Cosa mangiano gli astronauti? Cucina a gravità zero

Cosa mangiano gli astronauti? Cucina a gravità zero.

I viaggi nello spazio hanno sempre affascinato molte persone, anche chi non è esperto dell’argomento. Molti sanno che gli astronauti devono dedicarsi intensamente alla loro preparazione per le missioni spaziali, con un assiduo allenamento fisico e mentale. I viaggi spaziali sono piuttosto lunghi e gli astronauti hanno bisogno di portare con sé non solo gli strumenti necessari per la missione, ma anche ciò di cui hanno bisogno per le loro necessità quotidiane. In particolare, vi siete mai chiesti cosa mangiano gli astronauti? Scopriamolo insieme.

Quali sono le tipologie di cibo per astronauti?

Tipologia Caratteristiche e utilizzo
Cibi reidratabili Si consumano dopo l’aggiunta di acqua calda o fredda. Includono riso, pasta, cereali e bevande.
Cibi termostabilizzati Conservati in buste speciali per durare a lungo, comprendono carne, pomodori e funghi.
Cibi processati Alimenti pronti al consumo come biscotti, noci, caramelle e frutta secca.
Condimenti Devono essere esclusivamente in forma liquida o semiliquida per evitare la dispersione di granelli.

Dalle origini al futuro: breve storia dell’alimentazione nello spazio

Quando si pensa a cosa mangiano gli astronauti durante i loro viaggi, spesso l’immagine è quella del cibo nei tubetti grigi e degli alimenti ridotti in polvere.

Il cibo nei tubetti: gli inizi con il programma Mercury

I primi cibi portati nello spazio non erano molto diversi da questa immagine. John Glenn, il primo statunitense ad entrare in orbita attorno alla Terra, è stato membro dei Mercury Seven (i primi sette astronauti della NASA, protagonisti del Programma Mercury) e tra i primi a provare il cibo concepito per essere consumato nello spazio. L’astronauta Glenn e i suoi compagni avevano alimenti sotto forma di piccoli cubetti, polveri deidratate e composti semi-liquidi contenuti in tubetti di alluminio. Al momento della missione Mercury, non si sapeva con certezza se fosse possibile ingoiare cibo nello spazio; John Glenn provò del succo di mela e dimostrò che era possibile senza complicazioni. Il sapore non era piacevole, ma erano gli anni ’60 e fu comunque un enorme passo avanti.

L’evoluzione del gusto: i programmi Gemini e Apollo

Un cambiamento significativo ci fu con il Programma Apollo, il programma spaziale che portò l’uomo sulla Luna. La qualità dei cibi aumentò e il sapore venne migliorato. Già con il precedente Programma Gemini, i cibi pre-tagliati in cubetti vennero ricoperti con della gelatina e il menù venne arricchito, includendo pollo e verdure. Con il Programma Apollo si aggiunsero altre innovazioni; gli astronauti ebbero a disposizione per la prima volta acqua calda da aggiungere agli alimenti deidratati, per aumentarne la sapidità. Inoltre, il packaging venne migliorato per rendere il pasto meno macchinoso. Vennero introdotte le buste termostabilizzate.

Dai primi viaggi spaziali ad oggi, sono stati fatti numerosi progressi, anche per il menù degli astronauti; la varietà di cibi portati nello spazio è notevole.

Come si prepara il cibo spaziale: il ruolo dei tecnologi alimentari

Gli alimenti per le missioni spaziali vengono preparati da tecnologi alimentari, che cucinano e programmano la dieta spaziale tenendo conto dei feedback degli astronauti. I pasti sono preparati per essere già pronti per il consumo, dato che non si possono usare fornelli, e vengono inseriti in buste termostabilizzate. Questo permette una conservazione fino a 18 mesi, evitando la proliferazione di muffa.

Tipi di alimenti nello spazio: reidratabili, termostabilizzati e processati

Gli ingredienti sono già inclusi, ed è possibile aggiungere solo salse “liquide” come il ketchup. Sale e pepe, se non in forma liquida, non possono essere utilizzati perché i granelli volerebbero via. Lo stesso vale per il pane: non è possibile mangiarlo perché causerebbe la dispersione di briciole nella navicella, con possibili danni alle attrezzature. I cibi che provocherebbero briciole devono essere uniti a qualcosa di liquido, in modo che la tensione superficiale trattenga i pezzi (ad esempio i cereali). Nonostante questo, c’è una grande varietà di alimenti. Ecco alcuni esempi di cosa mangiano gli astronauti:

  • Cibi reidratabili: si consumano dopo l’aggiunta di acqua, calda o fredda, tramite un meccanismo di erogazione. Includono riso, pasta, cereali e bevande come tè e caffè.
  • Cibi termostabilizzati: sono contenuti nelle buste termostabilizzate e comprendono carne, pomodori e funghi. Il cibo viene consumato direttamente dai contenitori con normali posate.
  • Cibi processati: possono essere consumati direttamente, come biscotti, noci, caramelle e frutta secca.
  • Condimenti: devono essere tutti in forma liquida o semiliquida.

Le tortillas spaziali: un sostituto del pane

Come alternativa al pane, gli astronauti possono consumare speciali tortillas a lunga conservazione; sono molto versatili, non creano briciole e sono contenute in pacchetti senza ossigeno, per evitare che vadano a male.

L’importanza della nutrizione per gli astronauti: esigenze specifiche

Decidere cosa mangiano gli astronauti è un compito di grande rilievo, affidato a nutrizionisti specializzati. Assumere adeguate quantità di vitamine, calorie e sali minerali è fondamentale per gli astronauti come per le persone sulla terraferma.

Vitamine, minerali e calorie: la dieta bilanciata nello spazio

Le quantità dei nutrienti da assumere non differiscono molto dalla dieta terreste, ma ci sono alcuni accorgimenti e piccole modifiche da apportare.

Ferro, sodio e vitamina D: le modifiche alla dieta terrestre

Bisogna evitare eccessi di ferro e sodio: potrebbero provocare problemi di salute a causa dei cambiamenti fisiologici degli astronauti. È consigliata l’assunzione di vitamina D, dato che il corpo non ne produce abbastanza (le navicelle sono protette dalla luce solare e da radiazioni).

Curiosità sull’alimentazione nello spazio

Anche gli astronauti italiani, come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, durante le loro missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, hanno seguito queste regole alimentari, portando con sé anche alcuni alimenti tipici della cucina italiana, appositamente preparati per l’occasione. L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, pone molta attenzione a questi aspetti, per garantire il benessere degli astronauti durante le missioni di lunga durata.

Fonte immagine in evidenza: Depositphotos

Articolo aggiornato il: 25/11/2025

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