Eroica Fenice

raccolto di periferia

Centro storico, raccolto di periferia: spaccato di solidarietà

“Centro storico, raccolto di periferia” in scena al Palazzo reale il 7 luglio | Recensione

“È malacqua, è malacqua, è fernuta ‘a zezzenella

È malacqua, è malacqua oggi è n’ata jacuvella

…nun galleggia ‘a paparella”

La Compagnia Teatri di Popolo — nata nel 1999 e che dal 2014 collabora con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Salerno — presenta al NTFI 2019 una nuova drammaturgia, che racconta quanto sia spesso la “periferia” a disegnare il “centro” della felicità, con lo spettacolo “Centro storico, raccolto di periferia”

Centro isolato di periferia. I suoi abitanti, uniti da solidarietà e da un legame quasi familiare, dettato dalla condivisione della quotidianità, trascinano i loro giorni scanditi da ritmi sempre uguali in un equilibrio rassicurante. Il professore, la massaia, la casa di appuntamenti, dove la gente va per fa’ passà ‘o tiemp’ chiù velocemente, e Don Mimì. Don Mimì, detto o’ Lion’, pietra miliare del quartiere, custode di memoria e di vita, garante di tutte le sue creature: gli abitanti di quel centro isolato di periferia.

Ogni giorno Don Mimì trascina il suo carretto e i suoi anni in piazza, con quella cantilena sulle labbra che sa di casa, che è rassicurante come una ninnananna per i bambini che affidano il loro sonno alle braccia di una madre. Per ogni problema Don Mimì è lì, la sua mano è sempre tesa al prossimo contro le difficoltà del quotidiano. Ma chi è davvero Don Mimì? Da dove arrivano i suoi guadagni? Sono questi gli interrogativi che stanno dietro il suo arresto, che inducono il brigadiere a costringerlo dietro le sbarre. 

Con la fine della perdita della libertà del Leone coincide la fine della tranquillità del piccolo centro isolato di periferia. La casa di appuntamenti chiusa, i furti e i malori del Professore, il licenziamento della massaia. E così, il brigadiere è costretto a riformularsi la domanda: ma chi è davvero Mimì? E riformulata sarà anche la risposta. Mimì, memoria storica, uomo dalla proverbiale generosità è una presenza di cui il quartiere non può fare a meno. La polizia si vedrà allora costretta a fare uso di uno strumento assente tra le ordinarie pratiche del suo delicato ufficio, un dispositivo non presente tra le innumerevoli leggi: la creatività.

Centro storico, raccolto di periferia: spaccato di vita così semplice e così complesso

Lo spettacolo curato da Marco Dell’Acqua incanta per la profondità e pienezza dei suoi personaggi, che si muovono in una scarna scenografia fatta si travi di legno e panni stesi. Personaggi che, con la loro autenticità, con la loro semplicità, arrivano al cuore. La pièce si propone di illuminare e restituire centralità alle sofisticate abilità di ogni comunità solidale, quando inventa soluzioni spontanee e ingegnose per trasformare la sopravvivenza in vita.

La complessità della vita diventa così occasione per riconsiderare il significato produttivo della condivisione e il suo inspiegabile mistero, luogo privilegiato in cui abita la più commuovente delle poesie, l’amore, come inesauribile forza di ogni felice creazione di senso per il benessere di tutti.

 

CENTRO STORICO, RACCOLTO DI PERIFERIA

IDEAZIONE SCENICA E REGIA MARCO DELL’ACQUA
MUSICHE TdiP99
ASSISTENTE ALLA REGIA ADRIANO RUGGIERO E GIOVANNI FERRARO
COSTUMI MARINELLA CARFORA
DRAMMATURGIA, SCENOGRAFIA E DISEGNO LUCI TEATRI DI POPOLO
CON TERESA PEPE, CIRO MOLLO, ANNAMARIA AVAGLIANO, ANTONIO BALDI, ANTONIETTA CAVALIERE, ENZO PELUSO, SALVATORE CRISCUOLO, MARIO ROTOLO, PAOLO ESPOSITO, GIACOMO D’AGOSTINO, ANNA DONNARUMMA, FEDERICO BUCCIARELLI

7 luglio 2019 ore 21.00
durata 1 ora e 10 min
Napoli
Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale

Fonte foto: www.napoliteatrofestival.it

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