Cat Cafè di Atene: intervista a Natalie e Dimitris

Cat Cafè di Atene

In una stradina di Atene a pochi minuti dal centro, tra il profumo di caffè e il suono discreto delle fusa, esiste un luogo in cui i gatti incontrano nuove possibilità di vita e le persone riscoprono il valore dell’accoglienza, della lentezza e dell’empatia. Abbiamo intervistato Natalie e Dimitris, i fondatori di questo Cat Cafè di Atene speciale, dove ogni dettaglio è pensato per favorire il benessere degli animali e creare connessioni autentiche tra visitatori e felini.

Com’è nata l’idea di aprire un Cat Cafè ad Atene? C’è stato un momento preciso in cui avete capito che doveva diventare realtà?

«L’idea è nata dal mio profondo amore per i gatti e dal bisogno che percepivo ad Atene di uno spazio sicuro, bello e accogliente in cui le persone potessero entrare in contatto con gatti adottabili. Il momento in cui ho capito che doveva diventare realtà è arrivato dopo essere diventata madre. Volevo creare qualcosa di significativo—non solo per me, ma anche per mio figlio e per la comunità. Uno spazio che unisse impatto sociale, consapevolezza e gioia».

Quali sono state le sfide più grandi da affrontare all’inizio?

«Una delle sfide più grandi è stata la burocrazia. In Grecia non esisteva un quadro legale per un Cat Cafè focalizzato sulle adozioni; quindi, abbiamo dovuto esplorare un territorio completamente nuovo—spiegando alle autorità cosa stavamo facendo e come univamo il benessere animale all’ospitalità. Trovare il giusto equilibrio tra le norme igieniche e il benessere dei gatti è stato complesso. Ma la nostra missione ci ha sempre guidati».

 

I gatti che vivono nel Cat Cafè di Atene seguono una routine quotidiana? Come organizzate le loro giornate per mantenerli tranquilli e a loro agio?

«Assolutamente sì! I gatti amano la routine, quindi ci assicuriamo che abbiano un ambiente calmo e ben strutturato. Hanno spazi tranquilli per riposare, momenti di gioco programmati e i pasti a orari fissi. Il nostro team è formato per leggere i loro segnali e fare in modo che non vengano mai sovrastimolati. Il loro benessere viene sempre prima di tutto».

C’è un gatto o una storia in particolare che vi ha toccati nel profondo?

«Sì, Luna, la nostra gatta cieca, ci ha toccati profondamente. È arrivata da noi spaventata e disorientata, ma con il tempo ha imparato a muoversi nello spazio con sicurezza, usando gli altri sensi. Vederla trasformarsi ha ispirato non solo il nostro team, ma anche i visitatori. Ci ricorda che ogni gatto, indipendentemente dalla sua condizione, merita amore e una seconda possibilità».

Secondo voi, che tipo di impatto sociale ha un luogo come il Cat Cafè di Atene sulla comunità locale?

«Un posto come questo costruisce empatia e consapevolezza. Le persone entrano per un caffè ma escono con una nuova prospettiva sul benessere animale. Abbiamo visto bambini imparare la compassione, famiglie scegliere l’adozione invece dell’acquisto, e comunità unirsi per aiutare i randagi. In soli 20 mesi, abbiamo facilitato oltre 120 adozioni, dimostrando quanto possa essere potente il legame tra persone e animali. Più che un semplice caffè, è diventato un vero e proprio movimento».

Se qualcuno si innamora di un gatto durante la visita, come funziona il processo di adozione?

«Siamo felicissimi quando succede! Abbiamo un processo di adozione che prevede una domanda, un breve colloquio, un controllo dell’idoneità della casa e un follow-up dopo l’adozione. Vogliamo essere sicuri che ogni gatto trovi la famiglia giusta e una sicurezza a lungo termine. Il nostro team accompagna sempre l’adottante in ogni fase del percorso».

Avete vissuto momenti divertenti o sorprendenti con i visitatori che vorreste condividere?

«Tantissimi! Una volta, un turista è entrato solo per usare il Wi-Fi e ha finito per passare tre ore a coccolare un gattino, perdendo completamente il tour all’Acropoli. Un’altra volta, un gatto è salito con calma nella borsa di una cliente e si è addormentato—lei se n’è accorta solo quando si è alzata per andare via! Sono momenti così che rendono ogni giornata speciale».

Cosa vi ha insegnato, a livello personale, questo percorso?

«Mi ha insegnato resilienza, empatia e il potere della comunità. Avviare un’attività con una missione sociale non è facile, ma vedere la differenza che facciamo nella vita degli animali e nel cuore delle persone ripaga ogni difficoltà. Personalmente, ho imparato che la passione, quando si unisce a uno scopo, può trasformare davvero la propria vita e quella degli altri».

Qual è il vostro momento preferito della giornata mentre lavorate qui?

«La mattina, prima che si aprano le porte, quando il caffè è ancora silenzioso e i gatti si stiracchiano, sbadigliano e vengono a salutarci. È un momento di pace e connessione, che ci ricorda ogni giorno perché facciamo tutto questo».

Grazie a Natalie e Dimitris per aver condiviso con noi la storia del loro Cat Cafè, dei gatti che hanno trovato una seconda possibilità e di quelli che stanno ancora cercando una forever home. Il loro progetto è la dimostrazione che l’imprenditoria può essere uno strumento di amore e cambiamento, dove ogni tazzina di caffè può diventare l’inizio di una nuova vita…con i baffi.

Fonte immagini: foto scattate in loco, archivio personale

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