Burai-ha: la scuola degli scrittori dissoluti giapponesi

Burai-ha: la scuola dei poeti dissoluti giapponesi

In molti conoscono lo scrittore giapponese Dazai Osamu, autore di opere seminali come Ningen shikkaku (Lo squalificato) e Shayō (Il sole si spegne). Questi testi rivelano lo scandaglio interiore e il senso di inadeguatezza a vivere che l’autore ha portato con sé durante tutta la sua esistenza. Tuttavia, non tutti sanno che la figura di Dazai è il pilastro di una corrente letteraria nota col nome di Burai-ha. Questo gruppo riuniva scrittori dissoluti, accomunati da una profonda crisi esistenziale e dalla mancanza di scopo in un contesto difficile come il Giappone del Dopoguerra.

Chi sono i principali esponenti della Burai-ha?

Autore Opera rappresentativa Ruolo nel movimento
Dazai Osamu Lo squalificato Simbolo della sofferenza esistenziale
Sakaguchi Ango Sulla decadenza (Darakuron) Teorico della caduta dei valori
Oda Sakunosuke Dolci coniugali (Meoto Zenzai) Narratore della vita di Osaka
Tanaka Hidemitsu Olympus no Kajitsu Discepolo devoto di Dazai

Cos’è la Burai-ha: la scuola dell’irresponsabilità e della decadenza

Quella della Burai-ha, nota come scuola dell’irresponsabilità e della decadenza, non è definibile come una vera e propria scuola organizzata, ma piuttosto come un gruppo di letterati anticonformisti e ribelli nei confronti delle regole e dei costrutti sociali preesistenti. Il termine burai fu attribuito a questi autori dai critici conservatori e significa letteralmente “inaffidabile” o “canaglia”. I suoi membri erano definiti anche Shingesakuha, ovvero “la nuova scuola del gesaku“, in riferimento alla narrativa gesaku del periodo Edo, nota per i suoi temi ludici e anticonformisti. Questa etichetta fu coniata da Sakaguchi Ango, uno degli autori chiave del movimento, per auspicare una rinascita di una letteratura basata su opere stravaganti con il puro intento di intrattenere il pubblico, lontano dalla propaganda bellica.

Lo stile di vita dissoluto e il contesto storico

Tra le caratteristiche distintive di questa cerchia eterogenea di scrittori spicca lo stile di vita da bohémien che conducevano: essi erano figure socialmente scomode, dedite alle attività più dissolute come l’abuso di alcool, droghe e relazioni promiscue. Lo stesso Dazai è l’emblema tragico di questo modus vivendi: la sofferenza esistenziale che lo affliggeva si espresse in diversi tentativi di suicidio, culminati con la sua morte nel 1948. Anche un altro intellettuale del movimento, Tanaka Hidemitsu, pose fine alla sua vita sulla tomba dello stesso Dazai, in un gesto di estrema devozione e disperazione. Gli autori della Burai-ha erano mossi da una profonda volontà di critica verso il Giappone post-Seconda Guerra Mondiale, un paese smarrito e segnato dall’occupazione americana.

Sakaguchi Ango: la critica ai valori tradizionali

Oltre a Dazai Osamu, una figura fondamentale del movimento è Sakaguchi Ango. A lui si deve il celebre saggio Darakuron (Sulla decadenza), pubblicato nel 1946. Si tratta di un’opera provocatoria in cui l’autore critica aspramente valori tradizionali come il Bushidō, considerato un codice falso e sfruttato cinicamente dalla macchina bellica imperiale. Ango sosteneva che questi ideali fossero ormai in decadenza e che tale crollo fosse un fatto non solo da accettare, ma di cui gioire. La “caduta” permetteva infatti di spogliarsi delle ipocrisie sociali per dar vita a una nuova etica personale e vivere con sincerità la propria natura umana. Questo testo fece molto scalpore e attirò numerose critiche dai conservatori dell’epoca.

Oda Sakunosuke e la rappresentazione della fragilità umana

Un altro pilastro della Burai-ha è Oda Sakunosuke, celebre per aver raccontato nelle sue opere la vibrante vita culturale di Osaka. Il suo lavoro principale è Meoto Zenzai (Dolci coniugali), in cui esplora le vicende di una coppia poco convenzionale: il marito conduce uno stile di vita dissoluto, che ricalca fedelmente quello dell’autore, ma nonostante tutto lui e la moglie riescono a superare le avversità. L’obiettivo del racconto era affrontare il tema della fragilità umana, unito a quello della resilienza. In Oda, così come negli altri membri del gruppo, emerge l’intenzione di rappresentare l’essere umano nelle sue sfaccettature meno nobili: uomini privi di scopo, che non si sentono rappresentati dalla rigida società giapponese o che si ritengono esclusi dalla modernità.

L’eredità della Burai-ha: dal Bar Lupin a Bungo Stray Dogs

Oda Sakunosuke è spesso associato a Sakaguchi e Dazai non solo per affinità letteraria, ma per una reale amicizia. I tre frequentavano ambienti degradati e bar nei vicoli di Tokyo, tra cui il leggendario Bar Lupin a Ginza, locale esistente ancora oggi che conserva le foto dei tre scrittori seduti al bancone. Queste figure carismatiche hanno ispirato diverse opere contemporanee: l’esempio più famoso è il manga e anime Bungo Stray Dogs. Nella serie, i personaggi portano i nomi e possiedono abilità basate sulle opere degli scrittori realmente esistiti; non è un caso che Dazai, Oda e Sakaguchi formino, in un arco narrativo cruciale, un trio di amici indissolubile noto come Stray Dogs (cani randagi), omaggiando così la loro storica connessione nella realtà.

Fonte immagine: Wiki Commons (Sakaguchi Ango fotografato da Hayashi Tadahiko)

Articolo aggiornato il: 26/12/2025

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