Brutti Sporchi Cattivi Napoli – Stoccolma | Seconds Out | Recensione

Brutti Sporchi Cattivi de gruppo teatrale Seconds Out

Dal 6 all’8 maggio, il gruppo teatrale Seconds Out va in scena al Teatro Stabile Galleria Toledo in Brutti Sporchi Cattivi – Napoli Stoccolma. Uno spettacolo ideato e scritto da Vanda Monaco W.

In scena sono presenti gli stessi attori che vediamo comparire nei video in presa diretta (a cura di Adolfo Barbatelli e Anna Chiara Sanatore) : Rosario D’Angelo, Antonella de Falco, Mimmo Loreto, Franca Mastroluisi, Vanda Monaco W, Giulia Musciacco, Patrizio Oliva.

Le luci e le musiche, delle quali si occupa Roberto Passuti, ci catturano sin dall’ingresso in teatro. Con lo sguardo rivolto verso il palcoscenico, prima ancora di prendere posto a sedere, siamo attratti da suoni elettronico-sperimentali, a tempo con gli esercizi degli attori , che si allenano per la mise en scène in un backstage allo scoperto.

Brutti sporchi e cattivi ma non per questo meno umani. Adulti che sognano come bambini, con il cuore rivolto all’immediato futuro

Tra il palcoscenico e il ring c’è poca differenza. Un’anziana signora con i guantoni, un ex pugile con il desiderio di diventare attore, un vero attore – ancora nel fiore degli anni ma già insoddisfatto della propria vita – ci mostrano quanto sia importante lottare nel quotidiano come sul ring, ma quanto sia altrettanto semplice provare sconforto e sentirsi sfiniti nella società-palcoscenico in cui viviamo.

Le ambizioni personali si confondono e si traducono nella prestazione ininterrotta alla quale gli anni dell’esibizionismo ci costringono.

Qui la ricerca di un nuovo linguaggio teatrale, sporco e contaminato, si assume la responsabilità di rappresentare il nostro mondo. Questo nuovo modo di comunicare – nato dalle menti del gruppo teatrale Seconds Out, tra Svezia e Italia – è in grado di mescolare abilmente la recitazione tradizionale (con richiami espliciti anche a Pulcinella) con video-lampo, che riproducono in maniera più sensibile il celere scorrere delle immagini in movimento, al quale i reels e le stories di Instagram ci hanno abituato.

A confermarci la precarietà di un’esistenza condotta all’insegna del sogno ad occhi aperti mai realmente realizzato, dell’inettitudine di fronte alle difficoltà pratiche che l’accompagnano, c’è sul palco la Morte, come presenza irremovibile. Alcuni la temono, soprattutto i più giovani e, quando si trovano faccia a faccia con Lei sul ring, scappano. Forse è per questo che Simone, il talentuoso attore, preferirebbe tornare a recitare, piuttosto che fare l’allenatore di boxe. Altri accettano la sconfitta come parte integrante del gioco, e sono pronti ad affrontare a pugni chiusi lo scontro con le imminenti e continue difficoltà che la vita ci pone dinanzi. Così l’ex pugile si rinnova e, come sul ring era abituato a rialzarsi dopo un colpo ricevuto, ogni giorno prova la sua parte per migliorarsi e diventare un attore di successo.

Brutti Sporchi Cattivi ci consente di compiere un viaggio da Sud a Nord, da Napoli a Stoccolma, per renderci conto che le due realtà non sono in fin dei conti così distanti. Ci apre gli occhi su una grande verità: si può essere infelici ovunque, anche in un paese che sembra prometterci maggiori opportunità professionali e di guadagno. La realizzazione personale, forse, somiglia a qualcosa come imparare a camminare fianco a fianco con il Signor Futuro, senza pensare che quest’ultimo corrisponda a chissà quale inattesa minaccia, proveniente da un tempo lontano.

Magari è difficile, ma non proprio impossibile, credere in un avvenire felice, dopo essere stati costretti ad accettare un perpetuo stato emergenziale: la pandemia, la guerra, il progresso irrefrenabile, nemico di ogni certezza.

Oggi siamo più brutti degli adulti del passato, perché sempre stanchi e insoddisfatti. Siamo più sporchi, perché più diffidenti e meno trasparenti, con una grande paura di mostrarci fragili. Siamo più cattivi, perché non lottiamo con i nostri demoni interni, ma tentiamo di sabotarci l’un l’altro. Siamo frutto marcio di una società esacerbata, o forse siamo stati noi ad averla pensata e plasmata così.

In questo spettacolo del gruppo teatrale Seconds Out, la più anziana muore con i guantoni, muore con ancora la viva forza di lottare e la lucida convinzione che il futuro è adesso. Quindi, senza troppo pretendere di costruire utopicamente nuove strade a partire dalle macerie, potremmo concentrarci sul qui ed ora, come via accessibile per la bellezza nascosta dietro la bruttura.

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A proposito di Chiara Aloia

Chiara Aloia nasce a Formia nel 1999. Laureata in Filologia moderna.

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