Cos’è la telepatia, tutto quello che c’è da sapere

Cos’è la telepatia

Stabilire scientificamente cos’è la telepatia è stato, ed è ancora oggi, un compito estremamente difficile, se non del tutto impossibile. La telepatia, anche chiamata popolarmente trasmissione del pensiero, è un fenomeno psichico che consiste nell’ipotetica capacità umana di percepire ciò che un altro individuo pensa o sente senza l’utilizzo di strumenti fisici o dei tradizionali cinque sensi. Si parla comunemente anche della straordinaria possibilità di trasmettere informazioni complesse da un soggetto all’altro in modo istantaneo.

Tutto ciò è storicamente circoscritto al controverso ambito della parapsicologia. Tuttavia, dal punto di vista della ricerca scientifica moderna e delle neuroscienze, oggi si parla in termini molto più concreti di brain-to-brain communication (ovvero la comunicazione diretta tra cervelli mediata dalla tecnologia).

Scheda informativa sulla telepatia

Caratteristica Dettaglio
Definizione Trasmissione del pensiero o di emozioni a distanza senza l’uso dei cinque sensi.
Etimologia Dal greco tèle (lontano) e pàtheia (sensibilità/sofferenza).
Ambito di studio storico Parapsicologia (ricerche iniziate a Londra a fine Ottocento).
Approccio scientifico moderno Brain-to-brain communication tramite interfaccia cervello-computer (BCI).
Esperimenti celebri Carte Zener (J.B. Rhine, anni ’30) ed esperimenti di deprivazione sensoriale (C. Tart, anni ’60).

Esperimenti e comunicazione tra cervelli (BCI)

Diversi esperimenti contemporanei hanno dimostrato che è scientificamente possibile connettere più cervelli attraverso una sofisticata tecnologia chiamata BCI (“Brain-Computer Interface”). Essa consente di creare un canale di comunicazione diretto tra il cervello umano e un dispositivo (ad esempio un computer) che registra, codifica e decodifica specifici impulsi elettrici. Sfruttando questa tecnologia, alcuni ricercatori sono riusciti a muovere a distanza la coda di un ratto e persino a far avanzare una sedia a rotelle con la sola forza del pensiero.

La telepatia è anche spesso intesa come la possibilità di conoscere a distanza un evento nel momento esatto in cui si sta verificando, ed è spesso intimamente collegata a un forte coinvolgimento emotivo. Infatti, molte ricerche marginali affermano che la telepatia può realizzarsi più facilmente tra due soggetti strettamente legati in cui avviene un profondo e costante scambio energetico ed emotivo.

Origini, etimologia e credenze storiche

La parola “telepatia” deriva dal greco antico tèle (lontano) e pàtheia (sensibilità o sofferenza). Infatti, la telepatia viene intesa essenzialmente come la capacità di essere in perfetta sintonia con il pensiero di una persona, anche non necessariamente vicina a noi fisicamente. Dunque, la sua definizione non prevede in alcun modo l’uso dei classici cinque sensi.

Ciò è stato analizzato nel tempo attraverso numerosi e discussi esperimenti emotivi e sociali. Ad esempio, in un test clinico due amiche empatiche sono state separate in due stanze diverse e isolate. Una delle due è stata esposta improvvisamente a una forte luce, cioè è stata stimolata visivamente in modo anomalo. Questo inaspettato stimolo ha creato, secondo i dati riportati dai ricercatori, un’alterazione misurabile nell’elettroencefalogramma dell’altra ragazza, la quale però non era stata stimolata da alcun tipo di elemento esterno nella sua stanza.

Alcune credenze antiche, filosofiche e religiose considerano da secoli la telepatia un vero e proprio fenomeno paranormale, poiché totalmente estraneo all’uso dei cinque sensi umani. Un tempo si credeva persino che la telepatia consistesse in un invisibile fenomeno di trasmissione di “onde elettromagnetiche” prodotte dal cervello, ma questa teoria materialista è stata ampiamente confutata nel Novecento.

I primissimi studi strutturati al riguardo furono sviluppati dalla celebre Società per la Ricerca Psichica di Londra, nata verso la fine dell’Ottocento. In seguito, durante la metà del XX secolo, se ne occuparono seriamente alcuni scienziati e accademici americani, tra i quali si distinse in modo particolare il professore George Hoben Estabrooks, con un’indagine metodica che coinvolgeva testando direttamente alcuni suoi brillanti studenti della Harvard University.

Il primo laboratorio di parapsicologia e le Carte Zener

Nel 1930 fu aperto ufficialmente il primo, storico laboratorio universitario di parapsicologia negli Stati Uniti da Joseph Banks Rhine, esperto botanico prestato alla parapsicologia, che condusse al suo interno molti rigorosi esperimenti statistici. Tra questi, i più famosi in assoluto furono condotti avvalendosi delle celebri Carte Zener, ovvero un particolare e semplice tipo di carte da gioco, inventate appositamente dal collega Karl Zener per il team di Rhine al solo scopo di condurre esperimenti controllati sulla percezione extrasensoriale (ESP).

Queste speciali carte presentano cinque semplici simboli facilmente memorizzabili, ovvero un cerchio, il segno “+”, tre linee ondulate verticali, un quadrato e una stella a cinque punte. Un esempio storico di questo tipo di esperimenti ripetuti con le carte è la famosa serie Pearce-Pratt, condotta supervisionata da Rhine, lo studente Hubert Pearce (in veste di “ricevente”) e lo studioso J. Gaither Pratt (in veste di “trasmittente”). Essa partiva dal presupposto che Hubert Pearce dovesse tentare di indovinare la sequenza delle carte Zener mescolate da Pratt a debita distanza (dai 100 ai 250 metri), ottenendo in prima battuta risultati statistici apparentemente ben superiori alla semplice media casuale della probabilità. Tuttavia, alcuni critici scettici sostennero in seguito che le prestazioni eccezionalmente elevate avvenivano solo quando i soggetti testati avevano il controllo visivo o tattile delle carte, suggerendo la forte possibilità di trucchi, sbirciatine o manipolazioni. Dunque, si sollevarono immediatamente diverse e aspre critiche nel panorama accademico.

Cos’è la telepatia: l’intervento di Charles T. Tart

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Ritratto di Charles T. Tart, pioniere della ricerca sulla coscienza e sulla parapsicologia (Wikipedia, di Judy Tart)

Negli anni ‘60, in piena rivoluzione culturale, al centro della scena scientifica legata ai poteri della mente vi fu il noto parapsicologo Charles T. Tart, fondatore e ricercatore di punta dell’Istituto di Scienze Noetiche. Durante il suo discusso esperimento, un soggetto volontario veniva posto isolato in una camera di deprivazione sensoriale, cioè un ambiente totalmente privo di qualsiasi stimolo esterno (luci, suoni, odori), ed era accuratamente collegato a fili elettrici e macchinari medici per monitorare costantemente il suo ritmo cardiaco, le impercettibili onde cerebrali, la resistenza galvanica della pelle e le minime variazioni del respiro.

Un altro soggetto, in veste di “emittente”, veniva contemporaneamente collocato in una camera perfettamente uguale, anch’esso monitorato e collegato a un macchinario ma, a differenza del primo, veniva sottoposto a improvvise e fastidiose scosse elettriche alterne. Il primo soggetto (il ricevente) doveva tentare di indovinare coscientemente in che esatto momento l’altro compagno venisse colpito dal dolore. Per quanto riguarda i risultati finali dell’esperimento, Tart sostenne onestamente che le ipotesi espresse a voce dal primo soggetto non corrispondevano quasi mai alla realtà dei fatti, ma i suoi grafici medici mostravano incredibilmente delle chiare variazioni fisiologiche (come l’aumento del battito) nel momento esatto in cui il secondo soggetto riceveva le scosse. Dunque, secondo l’interpretazione di Tart, il corpo inconscio del soggetto ricevente reagiva istintivamente a questi eventi lontani, mentre la parte razionale e cosciente della sua mente no.

Conclusioni: telepatia o semplice coincidenza?

In merito a tutti gli innumerevoli esperimenti condotti nel corso di oltre un secolo per tentare di dimostrare inequivocabilmente l’esistenza della telepatia, la comunità scientifica ufficiale (quella cosiddetta mainstream) attribuisce tuttora i rari risultati positivi a banali errori sistematici di metodo, a fallacie statistiche, ad autosuggestione o addirittura a deliberate frodi da parte degli esaminatori. La comunità parapsicologica, invece, conferma con inscalfibile sicurezza l’effettiva esistenza e l’assoluta credibilità dei complessi fenomeni telepatici, sostenendo che gli strumenti scientifici attuali non siano ancora in grado di misurarli adeguatamente.

Ad oggi, allo stato attuale della ricerca, non è scientificamente possibile affermare con certezza assoluta che la telepatia umana sia una reale e comprovata forma di comunicazione. Allo stesso tempo, però, l’insorgenza di certi fenomeni spontanei, soprattutto tra persone empaticamente e profondamente legate, risulta ancora incredibilmente difficile da considerare etichettandola semplicemente come frutto di pure e fortuite coincidenze!

Fonte immagine in evidenza: freepik

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