Aldo Masullo: il filosofo della “paticità” e il suo pensiero

Aldo Masullo

Aldo Masullo (1923-2020) è stato uno dei più importanti filosofi italiani del secondo Novecento e una figura intellettuale di riferimento per la sua città d’adozione, Napoli. Nato ad Avellino il 12 aprile 1923, si è distinto per un pensiero originale e profondo, capace di dialogare con la realtà e con le persone attraverso un linguaggio semplice ma denso di significato.

Le sue lezioni universitarie erano descritte come uno “spettacolo di pensiero pensante” e le sue conferenze pubbliche attiravano folle eterogenee, affascinate dalla sua capacità di rendere accessibile una riflessione filosofica di grande spessore. Morì a Napoli il 24 aprile 2020, all’età di 97 anni.

Biografia: tra accademia e impegno politico

Laureato in Filosofia e Giurisprudenza, Aldo Masullo fu allievo di Antonio Aliotta e Cleto Carbonara. La sua carriera accademica si svolse interamente all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove fu prima professore di Filosofia Teoretica e poi di Filosofia Morale. Il suo impegno non si limitò all’insegnamento: Masullo partecipò attivamente alla vita pubblica del Paese. Fu Deputato della Repubblica Italiana dal 1972 al 1976 nelle file del Partito Comunista Italiano e, come documentato dalla sua pagina ufficiale sul sito del Senato della Repubblica, fu Senatore dal 1994 al 2001 per i Democratici di Sinistra.

Il pensiero: la centralità della “paticità”

Il contributo più originale di Aldo Masullo alla filosofia è il concetto di «paticità». Con questo termine, egli indicava la condizione originaria dell’essere umano come “essere patico”, ovvero un soggetto che prima di tutto sente, patisce ed è affetto dal mondo attraverso il corpo. Per Masullo, l’esperienza del sentire (il *pathos*) non è un’attività secondaria rispetto al pensiero razionale, ma ne è il fondamento. È nel corpo e nella sua capacità di provare sentimenti ed emozioni che si radica la nostra comprensione del mondo e la nostra stessa etica. La paticità è quindi la radice dell’intersoggettività e della nostra relazione con gli altri.

I pilastri del pensiero di aldo masullo Significato essenziale
Paticità La condizione fondamentale dell’uomo di “sentire” e “patire” il mondo attraverso il corpo, prima ancora di pensarlo. È la base dell’emozione e della morale.
Intersoggettività L’essere umano non è un soggetto isolato, ma si definisce nella relazione con l’altro. La comprensione di sé passa inevitabilmente dalla comprensione degli altri.
Tempo Visto non come una successione lineare, ma come un’occasione. Il futuro è il “tempo della grazia”, lo spazio della libertà e delle possibilità da cogliere.

Il legame con napoli: un amore critico e costruttivo

Aldo Masullo amava profondamente Napoli, una città che osservava con la lucidità del suo pensiero critico. Sosteneva che Napoli amasse “più apparire che essere” e che il vero impegno fosse far emergere questo “essere”, superando le antiche separazioni tra classi sociali. Di fronte alla fuga dei giovani, Masullo affermava con forza che, se avesse avuto vent’anni, sarebbe rimasto a lottare per la sua città, un’esortazione potente all’impegno civile. Per questo suo contributo, fu insignito della cittadinanza onoraria dal sindaco Luigi de Magistris.

Le opere principali e l’eredità

La produzione di Aldo Masullo fu vasta e influente. Tra i suoi testi più importanti si ricordano: “Struttura soggetto prassi“, “Il senso del fondamento“, “Filosofie del soggetto e diritto del senso“, “Il tempo e la grazia. Per un’etica attiva della salvezza” e “La libertà e le occasioni“. La sua eredità risiede nell’invito costante a lottare contro ogni forma di assolutismo e a concepire la comprensione di sé e degli altri come un progetto a cui aspirare in ogni età della vita, un messaggio che continua a risuonare con grande attualità.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 26/09/2025

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