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Eroica Fenice

Daniele Fabbri

Daniele Fabbri alla Stand Up Comedy di Napoli: uno show senza freni

“Se siete cattolici, ditemelo subito”. Inizia con questo “avvertimento” lo show di Daniele Fabbri al Kestè di Napoli. Il comedian romano si è esibito col suo spettacoloNuovi Monologhi“, davanti ad un pubblico gremito e divertito.

Daniele Fabbri, infatti, fonda la sua comicità sulla natura dell’essere ateo e sulla convinzione di questa scelta. Lo show di circa un’ora ha fatto satira sulle ideologie più strane della cultura italiana e sull’attaccamento alla religione del nostro popolo.

Lo show di Fabbri tra lezioni di imprecazioni e sessualità

Diretto e schietto, Fabbri non si perde in mezzi termini e parla apertamente al pubblico. Da ateo convinto, crede fermamente che la società in cui viviamo dedichi più tempo ai ragionamenti sulle cose astratte che su quelle concrete.Chiedere a qualcuno cosa ne pensa del sesso prima del matrimonio è come domandare a un soldato se immagina di poter mangiare la pizza margherita durante la leva. Una domanda che nessuno si pone perché non ha senso farsela”. Siamo un popolo di “frustrati dalla religione” che si attacca ai principi morali e comprende poco quelli sensoriali.

Daniele esprime pensieri e considerazioni sulla possibilità di cambiare la mentalità degli italiani, per uscire da una situazione di “blocco emotivo” che non ci permette di sentirci liberi di vivere. “Perché ci sono ancora così tanti pregiudizi sulla masturbazione? Le donne si sono evolute, sì. E quindi l’unica cosa che possiamo concedergli è aiutarle a vivere meglio la loro sessualità. Questo dovrebbe essere il compito degli uomini”. Con un accento marcatamente romanesco, Fabbri prova costantemente ad imbarazzare il pubblico, per liberarlo dai pregiudizi che ruotano attorno agli argomenti da lui trattati.

La religione è però il tema che sta più a cuore al comico romano. La pedofilia nella Chiesa, l’attaccamento alla credenze, il desiderio di ritrovare nell’Aldilà i propri cari, l’incapacità di riconoscere i meriti delle persone e non quelli di Dio e tutte le altre “catene astratte” alle quali gli italiani sono legati, affollano la mente di Daniele. “Sono un fan dei Papa, deve ammetterlo. Il loro compito è solo quello di dire una cosa carina davanti alla quale il popola esulta, ma ai Papi in realtà non importa di nulla”.  

Un popolo pieno di stereotipi non ancora pronto a volare

“Sapete che sono stato ‘bannato’ da Facebook e dalla Polonia? Perché? Perché ho oltraggiato una statua di Papa Giovanni Paolo II in Polonia”. Fabbri dichiara di sentirsi molto solo nella sua vita di ateo in Italia. Perché nel nostro paese essere ateo non è facile. E non è nemmeno semplice parlare di questo argomento con chi condivide le stesse idee sulla religione e, soprattutto, con chi le coltiva in modo diverso.

Gli argomenti di Daniele Fabbri non sono pensati per tentare di convertire il suo pubblico, sono messi in scena per rompere i muri e le barriere dell’imbarazzo che ruotano attorno ai pregiudizi insiti in ognuno di noi. In uno Stato fortemente cattolico come l’Italia, sembra quasi impossibile dichiararsi ateo ad alta voce. Il rispetto per la religione, per qualcosa che in realtà non si manifesta è professato in maniera molto sentita.

Siamo incapaci di fare ragionamenti utili sulle situazioni reali della vita mentre ci blocchiamo ogni giorno su pensieri che non dovrebbero interessarci davvero.

Fonte immagine: Ufficio Stampa.

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