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Eroica Fenice

Castello di Sammezzano

Castello di Sammezzano, il palazzo dai mille colori

Il Castello di Sammezzano, circondato dal suo omonimo e grandissimo parco, si trova nei pressi di Leccio, un paese nel comune di Reggello in provincia di Firenze.

Fu Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona a realizzare il castello e il parco di Sammezzano. Egli trasformò e ampliò l’edificio preesistente nel periodo di tempo tra il 1843 e il 1889. Ferdinando era assolutamente affascinato dall’orientalismo, una corrente culturale che si diffuse in tutta Europa all’inizio dell’Ottocento.

Un castello in stile orientale in un tipico paesaggio toscano. È proprio questa la singolarità dell’opera d’arte che è il castello di Sammezzano, un incanto orientaleggiante di grande valore artistico.

Il castello dai mille colori

I principali elementi moreschi del castello sono i mosaici in ceramica, le colorate decorazioni geometriche e vegetali, i bassorilievi e le cupole ad archi intrecciati. Le 65 scale di cui il castello dispone portano i visitatori da una meraviglia all’altra e permettono di viaggiare dall’Estremo Oriente alla Spagna.

Ferdinando Panciatichi aveva pensato a ogni stanza come un viaggio in una terra straniera, immaginando terre che lui non ha realmente visitato ma che ha conosciuto attraverso i libri. Motti, frasi e citazioni in latino e italiano accompagnano il cammino del visitatore e legano due culture molto diverse tra loro in un insieme del tutto singolare.

L’atrio delle colonne è il primo ambiente che si incontra non appena si varca il portone di accesso. Le colonne grigiastre che lo caratterizzano reggono una decoratissima volta a cassettoni blu.

L’atrio conduce al salone di ingresso, decorato da mille colori, specchi e motivi geometrici. L’architettura orientale si mescola con quella occidentale con soffitti a cassettoni, decorazioni con gigli fiorentini e incisioni in carattere gotico.

Troviamo poi molte sale concatenate tra loro e ognuna con le sue caratteristiche peculiari. Nella Sala delle Stelle le luci, i colori, le forme si avvicinano a quelle della Spagna meridionale, molto influenzata dalla cultura araba. Quasi tutte le volte sono a forma di stella e numerose sono le vetrate colorate che adornano lo spazio.

La sala da ballo (o Sala Bianca) è interamente in stile moresco. Ventiquattro colonne con capitelli in stile islamico circondano la stanza ricca di motivi geometrici e floreali. In alto l’architettura della cupola rivestita in stucco bianco lascia spazio agli oculi che permettono alla luce di entrare e riflettersi sulle vetrate colorate delle porte che conducono alle altre stanze.

La Sala delle Farfalle presenta una cupola realizzata interamente in muqarnas, soluzione tipica dell’architettura musulmana che prevede ornamenti con forme simili a quelle delle stalattiti. Ferdinando Panciatichi vi aveva inserito un elemento innovativo, degli specchi, per la dilatazione della luce del sole e delle candele che illuminavano la stanza rispettivamente di giorno e di notte.

La Galleria delle Stalattiti è un viaggio nell’India. La Sala del Fumo presenta un sofisticato impianto di areazione molto innovativo per l’epoca. La Sala dei Gigli conduce invece in Cina, con le decorazioni a squame che sfumano dal rosa all’argento. Queste sono solo alcune delle meravigliose stanze del castello.

Il Parco Storico di Sammezzano

Ferdinando Panciatichi era anche un appassionato di piante e di botanica. 65 ettari del cosiddetto “Parco Storico” circondano il castello.

Nell’area verde in origine erano state piantate circa 150 specie vegetali. Oggi si possono vedere palme, aceri, querce, ginepri e i tanti lecci. Il parco del castello, uno dei più grandi di Firenze, presenta la più ampia concentrazione europea di sequoie. Tra queste spicca la “sequoia gemella”, alta più di 50 metri e con una circonferenza di 8,4 metri che fa parte degli alberi monumentali d’Italia e dei 150 alberi di eccezionale valore ambientale o monumentale.

Ferdinando decise di piantare nel suo giardino anche delle piante rare ed esotiche per abbellire gli esterni e introdurre i visitatori allo stile moresco della villa.

La storia del castello di Sammezzano

La storia del castello è molto antica, risale all’epoca romana. Lo storico David Davidson, nella sua Storia di Firenze, afferma che nel 780 potrebbe esserci passato lo stesso Carlo Magno di ritorno da Roma per far battezzare suo figlio dal Papa.

La tenuta di cui fa parte Sammezzano appartenne nei secoli a famiglie molto importanti, tra cui gli Altoviti e i Medici. Giovanni Jacopo de’ Medici vendette poi il possedimento alla famiglia Ximenes d’Aragona che ne fu proprietaria finché l’ultimo erede, Ferdinando, morì nel 1816.

Negli anni successivi, in seguito a problemi con il testamento di Ferdinando Ximenes, i beni, il nome, lo stemma e i titoli della famiglia passarono al primogenito di Vittoria, sua sorella, nonché moglie di Niccolò Panciatichi.

Negli anni del Novecento il complesso venne certificato di “particolare interesse pubblico” e nel 1955 i proprietari, eredi del castello, lo cedettero alla società “Sammezzano S.r.l.”. Al castello fu concessa la trasformazione in ristorante e albergo. Nel dopoguerra esso fu adibito a hotel di lusso e set di numerose produzioni cinematografiche.

Negli anni ’70 il castello fu riconosciuto di interesse artistico e storico e viene quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela conseguenti.

Nell’ultimo decennio il castello è stato messo all’asta, in attesa che qualcuno lo riportasse al suo splendore assumendosi il carico dei necessari interventi di restauro. Per il momento il bene sembra essere assegnato alla società Kairos, una compagnia fiorentina e inglese.

Da un po’ di tempo un comitato per il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (F.P.X.A.) promuove e organizza convegni e visite per il pubblico, nel tentativo di ricordare un personaggio che al tempo non era ben visto dai suoi concittadini e che è stato colpevolmente dimenticato.

Al momento, per questioni legate all’asta, le visite al castello sono sospese. Ma ci si può prenotare per la lista di attesa, considerando che le visite hanno cadenza occasionale e in genere sono organizzate due volte l’anno.

Per le notizie in tempo reale è bene tenere d’occhio il sito del comitato F.P.X.A. al seguente link: http://www.sammezzano.org/

Fonte immagine copertina: https://www.finalmentevenerdi.it/castello-di-sammezzano/

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