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Eroica Fenice

Che disastro di commedia Mark Bell

Che disastro di commedia, la pièce di Mark Bell debutta all’Augusteo

Che disastro di commedia“, la disastrosa pièce tragicomica ideata dal regista inglese Mark Bell e prodotta da AB Menagement, debutta all Teatro Augusteo di Napoli e ne apre col botto la stagione teatrale venerdì 25 ottobre, dove resterà fino al 3 novembre.
Lo spettacolo, nato nel 2012 nel pub londinese “The Old Red Lion”, un massimo di 60 spettatori a serata, una scenografia costruita (e poi distrutta) dagli attori stessi ed il titolo originale di “The play that goes wrong“, ovvero, letteralmente “La commedia che va storta“, riesce, pur andando puntualmente storta (come nei piani), a conoscere uno straordinario successo ovunque giunga, successo che, dalla sala del pub, l’ha condotta al Duchess Theatre di Londra nel 2014 e da lì in tutto il mondo, aggiundicandosi anche alcuni importanti riconoscimenti, come il Best New Comedy agli Olivier Awards nel 2015.
Non fa eccezione il Teatro Augusteo, dove Che disastro di commedia ha intrattenuto piacevolmente il pubblico, regalando qualche ora di genuino divertimento.

Che disastro di commedia: quando tutto va storto, ma va alla grande così

Difficile a credersi, ma qualche volta tutto va storto eppure va bene così: ce lo mostra Che disastro di commedia, un irresistibile spettacolo comico metateatrale nel quale tutto, ma davvero tutto, riesce ad andare storto, finanche quando il pubblico non riuscirebbe più, ormai, ad immaginare un esito peggiore.
La compagnia, in un gioco metateatrale che coinvolge anche il pubblico, mette in scena quello che viene presentato come il miglior lavoro, il più riuscito ed il più completo, dal punto di vista del cast e delle risorse impiegate, il primo vero e proprio spettacolo teatrale della sfortunata e sgangherata compagnia Sant’Eufrasio Piedimonte, che si cimenterà nella pièce tragica Delitto a villa Haversham, un misterioso omicidio avvenuto negli anni ’20 nel West End, ambizioso progetto che, con risolvi esilaranti ed innumerevoli gag, da tragedia si trasformerà in una vera e propria commedia degli equivoci e degli errori.
Al centro della scena, l’investigatore Carter che dovrà fare chiarezza sulla improvvisa e misteriosa morte di Cecil Haversham, aiutato (ed avversato) dal fratello fidanzata Florence, il suo amante e fratello della vittima, il più caro amico della vittima ed il suo maggiordomo. Si tratterà di omicidio o suicidio? Chi avrebbe potuto giovarne?
Che disastro di commedia propone un tipo di comicità semplice, ma davvero efficace, basata su un’incredibile sovrabbondanza degli effetti comici tradizionali: tra battute dimenticate, palesi errori di regia, un cadavere che a tratti si muove e ricompare da vivo sulla scena, repentini cambi di attori, gag e ripetizioni, oggetti che scompaiono e ricompaiono altrove, giochi di luci, musiche e colori volti ad enfatizzare gli attimi più grotteschi e paradossali dell’esibizione, e soprattutto una traballante scenografia che crolla in pezzi sotto gli occhi del pubblico mentre gli attori, stoici eroi, cercano di portare avanti lo spettacolo, il pubblico non può che sentirsi coinvolto e genuinamente divertito da una pièce che risulta esilarante ed originale pur sfruttando quelli che sono gli elementi più tradizionali della comicità di ogni tempo. Una disaster comedy, un evergreen della comicità in cui i disastri si accumulano irreversibilmente, senza controllo, che non potrà lasciarvi delusi.

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