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Rappresentazioni di Shakyamuni: le 5 tipologie di statue più famose

Rappresentazioni di Shakamuni: le 5 tipologie di statue più famose

La religione buddista: storia, pratica e nobili verità ha avuto origine nella parte settentrionale dell’India, l’odierno Nepal, dove nacque quello che sarebbe poi stato chiamato il Buddha Storico, titolo del Principe Siddharta Gautama o Shakyamuni (saggio del clan Shaka). Sebbene quando nacque la religione buddista qualsiasi tipo di raffigurazione fosse proibita, col tempo hanno iniziato a essere diffuse dapprima rappresentazioni simboliche, come la svastica (nella cultura indiana simbolo di fortuna) e l’impronta del piede di Siddharta Gautama, poi hanno iniziato a diffondersi anche delle statue. Per comprendere meglio l’evoluzione iconografica, è utile andare alla scoperta dei Daibutsu: le statue del grande Buddha. Queste lo rappresentano spesso in cinque fasi principali della sua vita: dal momento della sua nascita, fino al momento della morte.

Le fasi della vita di Shakyamuni nelle statue

Fase della vita Rappresentazione iconografica
Nascita Bambino con una mano al cielo e una a terra
Ascetismo Corpo emaciato e sofferente
Illuminazione Shaka Nyorai in meditazione o predicazione
Morte (Nirvana) Disteso sul fianco destro, sereno

Le due statue della nascita di Shakyamuni

Rappresentazioni di Shakamuni: le 5 tipologie di statue più famose
Statua di Buddha appena nato al tempio Seishōji a Tokyo (archivio personale)

Se dovessimo considerare le statue che raffigurano Siddharta Gautama come una linea temporale, di certo il punto di partenza sarebbe la statua della madre Maya. Per approfondire il contesto biografico, è interessante leggere la vita del Buddha: la storia di Siddharta prima dell’illuminazione. Regina del clan Shaka, l’8 aprile (forse del 623 avanti Cristo) ella visitò il giardino di Lumbini durante la gestazione del figlio. La statua raffigura il momento in cui ella si avvicinò all’albero di Ashoka: quando alzò il braccio per toccare un ramo, il piccolo Siddharta le uscì dal fianco sinistro, con le mani già in posizione di preghiera.

Leggenda vuole che subito dopo la sua nascita, egli compì sette passi per poi alzare la mano destra al cielo, puntare la sinistra verso terra e dire: «Sopra il cielo e sotto il cielo, io solo sono rispettabile» (ovvero: c’è una sola vita in cielo e sulla terra, ed è per questo che ogni vita è preziosa e di valore). La sua nascita è considerata tra gli otto eventi fondamentali della sua vita (gli Shaka Hassō), ed è per questo che è la seconda statua presentata oggi. Nonostante ciò, rappresentazioni di questo genere sono rare al di fuori di Giappone e Corea.

Ma non finisce qui, attorno a questa statua è nata una tradizione molto importante, che vede l’effettuazione di un rito l’8 aprile di ogni anno, per celebrare il compleanno di Shaka. È oggi chiamato Hanamatsuri, e ricorda un’altra leggenda che ruota attorno alla sua nascita: si crede che quando nacque, i due re dragoni Ryūō avessero versato dell’acqua profumata sul neonato. Durante questa celebrazione si fa lo stesso: si versa del tè dolce (Amacha) sulla statua del piccolo, come una sorta di battesimo. Talvolta, la statua è posta su di un elefante bianco, in quanto si dice che Maya sognò un elefante prima di far nascere il figlio; per comprendere il significato di questa figura, si può consultare l’articolo su animali nel Buddhismo: 5 animali simbolici nella religione buddhista. Inoltre, si afferma che il Buddha Storico fosse, in un’altra vita, un elefante.

L’ascetismo, la predicazione e la morte

Per 6 anni Siddharta praticò un digiuno molto serrato: si dice che mangiasse un singolo chicco di riso, o un singolo seme di sesamo al giorno. Per tale motivo, le statue che rappresentano questo stato della sua vita, lo fanno rendendo il corpo di Buddha completamente pelle e ossa, con un volto emaciato e sofferente. Questa sofferenza lo portò a comprendere come ciò che stava facendo non fosse la strada giusta: perciò decise di concludere la vita da asceta e iniziò una meditazione di sette giorni sotto l’albero Bodhi (o pippala), dove, a trentacinque anni, raggiunse finalmente l’illuminazione.

Apparentemente, dopo aver raggiunto l’illuminazione, timoroso che nessuno gli avrebbe creduto, Shaka pensò di non diffondere ciò che aveva appreso. Tuttavia un incontro con Brahma (divinità principale dell’Induismo) lo convinse a cambiare idea e a iniziare la predicazione dei suoi insegnamenti per aiutare gli altri umani. Per sapere quali figure venerate derivano da questo momento, è utile conoscere i Buddha più importanti della tradizione giapponese, quali sono? La statua dello Shaka Nyorai raffigura Shakyamuni durante le sue predicazioni ai discepoli, gli Arhat o Rakan.

La sua attività profetica continuò fino alla sua morte, all’età di 80 anni, il 15 febbraio. Si dice che per piangere la sua morte lo circondarono animali, divinità, esseri celesti, persone e addirittura piante. In questo momento è raffigurato disteso serenamente sul fianco, con uno sguardo tranquillo e soddisfatto, consapevole che, come affermò anche lui, secondo alcuni sutra, aveva insegnato tutto ciò che sapeva ai suoi discepoli, senza aver tenuto alcun segreto.

Immagine in evidenza: Statua di Buddha disteso/morte di Buddha (Archivio personale)

Articolo aggiornato il: 11/12/2025

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