Il cognome Esposito è uno dei più comuni tra i Napoletani ed è molto interessante scoprirne la ragione, o meglio l’affascinante storia che si cela dietro la sua diffusione. Bisogna sottolineare che in una città così ricca di storia e tradizioni come Napoli, uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio i cognomi.
L’origine del cognome Esposito
Dal punto di vista etimologico, il cognome Esposito deriva dal latino expositus, che significa esposto. Questo termine, in italiano antico, significava “abbandonato” oppure “esposto alla pubblica pietà”. La diffusione del cognome, infatti, è legata principalmente alla tradizione di “abbandonare” dei bambini orfani, non desiderati o figli di genitori che non potevano prendersene cura, davanti agli ospedali o ai conventi, dove venivano accolti e curati dai religiosi. I bambini che venivano trovati e cresciuti in istituti religiosi o ospedali, purtroppo, non avevano un cognome familiare e spesso ricevevano il cognome Esposito come indicazione della loro condizione di “esposti”, quindi abbandonati. Con il passare del tempo, l’utilizzo del cognome Esposito è stato un modo per distinguere e dare un’identità a queste persone, che venivano inserite nella società.
La diffusione a Napoli
Nel frattempo, Napoli diventava uno dei centri principali per l’accoglienza degli orfani e dei bambini abbandonati, soprattutto grazie alla diffusione di numerosi istituti religiosi e ospedali che si occupavano di ospitare i bambini senza famiglia. Molto spesso, a gestire questi istituti erano ordini religiosi, come i Gesuiti e i Francescani che non solo avevano il compito di prendersi cura di questi bambini, ma si preoccupavano anche di dare loro una formazione, solitamente religiosa, che li rendesse pronti ad affrontare la vita adulta. In questo modo e con il passare del tempo, a Napoli il cognome Esposito si è diffuso in maniera capillare tramandandosi, poi, di generazione in generazione. Infatti, i discendenti degli “esposti” hanno continuato a portare il cognome Esposito, ma questa volta esso non era legato alla connotazione di “abbandonato” ma era diventato un semplice cognome come tutti gli altri. A Napoli, il cognome Esposito è attualmente diffuso in tutta la città, ma all’inizio si è diffuso maggiormente nelle zone più povere, perché era lì che avvenivano maggiormente gli abbandoni dei bambini. In realtà, questo cognome è diffuso anche in altre province della Campania e altre regioni del Sud Italia e la sua importanza è stata anche celebrata dalla cultura napoletana, attraverso la letteratura e la musica.

La Basilica dell’Annunziata, proprio nel cuore di Napoli, ospita la tristemente celebre Ruota degli Esposti. Intorno al 300, il complesso monumentale comprendeva un ospedale, un convento e un ospizio dove venivano ospitati molti di questi bambini abbandonati. La funzione assistenziale della basilica fu pensata dalla regina Sancha, la moglie di Roberto D’angiò. L’iniziativa fu sostenuta anche dai nobili della città e fu mantenuta fino al secolo scorso. La ruota degli Esposti era un foro attraverso il quale venivano introdotti i neonati che le madri abbandonavano. Nella maggior parte dei casi i neonati arrivavano solo con stracci che servivano a coprirli, ma c’erano anche delle volte in cui i bambini venivano lasciati con una moneta o un cartiglio che sarebbero serviti a riconoscerli per riprenderli in tempi migliori.
Fonte immagine: Wikipedia, Di Jacob Riis

