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Eroica Fenice

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Libri

Luciano Tronchin, Soldi di legno. Tra appartenenza e terre lontane

Appena pubblicato dalla casa editrice Il Frangente, Soldi di legno di Luciano Tronchin è un romanzo che racconta la perdita e il ritrovamento di se stessi, come su una barca in attesa del bel tempo ma in balia del mare in tempesta. Leo Venier è un imprenditore veneziano che decide di vendere, di punto in bianco, la propria casa in centro, dagli arredi lussuosi e situata in una zona maestosa di una delle città più romantiche del mondo. Artefice di questa decisione e propulsore di pensieri negativi che gli attanagliano la mente da lungo tempo, il tormento di avere fatto carriera ai danni del pianeta, essendo stato per anni un commerciante di leak e molto prima un dipendente di un fiorente cantiere navale. Accanto a lui una giovane donna, Angela, che gli ricorda ogni giorno la spensieratezza degli anni insegnandogli a godere dei piccoli e gioiosi momenti, nonostante la differenza di età, quanto i suoi pensieri cupi, non gli permettano di vivere serenamente una tranquilla esistenza. Ad appoggiarlo costantemente c’è anche Saverio, il miglior amico di sempre, così diverso dalla sua personalità ma per questo confidente e dispensatore di buoni consigli, che cerca di limare i tormenti del suo animo ad ogni richiesta. Uno squilibrio mentale e un disagio cinico verso gli altri che si mostra subito nel primo incontro del romanzo, quello con l’affascinante agente immobiliare Licia, la cui bellezza spaventa ed intimorisce Leo, in balia delle sue più tormentate emozioni e riflessioni. In Soldi di legno di Luciano Tronchin, ciò che emerge già dalle prime pagine è l’interrogativo esistenziale per eccellenza: un uomo adulto da una apparente appagata vita che improvvisamente non riesce più a sentirsi parte del mondo che lo circonda, proprio come una barca che, in mancanza di una bussola che gli indichi la via, perde la giusta direzione, vittima dei tumultuosi affanni del mare in tempesta. Se il suo cuore è la tempesta, Leo è la barca, che naviga alla ricerca di una terra perduta, o forse provando a scoprire nuovi orizzonti, guardando oltre la linea di demarcazione; infatti, il protagonista, stanco di una quotidianità agiata e avendo la volontà di fare qualcosa per migliorare la natura che lo circonda, anche per lasciare ai posteri un futuro ecologico migliore, incappa nell’incontro fortuito con un vecchio marinaio, che sta vendendo il suo centenario trabaccolo, il Cornelio. Da qui oltre ad avere stretto una bellissima amicizia, Leo ha trovato anche casa, un posto che possa davvero chiamare così, non più sulla terraferma, ma con la possibilità di poter navigare alla ricerca di mete nuove e di una nuova vita. Da questo punto Luciano Tronchin sembra mostrarci un romanzo in via di conclusione, con il protagonista che affronta e vince le sue paure più grandi, speranzoso questa volta di riuscire a trovare le risposte ai mille interrogativi. Ma il pericolo è dietro l’angolo, così come sono gli ostacoli che bruscamente ci bloccano quando ognuno di noi prova a migliorare un’esistenza che, così com’è, non si accetta e non […]

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