La figura del pagliaccio malefico: origini e storia

La figura del pagliaccio malefico: origini e storia

Il pagliaccio malefico è una figura ricorrente all’interno della cultura popolare e di massa, diverso dal clown tradizionale, buffo e giocoso — che siamo abituati a vedere soprattutto alle feste a cui partecipavamo da piccoli — è qualcosa di sinistro e malvagio, che incute terrore ed inquietudine. Ma come ha origine la sua figura?

Chi è il pagliaccio malefico?

Concetto chiave Dettagli
Definizione Versione distorta e inquietante del clown tradizionale, associata a paura e malvagità.
Origine storica Ottocento, legata alla biografia tragica di Joseph Grimaldi.
Personaggi iconici Joker, Pennywise, Pogo il clown (John Wayne Gacy).
Fobia correlata Coulrofobia.

Il pagliaccio malefico nell’Ottocento: Joseph Grimaldi

Joseph Grimaldi (1778-1837), è stato un attore teatrale e danzatore britannico. Egli è considerato il padre del clown moderno, poiché la sua immagine e la sua storia hanno contribuito, indirettamente, alla nascita del concetto di clown inquietante, trasformando il ruolo del pagliaccio all’interno degli spettacoli teatrali: quest’ultimo non è più solo un giullare, ma un personaggio complesso, caratterizzato da un trucco pesante. Difatti fu proprio Grimaldi ad introdurre il volto caratteristico completamente bianco, la bocca enorme e gli occhi marcati, il tutto accompagnato da una forte comicità fisica. Dopo la sua morte, fu Charles Dickens che pubblicò la biografia di Joseph Grimaldi (Memoirs of Joseph Grimaldi, 1838), riordinando e riscrivendo alcune parti, dando un’interpretazione tragica della sua figura. Difatti, nonostante Grimaldi fosse famosissimo per la sua comicità, ha in realtà vissuto una vita segnata da sofferenza e depressione, oltre che a problemi fisici dovuti ai suoi spettacoli che erano caratterizzati da acrobazie estreme. Dickens diede al testo un tono più letterario, malinconico, contribuendo alla nascita dell’immagine del clown triste, a tratti sinistro, accentuandone l’aura malefica ed inquietante che noi oggi associamo al clown.

La figura del pagliaccio malefico: origini e storia
Poster pubblicitario dell’opera di Dickens (che si firma come Boz) in cui Grimaldi è rappresentato proprio come un clown; fonte immagine: Wikipedia, Richard Bentley

Il pagliaccio malefico nel Novecento: il Joker, John Wayne Gacy, Pennywise

Possiamo dire che vi sono tre personaggi fondamentali, nel ‘900, che hanno contribuito alla creazione della figura del pagliaccio malefico che noi conosciamo oggi:

  • Il Joker: negli anni ’40, la DC Comics creò il Joker. Egli è un criminale psicopatico caratterizzato da un senso dell’umorismo sadico, ed il suo aspetto richiama proprio quello di un clown, difatti egli ha pelle bianca, labbra rosso sangue e capelli verdi, mentre il suo abbigliamento è composto da cravatte sgargianti, gilet colorati e una giacca viola, il tutto condito da un sorriso disturbante. Egli scardina l’ordine sociale e mostra il lato oscuro, le contraddizioni di Gotham City, mettendo a nudo l’oscurità che si cela dietro la società. Molteplici sono i film che lo rappresentano, come Il cavaliere oscuro (2008), Suicide Squad (2016), Joker (2019), ed è stato interpretato rispettivamente da Heath Ledger, Jared Leto e Joaquin Phoenix.
La figura del pagliaccio malefico: origini e storia
Una rappresentazione del Joker; fonte immagine: Wikipedia, Mark Waid e Brian Bolland
  • Pennywise: nel 1986 lo scrittore statunitense Stephen King pubblica un’opera che resterà nella storia, si tratta del romanzo horror It, all’interno del quale egli introduce il personaggio fittizio di Pennywise il clown, il quale rappresenta il clown malefico per eccellenza. Ha un volto particolarmente bianco, caratterizzato da linee rosse che partono dagli angoli della bocca e risalgono fino agli occhi, con un sorriso enorme ed inquietante, ma è il costume a rendere il tutto ancora più spettrale, poichè esso ha uno stile vittoriano ed è composto da una grande camicia con bottoni rossi, ampi pantaloni e scarpette da clown in stile antico. Egli è un’entità che si manifesta all’interno della cittadina fittizia di Derry, nel Maine, e assume proprio la forma del pagliaccio perché è ciò che attira i bambini. Difatti ciò che fa Pennywise, oltre che uccidere, è manipolare e giocare con le sue vittime, si nutre della loro paura, perché è ciò che gli permette di rimanere in vita. Egli non è altro che il simbolo delle nostre ansie e paure, sepolte dentro di noi. Come per il Joker, anche questa figura è stata ampiamente rappresentata all’interno della cinematografia, i due casi più celebri sono la miniserie televisiva It (1990) in cui vi è Tim Curry che interpreta il clown, e il film It (2017) con il suo sequel It – Capitolo due (2019) in cui Pennywise è interpretato dall’attore svedese Bill Skarsgård.
La figura del pagliaccio malefico: origini e storia
Pennywise nel film del 2017; fonte immagine: Wikipedia
  • John Wayne Gacy: infine, ricordiamo il serial killer statunitense John Wayne Gacy, il quale si mascherava da ‘Pogo il clown‘. Egli ha rapito, ucciso, torturato e sodomizzato tantissimi adolescenti, contribuendo inevitabilmente a creare una paura collettiva nei confronti della figura del clown.

Oggigiorno

Nel ventunesimo secolo la figura del pagliaccio malefico è un qualcosa di radicato talmente tanto all’interno della società che è tradizione ad Halloween vedere qualcuno travestito da clown assassino. Ormai, quando pensiamo ad un clown, non colleghiamo più un’immagine buffa e divertente, ma una inquietante e disturbata, probabilmente anche dal cinema. Tutto ciò può provocare in noi quella che si chiama Coulrofobia, la paura irrazionale dei pagliacci. Nel 2016 si segnalano misteriosi avvistamenti di clown malvagi negli Stati Uniti ed in Inghilterra, molti bambini dicono che alcuni uomini mascherati avrebbero cercato di attirarli all’interno di un furgone bianco. Tuttavia, questa è solo una leggenda metropolitana che però ci fa capire quanto ormai la figura del pagliaccio malefico sia radicata all’interno della nostra società.

Fonte immagine in evidenza: Freepik

Articolo aggiornato il: 10/12/2025

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