore 17:00 si terrà la Santa Messa presso la Chiesa dell’Immacolata, celebrata da Don Luigi Ciotti e Don Tonino Palmese. Alle ore 18.00 si terrà l’ inaugurazione forestiera della Fondazione Silvia Ruotolo in viale Michelangelo, 57. La speranza è che le tante vittime della criminalità, da Giancarlo Siani a don Peppe Diana, da Annalisa Durante a Silvia Ruotolo possano servire da monito per il futuro, come icona che spinga Napoli e i suoi cittadini alla volontà sacrosanta di riscatto.

La verità illumina la giustizia: è forse questo il senso primo che spinge la Fondazione Silvia Ruotolo a proporre percorsi di impegno quotidiano contro la realtà criminale e camorristica. La camorra è una forma di terrore infiltrata nelle istituzioni civili a tutti i livelli, ragion per cui bisognerebbe sempre ricordare che la criminalità organizzata non uccide il singolo, uccide la collettività. La camorra è un male evidente e diviene perciò un dovere morale non stancarsi mai di ricordare, di denunciare: è questa la voce che tenta di combattere la faccia sporca e indegna della criminalità napoletana che è il vero, grande tumore della nostra città.