Debutta sui palcoscenici campani Sono Cose che Capitano, l’atteso spettacolo di Enzo e Sal, duo comico formato da Vincenzo Busto e Salvatore Strazzullo. Volti noti al grande pubblico grazie alla lunga presenza in programmi come Made in Sud (Rai 2) e Colorado (Italia 1), negli anni hanno costruito una cifra riconoscibile che unisce tempi televisivi e anima teatrale: dialoghi rapidi, situazioni parodistiche, esasperazioni del reale, ma sempre con un’attenzione precisa alla scena e ai personaggi.
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La commedia evolutiva e la regia di Ciro Ceruti
Presentato come una vera e propria “Commedia Evolutiva”, il loro spettacolo non punta esclusivamente alla risata, ma si trasforma in un viaggio dentro tappe universali dell’esperienza umana: amore, morte, nascita. Al centro della narrazione c’è un’analisi delle fasi cruciali della vita di ognuno di noi, con un finale che si apre a un impegno civile capace di unire intrattenimento e riflessione sociale senza cambiare registro.
A dare forma e ritmo a questa architettura comica è la regia di Ciro Ceruti, che rivendica una scelta precisa: evitare il tono didascalico, non trasformare temi grandi in “lezioni”. «La difficoltà più grande è stata non “spiegare” i temi, ma farli vivere. Quando un argomento è universale rischi di cadere nella morale o nella predica: la comicità, invece, funziona quando resta concreta, quando nasce da una situazione e da un dettaglio riconoscibile. In “Sono cose che capitano” abbiamo cercato proprio questo: partire da piccoli inciampi quotidiani, da quelle cose che capitano davvero a tutti, e portarli all’estremo senza tradire la verità dei personaggi».
I tre quadri: amore, morte e nascita
Il racconto si compone di quadri che fanno da scenario allo spettatore e lo accompagnano dentro un gioco di specchi continuo. Nel primo quadro si ride e ci si riconosce nelle dinamiche dell’amore: quello che va, che torna, che fa disperare e che, a volte, si traveste da occasione perduta. Il secondo quadro affronta la morte con delicatezza e ironia, trasformando il dolore in riflessione condivisa e il silenzio in una risata che consola. Il terzo e ultimo quadro ha come protagonista la nascita, raccontata non solo come arrivo al mondo, ma come ogni nuovo inizio che la vita ci propone, tra aspettative, paure e felicità.
Il percorso di Enzo e Sal
Il teatro, del resto, è nel DNA di Enzo e Sal fin dagli inizi: si formano artisticamente al Teatro Tam, dove muovono i primi passi nei laboratori di scrittura comica e cabaret, e negli anni affinano un modo di stare in scena che non vive solo di battuta, ma di costruzione. Il primo vero “scatto” nazionale arriva con un personaggio diventato cult, l’Incazzatore Personalizzato, che li porta stabilmente in televisione e ne definisce lo stile: una comicità riconoscibile, costruita su dialoghi rapidi e situazioni parodistiche, capace di spingere l’esasperazione del reale senza perdere il contatto con la verità della scena.
Un percorso, questo, che viene presto riconosciuto anche sul piano dei premi, come confermano i principali traguardi ottenuti:
- Nel 2008 vincono il Premio Massimo Troisi;
- Nel 2009 vincono il Premio “BravoGrazie”.
Su questa traiettoria — televisiva ma profondamente teatrale, popolare ma rigorosa nella scrittura — si innesta oggi “Sono Cose che Capitano”: una prestigiosa collaborazione artistica che suona come un vero sigillo di maturità. Enzo e Sal portano infatti in scena un testo di Ficarra e Picone, incontro naturale tra due mondi comici che condividono lo stesso istinto per la realtà e lo stesso rifiuto della facile predica; una collaborazione che valorizza, e in un certo senso consacra, il percorso già riconosciuto da pubblico e critica. E proprio per questo, nello spettacolo la risata non resta un effetto collaterale: diventa un linguaggio, una lente attraverso cui leggere il presente e mettere a fuoco le contraddizioni di tutti i giorni. «Il teatro comico oggi è un “luogo sicuro” dove si possono dire cose scomode senza alzare muri. La risata non è una fuga: è un modo per abbassare le difese e guardarsi allo specchio. In un’epoca in cui siamo tutti schierati, il comico può permettersi un lusso: farci ridere delle nostre contraddizioni, e quindi renderle discutibili. Se esci da uno spettacolo pensando “oddio, sono io” hai già fatto un piccolo atto civile».
Date e tappe del tour 2026
Dopo il lancio ufficiale previsto per la fine di gennaio, il tour toccherà le principali piazze campane tra febbraio e marzo, con tappe già confermate secondo questo calendario (date in aggiornamento):
| Data | Luogo e Teatro |
|---|---|
| 22/23 Febbraio 2026 | Teatro Siparietto (San Giorgio a Cremano) |
| 28 Febbraio / 1 Marzo 2026 | Teatro Sanacore |
| 7 Marzo 2026 | Teatro Pompeo Centanni (Centro Ester) |
| 14/15 Marzo 2026 | Teatro Ridotto (Salerno) |
| 20/21 Marzo 2026 | Teatro Madrearte (Villaricca) |
| 12 Aprile 2026 | Teatro Santa Chiara (Avellino) |

