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Saudade nella poesia: cos’è e chi sono stati gli autori esponenti

Saudade nella poesia

La parola saudade è una parola di origine portoghese ed è considerata intraducibile in altre lingue, poiché non esiste un termine o una traduzione che ne racchiuda il significato emotivo. L’origine della parola risale al Medioevo e la sua etimologia deriva dal latino solitas (solitudine, assenza) e dalla parola araba sa’ada (felicità), a causa della presenza degli arabi nella Penisola Iberica, nel 711 d.C.

La parola saudade – il cui significato indica un sentimento di tristezza e nostalgia, unito alla dolcezza e alla felicità legate ad un ricordo – viene già utilizzata nei primi testi portoghesi risalenti al XVI secolo – nelle prime lettere dei marinai portoghesi, che descrivevano con malinconia e tristezza, la lontananza dalla famiglia, a causa delle spedizioni in luoghi lontani, come l’Africa, l’India e il Brasile. Quindi, la saudade nella poesia – portoghese e brasiliana – è stata un tema centrale e fondamentale. Scopriamo insieme chi sono stati gli autori esponenti per ogni periodo storico.

Evoluzione del concetto di Saudade nei secoli

Periodo Autore Principale Concetto Chiave
Rinascimento (XVI sec.) Luís de Camões Nostalgia della patria e memoria
Barocco (XVII sec.) Padre António Vieira Sentimento spirituale e universale
Neoclassicismo (XVIII sec.) Nuno Marques Pereira Ricordi intimi e tempi passati
Romanticismo (XIX sec.) Almeida Garrett Dolore per amore perduto e patria
Modernismo (XX sec.) Fernando Pessoa Dimensione psicologica e filosofica

 

Saudade nella poesia: un percorso storico

1. Sedicesimo secolo (Rinascimento), i primi accenni del sentimento nelle lettere

Ritratto di Luís de Camões

Nel sedicesimo secolo, periodo del Rinascimento, sarà Luís de Camões ad anticipare l’accenno alla saudade: infatti, nella sua opera “Os Lusíadas” (1572), l’autore affronta temi come: la nostalgia di casa, il dolore e il desiderio legato ai viaggi e agli affetti perduti, associando il sentimento della saudade alla memoria della patria.

De Camões è considerato, quindi, il primo esponente ad accennare il sentimento della saudade, che diventerà poi il tema principale della letteratura portoghese.

2. Diciassettesimo secolo (Barocco), affermazione della saudade nella poesia in senso religioso

Ritratto di Padre António Vieira

Il Barocco è un periodo caratterizzato da emotività intensa e spiritualità. In questo periodo, la saudade diventa un sentimento spirituale e meditativo, spesso legata alla fede, alla religione e alla riflessione morale.

Il principale esponente è Padre António Vieira, missionario e scrittore – che parla della saudade come sentimento universale, in senso religioso.

3. Diciottesimo secolo (Neoclassicismo), la saudade come elemento sentimentale

Ritratto di Nuno Marques Pereira

Durante il periodo del Neoclassicismo, la parola saudade inizia ad essere utilizzata in poemi lirici. Non era più riferita solamente ad un senso di nostalgia dovuta alla lontananza da casa, come citato pocanzi; ma inizia a diffondersi in senso più ampio, per descrivere un senso di nostalgia generico, che poteva essere correlato a qualsiasi situazione, anche in senso sentimentale.

Tra gli esponenti principali citiamo Nuno Marques Pereira, che parla della saudade associandola a ricordi intimi, personali e alla nostalgia dei tempi passati, che non possono più essere rivissuti.

4. Diciannovesimo secolo (Romanticismo) – diffusione della saudade anche in Brasile

Camilo Castelo Branco

Durante il diciannovesimo secolo – periodo del Romanticismo – la saudade diventa il tema centrale del Romanticismo, nella poesia, nella letteratura, e non solo – diverrà tema centrale anche nella musica, con il fado; iniziando ad assumere un valore più simbolico e filosofico.

Tra i principali esponenti della saudade nel diciannovesimo secolo, citiamo autori come: Almeida Garrett (1799-1854), considerato il fondatore del Romanticismo portoghese. Parla della saudade correlandola alla nostalgia della patria, del passato e dell’amore perduto; e Camilo Castelo Branco, che parla della saudade come sentimento del dolore verso un amore irrecuperabile.

Con l’influenza dei colonizzatori portoghesi, arrivati in Brasile nel 1500 – e infine, con l’indipendenza del Brasile (1822), la cultura letteraria del Romanticismo portoghese si estese anche in Brasile.

5. Ventesimo secolo (Modernismo) – fino ad oggi

Fernando Pessoa

Nel ventesimo secolo (periodo del Modernismo), con l’approfondimento e lo sviluppo di studi su temi come la psicologia e l’introspezione, la saudade diventa un elemento psicologico. Il massimo esponente del Modernismo portoghese è stato Fernando Pessoa, che usa il sentimento della saudade in maniera profonda, psicologica e filosofica, per riflettere sul tempo, l’esistenza e l’identità individuale; e Sophia de Mello Breyner Andresen (1919-2004), poetessa portoghese del XX secolo, rielabora la saudade nei suoi versi in relazione alla natura, alla memoria e alla perdita, utilizzando un tono lirico e meditativo.

In Brasile, invece, il principale esponente del Modernismo brasiliano è Carlos Drummond de Andrade, che si serve della saudade per descrivere una dimensione interiore ed esistenziale, legata alla memoria, all’amore e alla condizione umana.

Oggi, la saudade rimane una parola centrale nella cultura portoghese e brasiliana, sebbene il suo significato sia mutato nel corso del tempo. La saudade è presente nella vita quotidiana, nella musica, nella letteratura, nei social media e persino nella pubblicità. Pur conservando il suo significato originario – di nostalgia e mancanza – oggi, il suo senso è più ampio, e può estendersi a persone, luoghi, esperienze passate o momenti della vita.

Fonte immagine: Joehawkins – Wikimedia Commons

Articolo aggiornato il: 29 Dicembre 2025

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