La radio: una realtà parallela

Radio della macchina
«Let’s hope you never leave, old friend, like all good things, on you we depend. So stick around, ’cause we might miss you when we grow tired of all this visual. You had your time, you had the power, you’ve yet to have your finest hour. Radio» Queen
 

Radio Ga Ga – capolavoro musicale prodotto da una delle band rock più famose al mondo – è una dedica sonora ad uno dei mezzi di comunicazione più diffusi: la radio.

In un ventunesimo secolo dove nuove scoperte e invenzioni sono all’ordine del giorno, la radio è una costante presente nella società di massa dal 1920. Da ben novantotto anni, le nostre giornate e i nostri viaggi in macchina – quelli più lunghi, quasi infiniti, e quelli di pochi minuti – vengono accompagnati dal ritmo della nuova canzone del vincitore di Sanremo, da un dibattito su quale emoji gli italiani usano di più e ogni ora viene scandita dal giornale radio, il quale, per un attimo, sembra riportarci alla realtà, ricordandoci i problemi che tormentano il nostro paese e quelli esteri.

Diversamente dal telegiornale, la radio riesce a posizionarsi in uno spazio lontano dalle perfidie e dalle brutte notizie del mondo. La radio ha quel magico potere di (tele)trasportare l’ascoltatore in un’altra realtà, dove l’unica preoccupazione è quella di chiamare lo speaker radiofonico per lamentarsi della settimana, appena passata, ricca di lavoro per colpa del proprio capo. Ecco cos’è la radio. La radio non ti ricorda quanto il nostro mondo stia andando a rotoli, non ti ricorda che politici discutibili abbiamo al governo, non ti ricorda che tra poco o più di trent’anni moriremo tutti a causa del riscaldamento globale. La radio, con ironia e sarcasmo, riesce a spostare l’attenzione dell’ascoltatore via dai problemi e dalle preoccupazioni di tutti i giorni.

In una generazione in cui tutti non fanno altro che passare le proprie giornate al cellulare, davanti la televisione o al computer, la radio non passa mai di moda. La radio è probabilmente l’unica cosa che tutti ascoltano, anche involontariamente in un negozio o in un bar; è adatta e piace a tutti. In una società così frammentata come la nostra, ricca di opinioni diverse e discordanti, la radio e, la musica che essa trasmette, unisce tutti.

La radio e la musica sono una combinazione perfetta e, a volte, sembra che siano state create per vivere simultaneamente.  La cosa più bella è che non si sa mai quale sarà la prossima canzone e l’ascoltatore resterà col dubbio fino alla fine. Verrà colto di sopresa quando una delle canzoni trasmesse durante la giornata lo catapulterà in un’altra dimensione, ricordandogli, attraverso quella semplice traccia di pochi minuti, un momento esatto della propria vita: un pomeriggio d’estate di qualche anno prima; un momento speciale con la propria famiglia; un compleanno con gli amici d’infanzia.

E come disse Cesare Cremonini per radiospeaker.it:«La radio è unica e nessuno può e potrà mai sostituirla, soprattutto perché c’è una cosa che nessun altro mezzo riuscirà mai ad avere: la possibilità di “trasmettere” emozioni a chi è all’ascolto attraverso un oceano di musica e parole». 

Immagine in evidenza: Freepik

 

 

 

A proposito di Nadia Martorana

22 anni passati con la testa fra le nuvole, di cui 3 come studentessa di Mediazione linguistica e culturale, e se ne prospettano altri facendo le cose che più amo: scrivere, fotografare, viaggiare, sognare.

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