Da Samurai a Ronin di Luca Piatti

Una delle serie televisive giapponesi che più hanno influito sulla visione occidentale del mito del Samurai è quella che narra della vita di Itto Ogami e del giovane figlio Daigoro.

Gli episodi sono ambientati nel Giappone del primo periodo Edo, per un europeo ci troviamo attorno al XVII secolo. La narrazione trae origine da un complotto di palazzo, messo in atto con il fine di destabilizzare il governo della nazione. Una trama ordita ai danni del protagonista, scelto per il suo importante ruolo svolto presso la corte.

Un malvagio piano che prevedeva lo sterminio della sua famiglia e la formulazione di false accuse nei suoi confronti. Dal feroce massacro dei suoi congiunti, grazie alla moglie Azami, si salva solo Daigoro, il figlio neonato.

A questo tragico evento segue, per Itto Ogami, il processo e la condanna, senza appello, al suicidio rituale.

Animato dalla volontà di vendicare la morte della moglie e dei suoi servitori, deciso a riabilitare il suo onore e smascherare la congiura ordita ai suoi danni, decide di diventare un Ronin.

 

 

Che cosa significa intraprendere la vita del Ronin ?.

Un Ronin è un samurai senza un signore da servire, dunque un guerriero senza padrone.

Per questa sua scelta, entro la rigida e stratificata società giapponese, il Ronin costituisce una scheggia impazzita.

Questa scollatura dalle regole comuni, lo identificava, agli occhi dei contemporanei, come un uomo da temere e dal fare sinistro.

Questa è una circostanza ben individuata dal significato del vocabolo Ronin. Un termine che trova la sua traduzione in Uomo onda.

Un’espressione che identifica un guerriero che durante lo svolgersi della sua vita, per questa sua scelta, cammina senza una meta, a similitudine delle onde del mare.

Un uomo che si trova costretto a imparare ad arrangiarsi da solo. Il cui modo di vita prevede di viaggiare, in continuazione, per tutto il paese, accettando sfide lungo la via e non disdegnando anche di provocarle.

Durante il periodo Edo, i Ronin erano numerosi e molteplici erano le cause per le quali un samurai si trovava nella condizione di guerriero senza padrone.

Il motivo principale era causato dalla dissoluzione di molti feudi. Un evento avvenuto a seguito del nuovo assetto nazionale imposto dal Clan dei Tokugawa, gli unificatori del Giappone. Altri ricadevano in questa categoria perché avevano commesso errori, altri ancora perché figli di un padre Ronin.

Tutti questi samurai decaduti conoscevano la sola professione delle armi. Ora si trovavano lasciati a se stessi e privi di mezzi di sostentamento. In questa situazione sbarcavano il lunario insegnando le arti marziali oppure s’impiegavano come guardie del corpo di ricchi mercanti. Altri ancora cadevano nella delinquenza, popolando i sobborghi delle città. Altri si univano alle bande di fuorilegge, il più delle volte capeggiandole. Formando un feroce gruppo di malviventi che, scorrazzando per le campagna, era dedito al saccheggio.

 

 

Il ruolo della moglie del samurai.

 

 

Azami, la moglie di Itto Ogami, compare solo indirettamente, a lei la sceneggiatura ha riservato il solo compito di mettere in salvo Daigoro, il piccolo figlio.

Questa è una situazione che ben rispecchia quello che, all’interno della società giapponese, ci si aspetta compia la moglie del samurai.

Come esigeva la consuetudine del periodo, alla donna spettava un’ampia partecipazione nella vita del Clan. Sin dalla più tenera età è educata alla devozione verso il padre, i fratelli, il marito e all’immediato superiore nella gerarchia del gruppo.

Doveva compiere ogni incarico che le era assegnato. Veniva addestrata all’uso delle armi che non esitava a impiegare contro i nemici del Clan, ma anche per porre fine alla sua vita.

Le donne erano addestrate all’uso della lancia, sia diritta, lo yari, sia curva, il naginata. A queste abbinava l’impiego di un pugnale, il kaiken. Una lama che le donne giapponesi destinavano anche per compiere il loro suicidio rituale.

Tutti degli insegnamenti che per ferocia e decisione non differivano da quelli impartiti ai guerrieri uomini.

Leggi I samurai l’arco e la spada oppure Katana e wakizashi le armi bianche del samurai.

 

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