Lucifero: tutta la verità dietro l’angelo caduto

Lucifero: tutta la verità dietro l’angelo caduto

Fin da bambini ci viene insegnato a dividere il mondo in bene e male, associando all’angelo il primo e al diavolo il secondo. Secondo la tradizione, a questo diavolo corrisponde un nome preciso: Lucifero. Ciò che non sempre si racconta è come questo nome sia stato utilizzato come sinonimo di un’altra entità: Satana. Da questa grande incomprensione le storie delle due identità si sono fuse, e così la stella del mattino è diventata simbolo di oscurità e pena.

Lucifero: origini del nome e significato

Il termine Lucifero significa “portatore di luce” e deriva dal latino lux (luce) e ferre (portare). La versione latina trova un corrispondente nel greco phosphoros. Sia in ambito pagano che astrologico, il termine indica la “stella del mattino”, ossia il pianeta Venere. Nella mitologia romana, Lucifero è una divinità della luce, corrispondente al greco Fosforo. Infine, nella dialettica esoterica, Lucifero passa ad indicare il detentore di una sapienza inaccessibile all’uomo comune.

Lucifero nella Bibbia: Antico e Nuovo Testamento

Nella versione in latino della Bibbia (la Vulgata), il termine Lucifero è utilizzato nell’Antico Testamento in un passo del profeta Isaia e in un riferimento nel libro di Ezechiele.

Lucifero nel libro di Isaia

Nel capitolo 14 di Isaia, il profeta si rivolge ironicamente al re di Babilonia caduto in disgrazia, chiamandolo “stella del mattino, figlio dell’aurora” (Lucifer, fili aurorae). Il passo descrive la sua caduta dal cielo a causa della sua superbia. I Padri della Chiesa hanno interpretato questa caduta come un’allegoria della ribellione e della cacciata di Satana dal Paradiso. Tuttavia, nel testo originale ebraico, il termine Lucifero non è presente.

Lucifero nel libro di Ezechiele

In un passo del libro di Ezechiele (28, 12-19), Dio biasima la caduta del re di Tiro attraverso un discorso che contiene espressioni poi applicate a Satana, ma, ancora una volta, non è presente la dicitura esplicita di Lucifero.

«Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io ti posi sul monte santo di Dio… Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato, finché fu trovata in te l’iniquità.»

Lucifero nell’Apocalisse

Nel Nuovo Testamento, il nome Lucifero viene utilizzato solo nel suo significato letterale, per indicare la stella del mattino e, in un passo dell’Apocalisse (22,16), è Gesù stesso a definirsi “la radiosa stella del mattino”.

Lucifero e Satana: sono la stessa entità?

È evidente, dunque, che Lucifero sia il nome assegnato a Satana dalla tradizione giudaico-cristiana in seguito all’interpretazione di un singolo passo di Isaia. In realtà, le due figure si sono fuse nel corso del tempo a causa di interpretazioni e traduzioni. Satana in ebraico significa “l’avversario”, mentre Lucifero significa “portatore di luce”.

Entità Significato e irigine
Lucifero Dal latino “portatore di luce”. Originariamente associato al pianeta Venere. Nella Bibbia, è un epiteto per il re di Babilonia.
Satana Dall’ebraico “avversario” o “accusatore”. È la figura che nella Bibbia rappresenta il tentatore e il nemico di Dio.

La vera storia di Lucifero: l’angelo caduto per amore?

Secondo una certa interpretazione, il protagonista della storia dell’angelo più bello caduto per superbia non sarebbe Lucifero, bensì Satana. Chi fosse allora Lucifero lo racconta un’altra storia. Si narra che Dio presentò un nuovo incarico: bisognava che un angelo si attribuisse tutte le colpe e i peccati degli uomini. La schiera di angeli esitò, finché si udì la voce dell’angelo più bello e virtuoso: Lucifero. Questa versione spiegherebbe perché, nell’Apocalisse, Gesù si identifichi nel portatore di luce, riconoscendo in sé lo stesso spirito di sacrificio.

Lucifero nell’esoterismo: le differenze con Satana

All’interno delle tradizioni esoteriche, Lucifero è un essere differente da Satana, sebbene i due rappresentino aspetti diversi dello stesso principio. Satana rappresenta l’entità che trascina l’uomo alla materialità. Lucifero sarebbe il Diavolo in senso letterale, cioè “colui che divide”, e opererebbe per risvegliare nell’uomo il suo libero arbitrio, inducendolo però a esaltare aspetti come la superbia o l’egoismo. Interessante è anche la sua descrizione nella demonologia.

Lucifero nella letteratura: l’esempio di Dante

Un esempio di come la figura di Lucifero sia stata rappresentata è quella offerta da Dante Alighieri nella Divina Commedia. La particolarità della sua rappresentazione consiste nell’esclusione di qualsiasi componente grottesca. Il particolare delle ali e delle tre facce (antitesi della Trinità) sono le uniche concessioni al mostruoso. La raffigurazione dantesca, lungi dall’essere ridicola, vuole essere una sorta di trinità negativa, speculare a quella divina.

La complessa simbologia 

In un’epoca in cui il monoteismo si affermava con difficoltà, era necessario trovare un avversario che fungesse da personificazione del male. Ecco spiegato perché è stato necessario creare questa temibile figura. Il fatto che poi le figure di Lucifero e Satana si siano fuse è stato un errore di interpretazione. Errori umani hanno portato a cancellare la storia virtuosa di Lucifero, ricordato ora solo come simbolo di malvagità, pur essendo stato forse un archetipo di altruismo. L’esempio di Lucifero è utile a ricordarci quanto sia difficile incasellare ogni azione nelle categorie statiche del bene e del male.

Immagine di copertina: Wikipedia (Dominio pubblico, raffigurazione di Lucifero)


Articolo aggiornato il: 27/08/2025

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A proposito di Alessia Nastri

Studentessa di venti anni iscritta all'università l'Orientale di Napoli. Appassionata dell'arte in ogni sua forma, amo particolarmente leggere e studiare le letterature. La mia personalità si costruisce su pochi aspetti: i libri, la scrittura, Taylor Swift e la mia frangetta.

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